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	<title>Intrappolati nella rete &#187; web</title>
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	<description>il blog di Don Fortunato di Noto</description>
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		<title>Un nota di Meter. Che pubblico ben volentieri.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 16:42:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avola (Sr), 15 febbraio 2011 &#8211;  Dalle ore 9,38 alle ore 15,17 sono stati segnalati n. 956 siti pedofili alla Polizia Postale di Catania. Abbiamo contato n. 678 bambini coinvolti. I siti sono quasi tutti allocati in USA, Germania, Russia, Brasile … I contenuti della violenza sono di una gravità tale che non riusciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avola (Sr), 15 febbraio 2011 &#8211;  Dalle ore 9,38 alle ore 15,17 sono stati segnalati n. 956 siti pedofili alla Polizia Postale di Catania. Abbiamo contato n. 678 bambini coinvolti. I siti sono quasi tutti allocati in USA, Germania, Russia, Brasile … I contenuti della violenza sono di una gravità tale che non riusciamo a descrivere. Speriamo nell’azione tempestiva e mirata delle forze dell’ordine. A volte, caro don, siamo preoccupati per la vastità del fenomeno dello sfruttamento che non si riesce ad arginare. Stasera pregheremo di più.” </p>
<p>E’ questa la nota commossa che gli operatori di Meter hanno lasciato sul tavolo di presidenza e di lavoro di don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org). In meno di 5 ore circa 1.000 siti segnalati con tempestività alla Polizia Postale di Catania. Basti pensare che in un solo “Forum pedofilo” i visitatori in meno di un’ora sono stati n. 8.239.</p>
<p>E’ inarrestabile la produzione di materiale pedopornografico diffuso e detenuto online che coinvolge milioni di bambini ogni anno con un giro d’affari stimato di circa 15 miliardi di dollari l’anno (stando alle proiezioni ONU). Così come è instancabile l’opera di segnalazione degli operatori dell’Associazione Meter onlus, principale associazione in Italia,(www.associazionemeter.org) e all’estero. Il flusso delle denunce e delle informazioni alla Polizia Postale Italiana e alle Procure Distrettuali (competenti nel coordinamento delle indagini e del contrasto) avviano decine di indagini sul fronte del delicato contrasto del fenomeno.</p>
<p>Il Direttivo Meter dichiara: “Non possiamo non rendere pubblica questa nota degli operatori che ogni giorno compiono uno specialistico monitoraggio della rete consegnando alla Polizia Postale Italiana elementi importantissimi per il contrasto al fenomeno che ha raggiunto, anno dopo anno, livelli di produzione di materiale e di coinvolgimento di bambini, sempre più piccoli (1/3 anni) in maniera spropositata.”</p>
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		<title>Quando un prete combatte i pedofili.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 10:55:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando un prete combatte i pedofili
di Ilaria Donatio
Don Fortunato Di Noto quando parla di pedofilia non mantiene la calma, anzi, si infervora e, quando se ne rende conto, chiede scusa. In realtà, lui che è parroco ad Avola, in provincia di Siracusa, ed insegna Storia ecclesiastica all’Università, con la pedofilia ci combatte da sempre: è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un prete combatte i pedofili<br />
di Ilaria Donatio</p>
<p>Don Fortunato Di Noto quando parla di pedofilia non mantiene la calma, anzi, si infervora e, quando se ne rende conto, chiede scusa. In realtà, lui che è parroco ad Avola, in provincia di Siracusa, ed insegna Storia ecclesiastica all’Università, con la pedofilia ci combatte da sempre: è stato tra i primi in Italia, ventuno anni fa, a darle battaglia, grazie alla sua “passione per il web e le nuove tecnologie” che gli hanno spalancato le porte della pedopornografia.<br />
Da allora, ha fondato la sua associazione, Meter (parola di origine greca che significa ‘accoglienza, grembo’) che si propone di “promuovere nelle realtà ecclesiali e non, la cultura, i diritti e la tutela dell’infanzia”. E che ogni anno, in convenzione con la polizia postale, realizza un report proprio su pedofilia e pedopornografia.</p>
<p>Per leggere tutto l&#8217;articolo su MICROMEGA:<br />
<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-un-prete-combatte-i-pedofili/">http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-un-prete-combatte-i-pedofili/</a></p>
