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XV Giornata nazionale dei bambini vittime (GBV)

sabato, febbraio 26th, 2011

… della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza.
E’ iniziato, sempre con impegno, serietà e abnegazione, il tempo di preparazione per l’evento che è ginto al 15° anno di celebrazione.
Dal 25 aprile al primo maggio una serie di iniziative e celebrazioni.
Diocesi, Parrocchie, Scuole, Associazioni, Famiglie, donne e uomini di buona volontà si uniranno per vivere questi momenti ideati dall’Associazione Meter dal 1995 che hanno fatto la storia nazionale  dell’impegno contro ogni forma di abuso nei confronti dei bambini.
Per maggiori informazioni scrivete a segreteria@associazionemeter.org
 e consultate www.associazionemeter.org

Un nota di Meter. Che pubblico ben volentieri.

martedì, febbraio 15th, 2011

Avola (Sr), 15 febbraio 2011 – Dalle ore 9,38 alle ore 15,17 sono stati segnalati n. 956 siti pedofili alla Polizia Postale di Catania. Abbiamo contato n. 678 bambini coinvolti. I siti sono quasi tutti allocati in USA, Germania, Russia, Brasile … I contenuti della violenza sono di una gravità tale che non riusciamo a descrivere. Speriamo nell’azione tempestiva e mirata delle forze dell’ordine. A volte, caro don, siamo preoccupati per la vastità del fenomeno dello sfruttamento che non si riesce ad arginare. Stasera pregheremo di più.”

E’ questa la nota commossa che gli operatori di Meter hanno lasciato sul tavolo di presidenza e di lavoro di don Fortunato Di Noto, presidente dell’Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org). In meno di 5 ore circa 1.000 siti segnalati con tempestività alla Polizia Postale di Catania. Basti pensare che in un solo “Forum pedofilo” i visitatori in meno di un’ora sono stati n. 8.239.

E’ inarrestabile la produzione di materiale pedopornografico diffuso e detenuto online che coinvolge milioni di bambini ogni anno con un giro d’affari stimato di circa 15 miliardi di dollari l’anno (stando alle proiezioni ONU). Così come è instancabile l’opera di segnalazione degli operatori dell’Associazione Meter onlus, principale associazione in Italia,(www.associazionemeter.org) e all’estero. Il flusso delle denunce e delle informazioni alla Polizia Postale Italiana e alle Procure Distrettuali (competenti nel coordinamento delle indagini e del contrasto) avviano decine di indagini sul fronte del delicato contrasto del fenomeno.

Il Direttivo Meter dichiara: “Non possiamo non rendere pubblica questa nota degli operatori che ogni giorno compiono uno specialistico monitoraggio della rete consegnando alla Polizia Postale Italiana elementi importantissimi per il contrasto al fenomeno che ha raggiunto, anno dopo anno, livelli di produzione di materiale e di coinvolgimento di bambini, sempre più piccoli (1/3 anni) in maniera spropositata.”

64.753, solo in 11 mesi, i bambini sfruttati sessualmente

mercoledì, novembre 3rd, 2010

E’ un numero – fino ad oggi – che raccoglie una triste promessa: è un debito che abbiamo tutti nei confronti di 64.753 bambini che abbiamo contato uno per uno dal 1 gennaio ad oggi (3 novembre c.a.). E’ il risultato delle segnalazioni ufficiali che abbiamo inoltrato alle autorità di Polizia di tutto il mondo.

Solo in 11 mesi. 64.753 bambini tutti depredati e sfruttati sessualmente. Violenze indicibili al limite della fantasia, dell’horror sessuale che annienta la più tenue e delicata dignità dei piccoli. Una età compresa tra i pochi giorni di vita e i 12 anni (nella loro prepubertà) età preferita dai pedocriminali, perché non possiamo dire che i pedofili non sono “criminali” che distruggono per sempre la vita dei bambini.

