Posts Tagged ‘testimoni’

Non omologhiamo la testimonianza del Risorto

venerdì, aprile 2nd, 2010

In questo luminoso Tempo di Pasqua tutti noi “amati da Dio e redenti dal Figlio” non possiamo non dare “ragione” e mostrare la nostra fede (1Pt 3,15). La testimonianza è veramente l’unica via, privilegiata manifestazione della via della salvezza.

Una testimonianza che intende essere coerente, forte, efficace, trasparente, fragile e «umile e appassionata, radicata in una spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell’unità inscindibile tra una fede amica dell’intelligenza e un amore che si fa servizio generoso e gratuito» (CEI, “Rigenerati per una speranza viva” (1Pt 1,3): testimoni del “grande sì” di Dio all’uomo, 11).

Il compimento di tutto il mistero pasquale e l’inizio dell’avventura tra gli uomini della Chiesa è “di me sarete Testimoni (At 1,8)”. Una Chiesa Testimone presente come segno del Signore risorto. Una Chiesa che non indietreggia mai, ma che cammina sempre e che attraverso i “toccati da Dio” nelle vicende umane tra le gioie e le sofferenze, noi “redenti in Lui” sono visibili e riconoscibili con un impegno colmo e pieno per la verità che è Gesù Cristo. La vita cristiana non può essere relegata al “solo privato” essa è “pubblica”. Tutto deve essere testimoniato “guardando, alzando lo sguardo a Lui”. Tutti Lo vedranno. Tutti devono vederci come Lui ci ha resi bellezza nonostante il peccato che ci ha disumanizzato e ci lega alla morte. Testimoni di comunità. Anche nel web.
L’abbiamo più volte detto e sottolineato: nel Nuovo testamento per “testimone” il termine usato è martys (colui che arriverà a sacrificare la propria esistenza a motivo dell’annuncio di Cristo”. I martiri venivano “sacrificati”, “uccisi” nelle arene, nei circhi, nelle piazze “pubblicamente”. Ho l’impressione che il nuovo villaggio globale del web stia omologando la nostra testimonianza di redenti. Nell’immagine dei “soldati che dormono davanti al sepolcro” forse ci siamo anche noi. Non speriemtando così la “risurrezione” e l’invio del Risorto: andate e annunciate. Vi aspetto in Galilea. E’ un rischio! Dimenticare il Risorto. Gesù afferma (cfr. Gv 15,13), che non è possibile dare la vita per un’idea o per un sistema, ma soltanto per una persona. Forse stiamo molto dando per “l’idea del web” (con annessi e connessi interessi). Già, dico solo “forse”. La Pasqua ci apre alla testimonianza.

RISORTI NEL RISORTO.

Mi hai incontrato

nel buio della vita.

Nella Tua luce

mi immergo per vivere.

Nel Tuo essere qui

esulta il mio andare

verso il dono

della vita eterna.

Ho vissuto la Tua conquista.

Cammino verso pascoli rigolgiosi di vita.

Nella Vita io vivo.

Avola, 28 marzo 2010

Quel grido da 21 anni. E i silenzi «laici»?

mercoledì, marzo 31st, 2010

Spesso molte notizie, nell’era della comunicazione globale, sfuggono alla attenzione di chi legge e fa informazione. Ciò deriva una cattiva e distorta informazione e non si fa nessun servizio alla “Verità che è Dio” e alla verità nell’uomo.
Riporto questo articolo, sfuggito anche a me, che rende l’informazione corretta e di efficace “testimonianza” delle e per le ultime vicende che coinvolgono la Chiesa e lo scandalo della pedofilia. Parla di Meter.

Lupus in pagina Rosso Malpelo di Gianni Gennari (Avvenire, 28 marzo 2010)

“Dal ‘Sole24Ore.com’ (26/3) leggo l’intervista a don Fortunato Di Noto che nel 1989 ha fondato ‘Meter ‘, associazione dedita a denuncia attiva dei crimini di pedofilia nella società, senza riguardo per nessuno, preti compresi, e poi i giornali in edicola traboccanti dei rimbalzi delle accuse mosse a Papa e Chiesa e delle speculazioni che ci vengono costruite su. E mi chiedo: in questi 21 anni grande stampa e istituzioni laiche italiane o internazionali, hanno mai promosso campagne di denuncia e allarme contro il fenomeno che tocca tutti gli ambienti, dalle famiglie ai luoghi di lavoro, e tutte le categorie? Leggo tanto, e scrivo qui da quasi 14 anni, ma non riesco a ricordare qualcosa di consistente fuori da ‘Avvenire’. Posso chiedere ai colleghi di ‘Corsera’, ‘Repubblica’, ‘Giornale’, ‘Unità’, ‘Manifesto’, ‘Stampa’, ‘Liberazione’ e via via fino al ‘Fatto’ quante denunce, quante inchieste hanno pubblicato, quanti allarmi lanciato dal 1989 a oggi? Domanda valida anche per NYT, Monde, País, Frankfurter Allgemeine e via mondializzando le pagine, oggi piene di sdegni mirati. Da solo non trovo risposta. Ovvio che anche le percentuali, pur minime, di casi di ecclesiastici sono il peggio del peggio e il troppo del troppo! Ovvio che in realtà certi crimini non si riparano mai e che «al primo posto le vittime», ma se leggi da ogni parte accuse incrociate che sparano più in alto possibile nella Chiesa, e se ieri ‘Il Fatto’ (p. 9: ‘Dal Vaticano solo silenzio…’) dà come «fatti nudi e crudi» notizie denudate di aspetti essenziali, allora qualcosa è distorto, e la vergogna dovrebbe essere almeno un po’ più condivisa. Dunque Malpelo attende notizie delle paginate mai date o che gli saranno sfuggite: felice di darle.