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		<title>TD: Brevi e non approfondite considerazioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 22:00:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Solo alcune brevi e non approfondite considerazioni. E’ indiscutibile e indubbia la presenza nel mondo digitale dei cattolici: lo conosciamo e lo utilizziamo e molti lo hanno capito finalmente. Lo abbiamo ricevuto e lo reinterpretiamo offrendo con “responsabilità etica” la nostra vita che si dipana nel web. Magistrali riflessioni (che devono trovare sempre più un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo alcune brevi e non approfondite considerazioni. E’ indiscutibile e indubbia la presenza nel mondo digitale dei cattolici: lo conosciamo e lo utilizziamo e molti lo hanno capito finalmente. Lo abbiamo ricevuto e lo reinterpretiamo offrendo con “responsabilità etica” la nostra vita che si dipana nel web. Magistrali riflessioni (che devono trovare sempre più un aderenza al vero vissuto) e che con cautela hanno fatto emergere che per noi tutto è dono di un Altro e Lui – lo azzardo così – abita il web sin dalle origini perché originato dal dono che Lui ha fatto all’uomo. Il “controllo” della informazione e dei contenuti diventa sempre più complesso e difficile. Ci sarà un unico pensiero cattolico nel web? Preoccupa che per “conquistare audience” diventiamo &#8220;audience&#8221;– vantandoci dei contatti numerosi e inverosimili. Sentire confronti e sminuendo le “vecchiette che dormicchiano durante l’omelia” mi è sembrato eccessivo e anacronistico. Io non ho riso nè ho battuto le mani. Quelle vecchiette e quella donna di 106 anni (nonna di un tassista romano) e che vive in Molise, e che non ha mai conosciuto questo mondo nuovo, ha vissuto nel mondo e ha testimoniato. Non arriveremo ai circa 5miliardi di persone della popolazione mondiale con &#8220;talk show&#8221;, non credo in queste performance. Troppa pubblicità a &#8220;facebook&#8221; (moda del momento) e nonostante tutte le significative “buone e positive intuizioni” dei ricercatori dell’Università Cattolica il “sistema facebook” è ciò che non è e ciò che non appare è stato letto &#8220;sommariamente e superficialmente&#8221;. Abbiamo totalmente dimenticato i “bambini” i veri “nuovi nati digitali” e noi zii, nonni e permettermi trisavoli come sono io del web facciamo fatica a contestualizzare positivamente, dicendo anche l’invasività dissociativa di facebook e dei social network sui 190.000 minori italiani iscritti che hanno meno dei 13 anni. Iscritti senza autorizzazione e senza che i genitori conoscono tutto ciò. E a quelli che vorrei rivolgermi e anche a coloro che sono connessi 2.500 ore all&#8217;anno (più delle ore scolastiche e di catechismo). Lo so, sono nuove sfide e nuove letture, sempre più velocizzate e complesse. Perchè il web è complesso nella sua dinamica che muta le relazioni dell&#8217;uomo. Credo che l’assemblea abbia compreso questo. Insieme dobbiamo camminare, utilizzando il web e non dimenticando mai che la confessione si fa con un vero confessore e che l&#8217;eucarestia sia &#8220;vera pasqua del Signore&#8221; con una comunità credente e viva e che si ama fino alla croce (quella descritta da Michelangelo nella Cappella Sistina, e quello vissuta da Lui per noi. Le relazioni devono sempre modularsi su un incontro tra un tu e un io che diventano noi. Un incontro di nomi e di carne. Rifletteremo ancora, insieme. Non facciamoci mai invadere dal web, infatti non è l’esterno (web) che contamina l’interno (uomo), ma l’interno (uomo) che contamina l’esterno (web). Ci aspetta un cammino non dimenticando mai da dove veniamo e dove Lui ci vuole condurre.</p>
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		<title>TD: Prime considerazioni.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 05:54:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo delle immediate e non elaborate impressioni. Mons. Crociata, nel saluto, ci ha dato le ragioni della presenza cristiana nel web. Non occupare ma esserci con la specifica identità e utilizzare il mondo digitale per sviluppare nel territorio un flusso di informazioni che raggiunga tutti. La tanto attesa presenza di Negroponte è stata disattesa. Un breve messaggio telefonico, la “sua” costante promozione “commerciale” del PC per i bambini del Terzo Mondo. Tutto qui. Previsione prevedibile il suo “magistrale discorso” per chi è nel mondo del web da sempre. Sinteticità delle relazioni “accademiche” non permettono l’approfondimento e il flusso delle informazioni a un uditore che a vista d’occhio non credo sia molto avvezzo al linguaggio digitale e informatico. Dovremmo poi veramente discutere se l’informazione è libera, non condizionata, frammentata, non approfondita. Bisognerà fare “dopo” una sintesi applicativa e pragmatica che permetta la continuità della presenza di TD nel web e nel territorio reale. La Cappella Sistina è l’apoteosi della comunicazione della verità di fede, della nostra fede che annuncia il “giudizio finale” su tutto: nella “Croce”, nel segno supremo dell’amore di Dio, c’è la ragione anche del mondo digitale. Che non è il mondo dell’uomo, ma è il mezzo dove abita Dio con l’uomo.</p>
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		<title>TD: Siamo arrivati a Roma.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:56:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono arrivato con i miei di Meter (tutti i membri del Direttivo) a Roma e tra pochi minuti ci spostiamo alla sede centrale del Convegno.
