Educare è un impegno che vedrà la Chiesa nei prossimi decenni. Oggi siamo poco abituati a riflettere, a entrare nella realtà in profondità. Non sapere curare l’anima è vivere nel buio. Cristo lo riduciamo ad un “icona muta” e non un “icona che rimanda al mistero della vita eterna” da vivere in questa vita terrena, con entusiasmo e gioia.La vera educazione cristiana è anche un’ educazione pienamente umana. Il cristiano è una persona pienamente realizzata, perché l’educazione cristiana completa la bellezza dell’umano. Noi dobbiamo parlare di Dio e vivere di Dio, non dobbiamo aver paura di pensare secondo quanto dice il Vangelo, e non dobbiamo vergognarci di dirlo anche se a volte non ci comprendono.Nelle situazioni della vita spesso vengono presentate delle situazioni in cui si ignora la visione cristiana della vita o si fa un discorso che contrasta con la Fede, dobbiamo avere coraggio! Il coraggio di educare come “icone in movimento”.
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Educare.
sabato, giugno 26th, 2010CARI BAMBINI DIGITALI
giovedì, aprile 29th, 2010Ho il piacere di rimandarvi al Giornalino (n. 18) che riporta questa intervista http://www.sanpaolo.org/gio/1018gi/1018gi18.html
Si continua con la testimonianza.
Buona lettura.
Marco a Meter : con voi sono tornato a vivere la storia
mercoledì, aprile 28th, 2010Attraverso il web la prossimità, l’aiuto e l’accoglienza con responsabilità etica e autentica. Eccovi una “testimonianza”.
Il branco di ragazzini che lo circonda, la violenza di gruppo come sfregio, e lui, Marco, il più fragile della compagnia, che alla fine soccombe. Quando il branco se ne va, lui resta solo con la sua vergogna e la voglia di scomparire, invece gli tocca vivere e tornare a casa e a scuola e fare finta di niente. Anche se niente sarà più come prima…
Era ancora minorenne, Marco, quando tutto questo accadeva ai margini di una grande città del Nord e per tre anni il segreto è rimasto chiuso nel suo silenzio ostinato, nella disperazione dei ricordi che ogni notte tornavano a tormentarlo. A chi raccontare, infatti? Chi potrebbe capire? E so- prattutto chi saprebbe ascoltare senza giudicare lui, la vittima, come fosse colpevole? Non restava che tacere. Lo stesso silenzio che lo scorso novembre a Viterbo ha ucciso Evelyn, 19 anni, anche lei violentata tre anni prima quando era minorenne, anche lei incapace di raccontare se non alle pagine del suo diario, oggi fatto arrivare da mano ignota ai suoi genitori.
Marco non teneva un diario, il suo dolore lo ha scritto via e-mail un anno fa chiedendo aiuto a Meter , l’associazione fondata in Sicilia da don Fortunato Di Noto, da vent’anni in trincea contro la pedofilia e ogni forma di abuso contro i minori. «Se quello che dite di voi è vero dovete aiutare anche me», ha scritto quel giorno. Oggi, uscito dal gorgo grazie ai volontari di Meter , in occasione della XIV Giornata per i bambini vittime della violenza racconta la sua testimonianza, di nuovo con una email rivolta al sacerdote che l’ha salvato: «Le scrivo per porgerle i miei più sentiti ringraziamenti. Mi chiamo Marco, vi ho contattato tempo fa a causa di una grave esperienza di stupro da me subìto per una sorta di bullismo. Un’esperienza che mi obbligava non solo a rimanere nell’anonimato, ma che mi privò della dignità, della forza di amare la vita, della voglia di lottare…». «Fu un episodio davvero pesantissimo – ricorda don Di Noto –, un abuso subìto da minorenni come lui. Solo dopo anni di sofferenze il ragazzo si è rivolto a noi via Internet e ci ha raccontato tutto. Nonostante tra me e lui ci fosse la distanza dell’intera penisola, continuammo a tenerci in contatto, lui si apriva sempre di più, io lo sostenevo spiritualmente, cercavo di restituirgli quella fiducia in se stesso che aveva smarrito. I miei volontari al Nord facevano il resto, seguendolo da vicino». «Non ero convinto – continua Marco – perché credevo che non avrei più avuto speranze, ma continuavo a tenermi in contatto con Meter ascoltando i consigli e tenendo a mente che non ero solo. Infine ce l’ho fatta». E sempre dal Web ora aiuta gli altri: «Mi sto creando siti Internet, forum, blog, sto costruendo una attività mia personale, riesco a interagire e relazionarmi con le persone senza paura e riesco persino a non incolpare nostro Signore di colpe che non ha e vedere quali meravigliose vie di uscita mi sta dando». Una morte interiore lo stava