Fino ad oggi questo immane numero – raccolto dalla Associazione Meter onlus (www.associazionemeter.org), impegnata da sempre a tutela dell’infanzia, contro ogni forma di abuso e lo sfruttamento sessuale dei bambini sembra rimanere nel sottaciuto silenzio. Quei volti – visti uno per uno – non detenuti in nessun data base associativo, per rispetto della legge, ma segnalati alle autorità giudiziarie – chiedono giustizia. E impressiona il fatto – a quanto da noi conosciuto – che nessuno di quei bambini ha sporto denuncia, abbia avuto il modo di chiedere giustizia e il sospetto è che non sappiamo chi siano, dove siano e quale sia la loro storia.

Sono piccole storie che non possiamo far vedere – anche se sono sotto gli occhi di tutti. E’ il racconto del dolore di tante storie di sfruttamento: ogni fotogramma, ogni video denunciato è l’impressionante racconto di un corpo innocente reso merce, oggetto dell’oggetto del desiderio di sfruttamento sessuale. Perversione assoluta di un male assoluto che incide nella vita per sempre.

64.753 silenziose vittime. Per questo abnorme fenomeno che coinvolge i bambini, non dovremmo mai contrapporci; ma nella ricerca della verità, della giustizia e della riparazione del danno e aggiungo della riconciliazione sociale e spirituale, tutti dovremmo impegnarci non solo per dare voce e sostegno, o migliorare le leggi e farle applicare in tutti i Paesi del mondo, ma anche per promuovere una rinnovata educazione. E se su 64.753 vittime, poi qualcuna ci scrive, raccontando la sua storia e ringraziandoci per il sostegno allora abbiamo raggiunto ciò che desideravamo: esiste ancora, non perché sopravvissuta, ma perché riamata di un amore vero.

Una vittima abusata – che mi contattò via chat attraverso un rinomato social network – mi disse che era una di quelle bambine anonime e che a causa dell’abuso non riusciva più a parlare: il demone dell’abuso le aveva tolto anche la parola. Ebbene solo lì riusciva a comunicare con me – sacerdote, della Chiesa che è impegnata a contrastare gli abusi con fermezza e decisione – a raccontare la sua devastante storia. Ci siamo incontrati di persona e mi commuove il fatto che mi disse: “solo con te ho riacquistato la parola e ho parlato”. Segno questo che non bisogna tacere, segno visibile che è possibile dare un nome e cognome al dramma di 64.753 vittime
Leggi anche su Zenit http://www.zenit.org/article-24371?l=italian

Roma: 7° Corso per operatori Meter

martedì, settembre 28th, 2010

Il Cardinale Angelo Bagnasco ha detto parole importanti ribadendo l’impegno del Papa e della Chiesa contro la pedofilia. Molto bene. Molto bene anche l’impegno dei vescovi italiani su questo tema. Ma adesso occorre secondo me l’elaborazione di una azione pastorale per educare ad una responsabilità contro ogni forma di abuso, in special modo quella della pedofilia. L’istituzione di una sede Meter (come già alcune diocesi hanno fatto) potrebbe essere una significativa risposta. Lo dico non per vanto, ma come esperienza consolidata.

Serve questa pastorale di prossimità al dolore delle vittime non perché diventi solo una risposta al triste problema dei “preti pedofili” , ma perché sia segno dell’impegno permanente e costante della Chiesa contro queste vergogne da qualunque parte esse derivino. Non è che il Papa, dopo aver emanato le norme e predicato contro la pedofilia, si sia dimenticato del caso. Anzi: il Papa sa benissimo, e con lui tutti i vescovi, sacerdoti e religiosi di giusto sentire, che queste ferite resteranno sempre memento e vergogna per la Chiesa. Ma anche pungolo e incitamento per la riscossa e la lotta, la vigilanza continua.