TV7 – Rai1 1, stasera. Occasione per testimoniare.

venerdì, marzo 19th, 2010

E’ un periodo intensissimo di incontri con bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Non c’è occasione che non parli del Convegno Testimoni digitali. Una buona occasione per responsabilizzare, formare ed educare. Mi permetto, sempre in punta di piedi, di comunicarvi che stasera sarà trasmessa una mia intervista su Rai 1 (Tv7) ore 23,40 ca.: “Viaggio tra prospettive e le disillusioni di una generazione. E ancora il dolore del Papa per lo scandalo pedofilia …. ” (Avvenire, pag.30 di oggi). Un dramma, un serio problema che non deve mai farci perdere la speranza e la bellezza del sacerdozio. Ognuno ha le sue responsabilità, ma non sia per nessuno (cosa che i media e tanti altri) un attacco alla Chiesa. Un attacco deliberato e pianificato. E’ un tempo anche che ci permette di purificarci, di convertirci, di sperimentare l’amore in questo dolore. Un pensiero e l’accoglienza del dolore delle vittime. Una preghiera per tutti. La vicinanza a Benedetto XVI. La pedofilia è un fenomeno grave, esteso, globale. Una responsabilità di tutti e per tutti.

Le Beatitudini: “codice dei testimoni digitali”.

lunedì, febbraio 15th, 2010

Le beatitudini sono il codice della vita cristiana, le regole scritte per i cristiani nel web, la sintesi del “messaggio rivoluzionario” che Cristo ha portato e annunciato al mondo: un messaggio di felicità e di verità. Un messaggio che Lui stesso ha vissuto e incarnato per primo. Le beatitudini sono il codice per i “testimoni nel web” e ne sono fermamente convinto. Ci riconosceranno nella società digitale se viviamo e testimoniamo, con autentica verità, ciò che Lui (Gesù Cristo) ha proclamato e vissuto. Per ora leggiamoli insieme e in questi prossimi giorni rifletteremo insieme. Attendo comunque delle vostre sollecitazioni e commenti.

“Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. (Mt 5,1-11)”

Il coraggio di parlare … dal web.

sabato, febbraio 6th, 2010

Stamattina ho ricevuto una serie di email in merito alla “Lettera aperta ai bambini digitali”. Inaspettata anche l’accoglienza e la diffusione Basta digitare sul motore di ricerca google, il titolo della lettera, una serie di links la pubblicizzano : www.romasette.it della Diocesi di Roma, l’Agenzia SIR www.agensir.it, la Diocesi di Noto www.diocesinoto.it ed altri ancora .
L’urgenza educativa e della “disattenzione genitoriale e degli educatori” per questo pervasivo, invasivo e bellissimo mondo digitale è una preoccupazione, ma è anche il tentativo di non rimanere a guardare dalla “finestra” (window), ma entrare dalla porta (door) principale e appropriarsi della cybespazio, con la propria identità e con i propri valori culturali, religiosi e cristiani. Non avere paura di essere quello che si è. Non avere timore di “predicare il Vangelo dai tetti” oggi diremmo dal web.
La “Lettera ai bambini”, che con sommessa umiltà vi chiedo di diffondere, ha sollecitato il Rettore del Seminario dei minori di Potenza, don Mauro Gallo, a diffonderla tra i conoscenti e amici; mi scrive: “Ho letto la Lettera e per i contatti che ho cercherò di darne diffusione, in particolare tra gli educatori di ACR essendo un assistente. Ma è anche vero: non ci sono molti docenti o molte scuole per aiutare gli educatori e i ragazzi stessi a stare bene nella rete.” Un papà, Antonio, da Messina, aggiunge: “essendo un addetto ai lavori all’Università, la lettera testimonia un impegno e un carisma, la ringrazio a nome di mia figlia”.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare.
Giovanni Paolo II, nel 2001, (“Predicatelo dai tetti”: il Vangelo nell’Era della Comunicazione Globale”, ribadiva e sottolineava, come ha fatto Benedetto XVI, della vitale e vivificante presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione. “La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell’inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo esorta la Chiesa nel mondo.
Una esortazione ancora vive e attuale. Che incide nel “corazza della vacuità” che è presente spesso nel web e nello stesso uomo, ingannato dal “relativismo etico”. E i testimoni digitali, i comunicatori del vangelo, devono tenere conto, con responsabilità, di avere un compito e un dovere vincolante «un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo…» (Etica nella comunicazione, n. 31).
“Soprattutto hanno il dovere e il privilegio- continua il messaggio del Papa – di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8).”