uccidendo, un percorso di rinascita era quello che i sacerdoti e i volontari di Meter gli indicavano e oggi Marco desidera suggellarlo alla fonte del Battesimo: «Sto decidendo di battezzarmi come cristiano cattolico per testimoniare che voglio stare vicino a Dio – confida a don Di Noto –. È un passo che devo fare dentro di me, una mia personale conferma. Tutto questo è stato possibile solo perché sono stato ascoltato. Lei mi ha sentito a terra, deluso e frustrato: ora mi sente gioioso, felice e pieno d’amore per Dio perché mi è stata donata una seconda opportunità…». Sono tante le storie che i nostri sacerdoti potrebbero raccontare, vicende di ragazzini, ma anche di donne, che dopo la violenza hanno trovato nella Chiesa una comunità accogliente, luogo di rifugio e insieme di testimonianza. «Ma questa è emblematica – spiega Di Noto – perché dimostra come il mondo della comunicazione digitale possa costituire una nuova forma di carità, che ovviamente passa attraverso le persone fisiche, ma che nel Web trova un veicolo senza pari. Dopo un abuso si può guarire, l’importante è non tacere ».
Vittima di una violenza per anni ha taciuto. Poi l’incontro online con don Di Noto e l’uscita dal tunnel. «Sto decidendo di farmi battezzare come cattolico per testimoniare la mia vicinanza a Dio» (Lucia Bellaspiga, Avvenire 28 aprile 2010, pag. 25)
TD: Brevi e non approfondite considerazioni.
venerdì, aprile 23rd, 2010Solo alcune brevi e non approfondite considerazioni. E’ indiscutibile e indubbia la presenza nel mondo digitale dei cattolici: lo conosciamo e lo utilizziamo e molti lo hanno capito finalmente. Lo abbiamo ricevuto e lo reinterpretiamo offrendo con “responsabilità etica” la nostra vita che si dipana nel web. Magistrali riflessioni (che devono trovare sempre più un aderenza al vero vissuto) e che con cautela hanno fatto emergere che per noi tutto è dono di un Altro e Lui – lo azzardo così – abita il web sin dalle origini perché originato dal dono che Lui ha fatto all’uomo. Il “controllo” della informazione e dei contenuti diventa sempre più complesso e difficile. Ci sarà un unico pensiero cattolico nel web? Preoccupa che per “conquistare audience” diventiamo “audience”– vantandoci dei contatti numerosi e inverosimili. Sentire confronti e sminuendo le “vecchiette che dormicchiano durante l’omelia” mi è sembrato eccessivo e anacronistico. Io non ho riso nè ho battuto le mani. Quelle vecchiette e quella donna di 106 anni (nonna di un tassista romano) e che vive in Molise, e che non ha mai conosciuto questo mondo nuovo, ha vissuto nel mondo e ha testimoniato. Non arriveremo ai circa 5miliardi di persone della popolazione mondiale con “talk show”, non credo in queste performance. Troppa pubblicità a “facebook” (moda del momento) e nonostante tutte le significative “buone e positive intuizioni” dei ricercatori dell’Università Cattolica il “sistema facebook” è ciò che non è e ciò che non appare è stato letto “sommariamente e superficialmente”. Abbiamo totalmente dimenticato i “bambini” i veri “nuovi nati digitali” e noi zii, nonni e permettermi trisavoli come sono io del web facciamo fatica a contestualizzare positivamente, dicendo anche l’invasività dissociativa di facebook e dei social network sui 190.000 minori italiani iscritti che hanno meno dei 13 anni. Iscritti senza autorizzazione e senza che i genitori conoscono tutto ciò. E a quelli che vorrei rivolgermi e anche a coloro che sono connessi 2.500 ore all’anno (più delle ore scolastiche e di catechismo). Lo so, sono nuove sfide e nuove letture, sempre più velocizzate e complesse. Perchè il web è complesso nella sua dinamica che muta le relazioni dell’uomo. Credo che l’assemblea abbia compreso questo. Insieme dobbiamo camminare, utilizzando il web e non dimenticando mai che la confessione si fa con un vero confessore e che l’eucarestia sia “vera pasqua del Signore” con una comunità credente e viva e che si ama fino alla croce (quella descritta da Michelangelo nella Cappella Sistina, e quello vissuta da Lui per noi. Le relazioni devono sempre modularsi su un incontro tra un tu e un io che diventano noi. Un incontro di nomi e di carne. Rifletteremo ancora, insieme. Non facciamoci mai invadere dal web, infatti non è l’esterno (web) che contamina l’interno (uomo), ma l’interno (uomo) che contamina l’esterno (web). Ci aspetta un cammino non dimenticando mai da dove veniamo e dove Lui ci vuole condurre.