Il 9 ottobre sarà a Roma presso la Parrocchia di San Romano Martire (Largo Antonio Beltramelli) per il 7° corso formazione Meter aperto a tutti, “religiosi e laici”. Una full immersion “propedeutico” per aggiornarsi e conoscere Meter insieme alla dott.ssa Adriana Passarello, psicologa/psicoterapeuta e Responsabile Centro d’Ascolto Meter; l’avvocato Maria Suma, Vicepresidente Meter e il dr. Carlo Di Noto, fondatore e DG Meter. Maggiori informazioni sul sito dell’associazione www.associazionemeter.org

Far finta di niente?

sabato, luglio 24th, 2010

Isolati scandali. Strumentali per buttare discredito e sospetti. Ci mancava, e non sarà l’ultima, l’inchiesta sui “preti gay” e le “notti brave”. Essendo parroco, a contatto con la gente, non posso negare il disorientamento dei fedeli, la fatica di dire la verità, senza intrappolarli nella velata menzogna. Raccontare le buone cose che vi sono nella comunità dei fedeli e la gioia, nella fatica di essere testimoni. E’ proprio vero, perchè rimanere preti quando non si è preti. Un fatto “ontologico/sacramentale” o un comodo e consolante modo di vivere in attesa della conversione definitiva? Pongo domende e per quanto mi rigurda cerco di vivere le risposte …. di viverle ogni giorno.

Quando un prete combatte i pedofili.

venerdì, maggio 28th, 2010

Quando un prete combatte i pedofili
di Ilaria Donatio

Don Fortunato Di Noto quando parla di pedofilia non mantiene la calma, anzi, si infervora e, quando se ne rende conto, chiede scusa. In realtà, lui che è parroco ad Avola, in provincia di Siracusa, ed insegna Storia ecclesiastica all’Università, con la pedofilia ci combatte da sempre: è stato tra i primi in Italia, ventuno anni fa, a darle battaglia, grazie alla sua “passione per il web e le nuove tecnologie” che gli hanno spalancato le porte della pedopornografia.
Da allora, ha fondato la sua associazione, Meter (parola di origine greca che significa ‘accoglienza, grembo’) che si propone di “promuovere nelle realtà ecclesiali e non, la cultura, i diritti e la tutela dell’infanzia”. E che ogni anno, in convenzione con la polizia postale, realizza un report proprio su pedofilia e pedopornografia.

Per leggere tutto l’articolo su MICROMEGA:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-un-prete-combatte-i-pedofili/

Attenti all’informazione trappola.

sabato, aprile 10th, 2010

  Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa.  La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa:  Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa tra la Chiesa e il mondo della informazione. Un confronto spesso non alla pari. E’ encomiabile come i nostri mezzi di informazione “cattolici” ogni giorno operano una “informazione” nella verità e senza  omissioni. I titoli ad effetto e  il contenuto strumentale di moltissimi organi di informazione non stanno rendendo giustizia e verità al triste e drammatico fenomeno che senza remore condanniamo apertamete e pubblicamente. La pedofilia è un fenomeno globale, reale e “digitale”: è un vero e proprio crimine contro l’infanzia.  In questo clima sembra che la Chiesa (la comunità dei credenti e dei testimoni di Gesù Cristo) sia diventata ormai una “industria e multinazionale di pedofilia”. Sappiamo tutti che non è così e non possiamo cadere in questo tranello mediatico. E’ vero i casi di abuso e le omissioni sono stati – e speriamo non lo siano più –  una ferita profonda che lacera e produce profonde ferite; la stessa comunità ne soffre –  si sente tradita – e non possiamo – in primis - dimenticare le vittime che più di tutte si sono sentite abbandonate e tradite. In tutto questo dolore e dramma l’informazione deve sempre raccontare ed esporre i fatti nella verità e con onestà. Ma non deve mai diventare manipolatrice della verità, offrirebbe un cattivo servizio alle vittime e a chi è impegnato a fare chiarezza e a portare per tutti la vergogna di questo scandalo. La notizia non è solo nel raccontare l’eccesso, la stravaganza, la morbosità e con calunnia discreditare l’opera buona e l’impegno di tanti contro le brutture e violenze dei pochi. Quei pochi da condannare e chiedere di assumersi le responsabilità. La vita quotidiana è ben diversa dalla news e dalle semplici riflessioni veicolate con un video e articolo anche attraverso il web. Il ruolo dei testimoni – non solo nel digitale   – è urgente. E tutti già ne siamo consapevoli.