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IL NUOVO LIBRO: ABBIAMO RITROVATO LA VITA (Edizioni San Paolo)

giovedì, dicembre 22nd, 2011

Vorrei che fosse un Natale diverso. Il Bambino Gesù nasce in mezzo a un’umanità in crisi economica e morale. Vorrei che queste storie di piccole vittime diventate grandi ci aiutassero a sentire più affetto per i più piccoli e un impegno concreto per la difesa dei deboli.
Voglio commentare così l’uscita in libreria di “Abbiamo ritrovato la vita”, edito per le Edizioni San Paolo e con una prefazione scritta da don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana.
Sono 14 lettere/testimonianze raccolte nel corso del tempo. La violenza pedofila è infame perché ti costringe, il più delle volte, al silenzio sotto ricatto. È indicibile perché rivela l’omertà dei familiari, magari della stessa madre o dei fratelli, e segna col marchio della vergogna, come se la colpa dell’oltraggio dovesse ricadere su chi ne è stato oggetto. Ma c’è anche la testimonianza di chi, dopo un durissimo cammino per ritrovare il senso di vivere e “per far pace col proprio corpo”, ha saputo pronunciare la parola “perdono”.
E’ la storia di suor Roberta: non aveva ancora nove anni quando uno zio la violentò. Ebbe il coraggio di raccontarlo alla madre e ciò impedì che l’abuso potesse ripetersi. Alla fine ha scelto di essere testimone di speranza: “Ho offerto la mia sofferenza e la mia stessa vita con ogni suo respiro al Signore per la vita dei pedofili, per quelle bestie che non hanno umanità. Non c’è istante nella mia preghiera in cui non chieda la loro conversione e il loro ravvedimento, perché anche loro possano conoscere l’Amore Crocifisso e Risorto e per chi, come me, ha sofferto e soffre a causa della violenza subita”.
Noi non segnaliamo mai alle TV o ai giornali i nominativi delle vittime della pedofilia. Non vogliamo si faccia spettacolo su di loro. Abbiamo però offerto queste testimonianze spontanee – mantenendo l’anonimato delle persone coinvolte e autorizzati da loro – perché tutti possano sentirsi coinvolti. Non mi stancherò mai di ripeterlo: non esistono figli degli altri, ma solo figli nostri.

64.753, solo in 11 mesi, i bambini sfruttati sessualmente

mercoledì, novembre 3rd, 2010

E’ un numero – fino ad oggi – che raccoglie una triste promessa: è un debito che abbiamo tutti nei confronti di 64.753 bambini che abbiamo contato uno per uno dal 1 gennaio ad oggi (3 novembre c.a.). E’ il risultato delle segnalazioni ufficiali che abbiamo inoltrato alle autorità di Polizia di tutto il mondo.

Solo in 11 mesi. 64.753 bambini tutti depredati e sfruttati sessualmente. Violenze indicibili al limite della fantasia, dell’horror sessuale che annienta la più tenue e delicata dignità dei piccoli. Una età compresa tra i pochi giorni di vita e i 12 anni (nella loro prepubertà) età preferita dai pedocriminali, perché non possiamo dire che i pedofili non sono “criminali” che distruggono per sempre la vita dei bambini.

Fino ad oggi questo immane numero – raccolto dalla Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), impegnata da sempre a tutela dell’infanzia, contro ogni forma di abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini sembra rimanere nel sottaciuto silenzio. Quei volti – visti uno per uno – non detenuti in nessun data base associativo, per rispetto della legge, ma segnalati alle autorità giudiziarie – chiedono giustizia. E impressiona il fatto – a quanto da noi conosciuto – che nessuno di quei bambini ha sporto denuncia, abbia avuto il modo di chiedere giustizia e il sospetto è che non sappiamo chi siano, dove siano e quale sia la loro storia.

Sono piccole storie che non possiamo far vedere – anche se sono sotto gli occhi di tutti. E’ il racconto del dolore di tante storie di sfruttamento: ogni fotogramma, ogni video denunciato è l’impressionante racconto di un corpo innocente reso merce, oggetto dell’oggetto del desiderio di sfruttamento sessuale. Perversione assoluta di un male assoluto che incide nella vita per sempre.