Ieri ho ricevuto una straordinaria testimonianza di un giovane abusato dai compagni collegata ad una storia di pesante bullismo. Lo abbiamo ascoltato e accolto e siccome sapeva che venivamo a &#8220;testimoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivato con i miei di Meter (tutti i membri del Direttivo) a Roma e tra pochi minuti ci spostiamo alla sede centrale del Convegno.<br />
Ieri ho ricevuto una straordinaria testimonianza di un giovane abusato dai compagni collegata ad una storia di pesante bullismo. Lo abbiamo ascoltato e accolto e siccome sapeva che venivamo a &#8220;testimoni digitali&#8221; mi comunicava di dire che &#8220;lo ha salvato il web perchè persone lo hanno ascoltato e creduto&#8221;. Ha iniziato anche il percorso per essere battezzato da adulto. Ne parleremo. Non dimentichiamolo mai: il web ha incidenza nella vita reale e viceversa. Se vi abitano &#8220;testimoni credibili&#8221; si opera per l&#8217;annuncio e la missione della carità. Ci sentiremo al ritorno della sessiaone. </p>
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		<title>TD: Tutti dentro la rete del Maestro.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 07:59:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni e l’evento “testimoni digitali” sarà concretamente vissuto e digitalmente trasmesso e usufruito da molti che avranno la possibilità di seguirlo via web. Tutto il mondo, della rete, seguirà – se ne avrà voglia &#8211; questo significativo ed evangelico annuncio.
Tutti dentro la rete del Maestro. E noi fiduciosi e obbedienti alla Sua parola e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni e l’evento “testimoni digitali” sarà concretamente vissuto e digitalmente trasmesso e usufruito da molti che avranno la possibilità di seguirlo via web. Tutto il mondo, della rete, seguirà – se ne avrà voglia &#8211; questo significativo ed evangelico annuncio.<br />
Tutti dentro la rete del Maestro. E noi fiduciosi e obbedienti alla Sua parola e al suo invito, dato che pur utilizzando le nostre capacità e le nostre umanità nella professione di “comunicatori del vangelo” spesso non abbiamo nulla da poter dare da mangiare. I nostri contenuti possono correre il rischio di essere omologati, conformisti e non autentici. Accade che invece di dare il “pane e il pesce” diamo solo “surrogati” per una sorta di forzatura culturale nell’impegnativo criterio del dialogo “di identità senza volto”.<br />
Non abbiamo nulla da darti Signore. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!” ( cfr. Giovanni 21,1-19).<br />
Siamo analisti, sociologi, esperti di massmedia, stiamo facendo di tutto per far capire che anche i cristiani e i cattolici siamo nella rete, nel web, che il nostro “cuore e la nostra mente” è digitale per stare al passo con i tempi. Ma non dimentichiamolo non siamo noi la rete” noi siamo “nella rete del Maestro Gesù Cristo”. Ed è in Lui che la rete si rinnova e porta frutti di vita. Non di vita digitale ma di vita eterna. Forse considerazioni elementari, ma è questo lo spirito con cui parteciperemo a “testimoni digitali”.</p>
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		<title>La Divina Misericordia per i naviganti nel web.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 17:44:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanti di noi abbiamo compiuto peccati detestabili attraverso il web? Chi di noi non ha compiuto azioni che hanno offeso Dio, il prossimo e se stessi ? Anche per i “naviganti del web” la Divina “Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti di noi abbiamo compiuto peccati detestabili attraverso il web? Chi di noi non ha compiuto azioni che hanno offeso Dio, il prossimo e se stessi ? Anche per i “naviganti del web” la Divina “Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico, dei propri peccati, così che, sempre con l&#8217;aiuto della grazia divina, formulino un fermo proposito di non peccare più.” Così recita il Decreto della Penitenzieria Apostolica che vi consiglio di leggere il Decreto (29 Giugno 2002)  <a href="http://www.vatican.va/roman_curia/tribunals/apost_penit/documents/rc_trib_appen_doc_20020629_decree-ii_it.html">Italian</a> . Naviganti del web celebriamo anche noi l’Amore di Dio che “non conosce limiti” neanche nel mondo digitale. Anzi proprio nel mondo globale si diffonde affinchè “dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi i peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta”. Ci si può veramente perdere nel web e colpevolmente vivere da interrotti e da peccatori. Confessare la miseria per ricevere il perdono. Chissà quante miserie vissute e quanto Amore rricevuto.</p>
