Posts Tagged ‘preti’

Far finta di niente?

sabato, luglio 24th, 2010

Isolati scandali. Strumentali per buttare discredito e sospetti. Ci mancava, e non sarà l’ultima, l’inchiesta sui “preti gay” e le “notti brave”. Essendo parroco, a contatto con la gente, non posso negare il disorientamento dei fedeli, la fatica di dire la verità, senza intrappolarli nella velata menzogna. Raccontare le buone cose che vi sono nella comunità dei fedeli e la gioia, nella fatica di essere testimoni. E’ proprio vero, perchè rimanere preti quando non si è preti. Un fatto “ontologico/sacramentale” o un comodo e consolante modo di vivere in attesa della conversione definitiva? Pongo domende e per quanto mi rigurda cerco di vivere le risposte …. di viverle ogni giorno.

Quando un prete combatte i pedofili.

venerdì, maggio 28th, 2010

Quando un prete combatte i pedofili
di Ilaria Donatio

Don Fortunato Di Noto quando parla di pedofilia non mantiene la calma, anzi, si infervora e, quando se ne rende conto, chiede scusa. In realtà, lui che è parroco ad Avola, in provincia di Siracusa, ed insegna Storia ecclesiastica all’Università, con la pedofilia ci combatte da sempre: è stato tra i primi in Italia, ventuno anni fa, a darle battaglia, grazie alla sua “passione per il web e le nuove tecnologie” che gli hanno spalancato le porte della pedopornografia.
Da allora, ha fondato la sua associazione, Meter (parola di origine greca che significa ‘accoglienza, grembo’) che si propone di “promuovere nelle realtà ecclesiali e non, la cultura, i diritti e la tutela dell’infanzia”. E che ogni anno, in convenzione con la polizia postale, realizza un report proprio su pedofilia e pedopornografia.

Per leggere tutto l’articolo su MICROMEGA:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-un-prete-combatte-i-pedofili/

Attenti all’informazione trappola.

sabato, aprile 10th, 2010

  Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa.  La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa:  Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa tra la Chiesa e il mondo della informazione. Un confronto spesso non alla pari. E’ encomiabile come i nostri mezzi di informazione “cattolici” ogni giorno operano una “informazione” nella verità e senza  omissioni. I titoli ad effetto e  il contenuto strumentale di moltissimi organi di informazione non stanno rendendo giustizia e verità al triste e drammatico fenomeno che senza remore condanniamo apertamete e pubblicamente. La pedofilia è un fenomeno globale, reale e “digitale”: è un vero e proprio crimine contro l’infanzia.  In questo clima sembra che la Chiesa (la comunità dei credenti e dei testimoni di Gesù Cristo) sia diventata ormai una “industria e multinazionale di pedofilia”. Sappiamo tutti che non è così e non possiamo cadere in questo tranello mediatico. E’ vero i casi di abuso e le omissioni sono stati – e speriamo non lo siano più –  una ferita profonda che lacera e produce profonde ferite; la stessa comunità ne soffre –  si sente tradita – e non possiamo – in primis - dimenticare le vittime che più di tutte si sono sentite abbandonate e tradite. In tutto questo dolore e dramma l’informazione deve sempre raccontare ed esporre i fatti nella verità e con onestà. Ma non deve mai diventare manipolatrice della verità, offrirebbe un cattivo servizio alle vittime e a chi è impegnato a fare chiarezza e a portare per tutti la vergogna di questo scandalo. La notizia non è solo nel raccontare l’eccesso, la stravaganza, la morbosità e con calunnia discreditare l’opera buona e l’impegno di tanti contro le brutture e violenze dei pochi. Quei pochi da condannare e chiedere di assumersi le responsabilità. La vita quotidiana è ben diversa dalla news e dalle semplici riflessioni veicolate con un video e articolo anche attraverso il web. Il ruolo dei testimoni – non solo nel digitale   – è urgente. E tutti già ne siamo consapevoli.