64.753 silenziose vittime. Per questo abnorme fenomeno che coinvolge i bambini, non dovremmo mai contrapporci; ma nella ricerca della verità, della giustizia e della riparazione del danno e aggiungo della riconciliazione sociale e spirituale, tutti dovremmo impegnarci non solo per dare voce e sostegno, o migliorare le leggi e farle applicare in tutti i Paesi del mondo, ma anche per promuovere una rinnovata educazione. E se su 64.753 vittime, poi qualcuna ci scrive, raccontando la sua storia e ringraziandoci per il sostegno allora abbiamo raggiunto ciò che desideravamo: esiste ancora, non perché sopravvissuta, ma perché riamata di un amore vero.

Una vittima abusata – che mi contattò via chat attraverso un rinomato social network – mi disse che era una di quelle bambine anonime e che a causa dell’abuso non riusciva più a parlare: il demone dell’abuso le aveva tolto anche la parola. Ebbene solo lì riusciva a comunicare con me – sacerdote, della Chiesa che è impegnata a contrastare gli abusi con fermezza e decisione – a raccontare la sua devastante storia. Ci siamo incontrati di persona e mi commuove il fatto che mi disse: “solo con te ho riacquistato la parola e ho parlato”. Segno questo che non bisogna tacere, segno visibile che è possibile dare un nome e cognome al dramma di 64.753 vittime
Leggi anche su Zenit http://www.zenit.org/article-24371?l=italian

Lettera Papa a bambini don Di Noto: Crescete gioiosi

lunedì, maggio 10th, 2010

Missiva Segreteria Stato in risposta a lettera di incoraggiamento da parte dei bambini al santo Padre Benedetto XVI. Condividere è sempre un bene.

Il Papa scrive ai bambini di Avola e li ringrazia per la lettera collettiva di incoraggiamento che i piccoli, dopo l’iniziativa lanciata dall’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato Di noto e la Parrocchia ‘Madonna del Carmine’ di Avola in occasione della XIV Giornata Nazionale Bambini Vittime della Violenza, dell’indifferenza e dello sfruttamento, gli hanno spedito nei giorni scorsi. “Cari Bambini e Ragazzi”, scrive a nome del Papa monsignor Peter B. Wells, assessore alla Segreteria di Stato, “è giunta al Santo Padre Benedetto XVI la lettera che avete voluto indirizzargli, quale segno di vicinanza spirituale e di sincero affetto. II Papa, che ha molto gradito il filiale gesto, – scrive Wells – vi ringrazia e auspica di crescere gioiosi e sereni, imparando a conoscere sempre più il Signore Gesù e, mentre invoca la materna protezione della Vergine Maria, invia a ciascuno la Sua Benedizione”. Soddisfatto don Di Noto: “E’ un grande onore ricevere una lettera dal Papa, e i bambini sono stati davvero felici e contenti di leggerla. Ne stiamo facendo tante fotocopie perché possano appenderla nella propria cameretta”, afferma il sacerdote nella nota. “Il Papa – dice il sacerdote siciliano – non abbandona i bambini e lo dimostra anche con questo piccolissimo gesto. Sosteniamolo, lo dico come parroco e come presidente di Meter, perché possa continuare a testimoniare in parole e opere che la difesa dell’infanzia per la Chiesa non è una moda, ma un impegno permanente”, conclude.

Indietro non si torna. La lettera del Papa all’Irlanda anche per noi.

mercoledì, marzo 24th, 2010

Nel blog, molto raramente ho voluto affrontare il triste fenomeno degli abusi sessuali (reali e virtuali). In questi giorni i media, ho avuto l’impressione e credo che non sia finita, hanno “assediato” (giustamente, anche se con molti toni fuori dalle righe e al limite della cattiva informazione con plateali attacchi al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica) la tristissima vicenda di alcuni sacerdoti coinvolti negli abusi sessuali in Europa. Con molto senso di responsabilità ho dovuto affrontare numerosi giornalisti (da tutto il mondo) che mi chiedevano considerazioni in merito. Credo che avremo ancora da discutere e affrontare il problema, e auspico che nella comunicazione mediatica ci sia sempre il racconto della verità e la delicatezza con fermezza per affrontare la pedofilia che coinvolge, vittime, i bambini. Se lo desiderate, vi rimando all’intervista che è uscita su Famiglia Cristiana n. 13, del 28.03.2010

 http://www.sanpaolo.org/fc/1013fc/1013fc44.htm