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		<title>Attenti all&#8217;informazione trappola.</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 16:06:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa.  La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa:  Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>  Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa.  La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa:  Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.<br />
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa tra la Chiesa e il mondo della informazione. Un confronto spesso non alla pari. E&#8217; encomiabile come i nostri mezzi di informazione &#8220;cattolici&#8221; ogni giorno operano una “informazione” nella verità e senza  omissioni. I titoli ad effetto e  il contenuto strumentale di moltissimi organi di informazione non stanno rendendo giustizia e verità al triste e drammatico fenomeno che senza remore condanniamo apertamete e pubblicamente. La pedofilia è un fenomeno globale, reale e &#8220;digitale&#8221;: è un vero e proprio crimine contro l&#8217;infanzia.  In questo clima sembra che la Chiesa (la comunità dei credenti e dei testimoni di Gesù Cristo) sia diventata ormai una “industria e multinazionale di pedofilia”. Sappiamo tutti che non è così e non possiamo cadere in questo tranello mediatico. E’ vero i casi di abuso e le omissioni sono stati &#8211; e speriamo non lo siano più &#8211;  una ferita profonda che lacera e produce profonde ferite; la stessa comunità ne soffre –  si sente tradita – e non possiamo &#8211; in primis - dimenticare le vittime che più di tutte si sono sentite abbandonate e tradite. In tutto questo dolore e dramma l’informazione deve sempre raccontare ed esporre i fatti nella verità e con onestà. Ma non deve mai diventare manipolatrice della verità, offrirebbe un cattivo servizio alle vittime e a chi è impegnato a fare chiarezza e a portare per tutti la vergogna di questo scandalo. La notizia non è solo nel raccontare l’eccesso, la stravaganza, la morbosità e con calunnia discreditare l’opera buona e l’impegno di tanti contro le brutture e violenze dei pochi. Quei pochi da condannare e chiedere di assumersi le responsabilità. La vita quotidiana è ben diversa dalla news e dalle semplici riflessioni veicolate con un video e articolo anche attraverso il web. Il ruolo dei testimoni – non solo nel digitale   – è urgente. E tutti già ne siamo consapevoli.</p>
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		<title>Solo pericoli su Internet?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 08:01:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sulla scia della emergenza educativa Vita Pastorale (n.4/2010) pag. 70-72 ha ritenuto pubblicare un mio intervento che risponde alle seguenti domande: &#8220;Internet è diseducativo? Pericoloso? E&#8217; una opportunità o un rifugio? Una fuga mundi che permette di deresponsabilizzarsi? E&#8217; meglio, quasi positivo, un incontro virtuale con un pedofilo e magari scegliere di disconnetersi, oppure un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scia della emergenza educativa Vita Pastorale (n.4/2010) pag. 70-72 ha ritenuto pubblicare un mio intervento che risponde alle seguenti domande: &#8220;Internet è diseducativo? Pericoloso? E&#8217; una opportunità o un rifugio? Una fuga mundi che permette di deresponsabilizzarsi? E&#8217; meglio, quasi positivo, un incontro virtuale con un pedofilo e magari scegliere di disconnetersi, oppure un incontro reale con le sue conseguenze devastanti per un bambino? (Negroponte). E&#8217; più educativo che giovani e adulti &#8220;fannulloni&#8221; possano incitare (in nome della libertà di espressione) alla violenza, all&#8217;eleminazione di bambini Down e quant&#8217;altro, oppure agire concretamente contro le categorie deboli della società?</p>
<p>Il nuovo millennio è contrassegnato dall&#8217;uso di Internet, che ha portato a un progresso tecnologico senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità. Perchè è su questo che dobbiamo metterci d&#8217;accordo, e siccome la società è liquida (Bauman) anche il pensiero più che debole è &#8220;liquefatto&#8221;. Insiegniamo cose liquide ai giovani, e serve un &#8220;coagulante&#8221; o almeno uno &#8220;stabilizzatore&#8221; di valori.</p>
<p>Discutiamo su questo e nei prossimi giorni vi rendo pubblico tutto l&#8217;articolo se non riuscite a procurarlo prima.</p>
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		<title>Non omologhiamo la testimonianza del Risorto</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo luminoso Tempo di Pasqua tutti noi “amati da Dio e redenti dal Figlio” non possiamo non dare “ragione” e mostrare la nostra fede (1Pt 3,15). La testimonianza è veramente l’unica via, privilegiata manifestazione della via della salvezza.