TD: Prime considerazioni.
venerdì, aprile 23rd, 2010Solo delle immediate e non elaborate impressioni. Mons. Crociata, nel saluto, ci ha dato le ragioni della presenza cristiana nel web. Non occupare ma esserci con la specifica identità e utilizzare il mondo digitale per sviluppare nel territorio un flusso di informazioni che raggiunga tutti. La tanto attesa presenza di Negroponte è stata disattesa. Un breve messaggio telefonico, la “sua” costante promozione “commerciale” del PC per i bambini del Terzo Mondo. Tutto qui. Previsione prevedibile il suo “magistrale discorso” per chi è nel mondo del web da sempre. Sinteticità delle relazioni “accademiche” non permettono l’approfondimento e il flusso delle informazioni a un uditore che a vista d’occhio non credo sia molto avvezzo al linguaggio digitale e informatico. Dovremmo poi veramente discutere se l’informazione è libera, non condizionata, frammentata, non approfondita. Bisognerà fare “dopo” una sintesi applicativa e pragmatica che permetta la continuità della presenza di TD nel web e nel territorio reale. La Cappella Sistina è l’apoteosi della comunicazione della verità di fede, della nostra fede che annuncia il “giudizio finale” su tutto: nella “Croce”, nel segno supremo dell’amore di Dio, c’è la ragione anche del mondo digitale. Che non è il mondo dell’uomo, ma è il mezzo dove abita Dio con l’uomo.
TD: Siamo arrivati a Roma.
giovedì, aprile 22nd, 2010Sono arrivato con i miei di Meter (tutti i membri del Direttivo) a Roma e tra pochi minuti ci spostiamo alla sede centrale del Convegno.
Ieri ho ricevuto una straordinaria testimonianza di un giovane abusato dai compagni collegata ad una storia di pesante bullismo. Lo abbiamo ascoltato e accolto e siccome sapeva che venivamo a “testimoni digitali” mi comunicava di dire che “lo ha salvato il web perchè persone lo hanno ascoltato e creduto”. Ha iniziato anche il percorso per essere battezzato da adulto. Ne parleremo. Non dimentichiamolo mai: il web ha incidenza nella vita reale e viceversa. Se vi abitano “testimoni credibili” si opera per l’annuncio e la missione della carità. Ci sentiremo al ritorno della sessiaone.
TD: Tutti dentro la rete del Maestro.
venerdì, aprile 16th, 2010Pochi giorni e l’evento “testimoni digitali” sarà concretamente vissuto e digitalmente trasmesso e usufruito da molti che avranno la possibilità di seguirlo via web. Tutto il mondo, della rete, seguirà – se ne avrà voglia – questo significativo ed evangelico annuncio.
Tutti dentro la rete del Maestro. E noi fiduciosi e obbedienti alla Sua parola e al suo invito, dato che pur utilizzando le nostre capacità e le nostre umanità nella professione di “comunicatori del vangelo” spesso non abbiamo nulla da poter dare da mangiare. I nostri contenuti possono correre il rischio di essere omologati, conformisti e non autentici. Accade che invece di dare il “pane e il pesce” diamo solo “surrogati” per una sorta di forzatura culturale nell’impegnativo criterio del dialogo “di identità senza volto”.
Non abbiamo nulla da darti Signore. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!” ( cfr. Giovanni 21,1-19).