Una testimonianza che intende essere coerente, forte, efficace, trasparente, fragile e «umile e appassionata, radicata in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo luminoso Tempo di Pasqua tutti noi “amati da Dio e redenti dal Figlio” non possiamo non dare “ragione” e mostrare la nostra fede (1Pt 3,15). La testimonianza è veramente l’unica via, privilegiata manifestazione della via della salvezza.</p>
<p>Una testimonianza che intende essere coerente, forte, efficace, trasparente, fragile e «umile e appassionata, radicata in una spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell’unità inscindibile tra una fede amica dell’intelligenza e un amore che si fa servizio generoso e gratuito» (CEI, “Rigenerati per una speranza viva” (1Pt 1,3): testimoni del “grande sì” di Dio all’uomo, 11).</p>
<p>Il compimento di tutto il mistero pasquale e l’inizio dell’avventura tra gli uomini della Chiesa è “di me sarete Testimoni (At 1,8)”. Una Chiesa Testimone presente come segno del Signore risorto. Una Chiesa che non indietreggia mai, ma che cammina sempre e che attraverso i “toccati da Dio” nelle vicende umane tra le gioie e le sofferenze, noi “redenti in Lui” sono visibili e riconoscibili con un impegno colmo e pieno per la verità che è Gesù Cristo. La vita cristiana non può essere relegata al “solo privato” essa è “pubblica”. Tutto deve essere testimoniato “guardando, alzando lo sguardo a Lui”. Tutti Lo vedranno. Tutti devono vederci come Lui ci ha resi bellezza nonostante il peccato che ci ha disumanizzato e ci lega alla morte. Testimoni di comunità. Anche nel web.<br />
L’abbiamo più volte detto e sottolineato: nel Nuovo testamento per “testimone” il termine usato è martys (colui che arriverà a sacrificare la propria esistenza a motivo dell’annuncio di Cristo”. I martiri venivano “sacrificati”, “uccisi” nelle arene, nei circhi, nelle piazze “pubblicamente”. Ho l’impressione che il nuovo villaggio globale del web stia omologando la nostra testimonianza di redenti. Nell’immagine dei “soldati che dormono davanti al sepolcro” forse ci siamo anche noi. Non speriemtando così la “risurrezione” e l’invio del Risorto: andate e annunciate. Vi aspetto in Galilea. E’ un rischio! Dimenticare il Risorto. Gesù afferma (cfr. Gv 15,13), che non è possibile dare la vita per un’idea o per un sistema, ma soltanto per una persona. Forse stiamo molto dando per “l’idea del web” (con annessi e connessi interessi). Già, dico solo “forse”. La Pasqua ci apre alla testimonianza.</p>
<p>RISORTI NEL RISORTO.</p>
<p>Mi hai incontrato</p>
<p>nel buio della vita.</p>
<p>Nella Tua luce</p>
<p>mi immergo per vivere.</p>
<p>Nel Tuo essere qui</p>
<p>esulta il mio andare</p>
<p>verso il dono</p>
<p>della vita eterna.</p>
<p>Ho vissuto la Tua conquista.</p>
<p>Cammino verso pascoli rigolgiosi di vita.</p>
<p>Nella Vita io vivo.</p>
<p>Avola, 28 marzo 2010</p>
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