Siamo analisti, sociologi, esperti di massmedia, stiamo facendo di tutto per far capire che anche i cristiani e i cattolici siamo nella rete, nel web, che il nostro “cuore e la nostra mente” è digitale per stare al passo con i tempi. Ma non dimentichiamolo non siamo noi la rete” noi siamo “nella rete del Maestro Gesù Cristo”. Ed è in Lui che la rete si rinnova e porta frutti di vita. Non di vita digitale ma di vita eterna. Forse considerazioni elementari, ma è questo lo spirito con cui parteciperemo a “testimoni digitali”.
La Divina Misericordia per i naviganti nel web.
sabato, aprile 10th, 2010Quanti di noi abbiamo compiuto peccati detestabili attraverso il web? Chi di noi non ha compiuto azioni che hanno offeso Dio, il prossimo e se stessi ? Anche per i “naviganti del web” la Divina “Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico, dei propri peccati, così che, sempre con l’aiuto della grazia divina, formulino un fermo proposito di non peccare più.” Così recita il Decreto della Penitenzieria Apostolica che vi consiglio di leggere il Decreto (29 Giugno 2002) Italian . Naviganti del web celebriamo anche noi l’Amore di Dio che “non conosce limiti” neanche nel mondo digitale. Anzi proprio nel mondo globale si diffonde affinchè “dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi i peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta”. Ci si può veramente perdere nel web e colpevolmente vivere da interrotti e da peccatori. Confessare la miseria per ricevere il perdono. Chissà quante miserie vissute e quanto Amore rricevuto.
“Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese” (Ap 1,11)
sabato, aprile 10th, 2010Credo sia l’esperienza della fede del credente di oggi che non può esimersi di nutrirsi con l’assiduo ascolto della Parola di Dio che “tramanda” la testimonianza degli apostoli nel Risorto. Intravedo il mandato dei testimoni: vedere, scrivere e mandare (inviare). Sintesi sostanziale del testimone nell’era digitale. Testimone che annuncia solo una unica verità: la visione del Risorto intesa non teoricamente ma “avvenuta”: realmente! L’autenticità dell’utilizzo del web e della informazione dipene solo da come abbiamo sperimentato nella vita personale e comunitaria l’esperienza del Risorto!
Attenti all’informazione trappola.
sabato, aprile 10th, 2010 Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa. La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa: Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa tra la Chiesa e il mondo della informazione. Un confronto spesso non alla pari. E’ encomiabile come i nostri mezzi di informazione “cattolici” ogni giorno operano una “informazione” nella verità e senza omissioni. I titoli ad effetto e il contenuto strumentale di moltissimi organi di informazione non stanno rendendo giustizia e verità al triste e drammatico fenomeno che senza remore condanniamo apertamete e pubblicamente. La pedofilia è un fenomeno globale, reale e “digitale”: è un vero e proprio crimine contro l’infanzia. In questo clima sembra che la Chiesa (la comunità dei credenti e dei testimoni di Gesù Cristo) sia diventata ormai una “industria e multinazionale di pedofilia”. Sappiamo tutti che non è così e non possiamo cadere in questo tranello mediatico. E’ vero i casi di abuso e le omissioni sono stati – e speriamo non lo siano più – una ferita profonda che lacera e produce profonde ferite; la stessa comunità ne soffre – si sente tradita – e non possiamo – in primis - dimenticare le vittime che più di tutte si sono sentite abbandonate e tradite. In tutto questo dolore e dramma l’informazione deve sempre raccontare ed esporre i fatti nella verità e con onestà. Ma non deve mai diventare manipolatrice della verità, offrirebbe un cattivo servizio alle vittime e a chi è impegnato a fare chiarezza e a portare per tutti la vergogna di questo scandalo. La notizia non è solo nel raccontare l’eccesso, la stravaganza, la morbosità e con calunnia discreditare l’opera buona e l’impegno di tanti contro le brutture e violenze dei pochi. Quei pochi da condannare e chiedere di assumersi le responsabilità. La vita quotidiana è ben diversa dalla news e dalle semplici riflessioni veicolate con un video e articolo anche attraverso il web. Il ruolo dei testimoni – non solo nel digitale – è urgente. E tutti già ne siamo consapevoli.