Vorrei ringraziare Benedetto XVI, a nome mio e quello di tutti i bambini, per le parole che ha pronunciato in chiusura dell’Anno Sacerdotale. Ancora una volta ha dimostrato di essere dalla parte dei piccoli e i deboli. E io, come sacerdote e presidente di Meter, non posso che essere dalla sua parte. Faccio notare che il Papa ha indicato alcune priorità, tra queste la carità in particolare verso i piccoli e i bambini. E proprio per questo, secondo me, sarebbe opportuno lanciare una nuova iniziativa nelle nostre diocesi. Credo che non dobbiamo agire per le emergenze e gli scandali ma per il comando del Signore ritenendo utile (e ne sono più che convinto) che in ogni diocesi ci debba essere (non solo simbolicamente, ma operativamente) un “vicario episcopale dei bambini” segno dell’amore di Gesù che in maniera tutta particolare, su mandato del vescovo si occupi di promuovere la bellezza e la tutela dei bambini. Credo che oggi, più di ieri, sia arrivato il momento propizio di impegnarsi nell’educazione – estesa non solo nei seminari – ma anche nei servizi pastorali di ogni diocesi, affinché ci sia un programma permanente per informare, prevenire, educare e soprattutto tutelare i piccoli da eventuali insidie e pericoli.
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Il vicario episcopale dei bambini.
venerdì, giugno 11th, 2010Lettera Papa a bambini don Di Noto: Crescete gioiosi
lunedì, maggio 10th, 2010Missiva Segreteria Stato in risposta a lettera di incoraggiamento da parte dei bambini al santo Padre Benedetto XVI. Condividere è sempre un bene.
Il Papa scrive ai bambini di Avola e li ringrazia per la lettera collettiva di incoraggiamento che i piccoli, dopo l’iniziativa lanciata dall’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato Di noto e la Parrocchia ‘Madonna del Carmine’ di Avola in occasione della XIV Giornata Nazionale Bambini Vittime della Violenza, dell’indifferenza e dello sfruttamento, gli hanno spedito nei giorni scorsi. “Cari Bambini e Ragazzi”, scrive a nome del Papa monsignor Peter B. Wells, assessore alla Segreteria di Stato, “è giunta al Santo Padre Benedetto XVI la lettera che avete voluto indirizzargli, quale segno di vicinanza spirituale e di sincero affetto. II Papa, che ha molto gradito il filiale gesto, – scrive Wells – vi ringrazia e auspica di crescere gioiosi e sereni, imparando a conoscere sempre più il Signore Gesù e, mentre invoca la materna protezione della Vergine Maria, invia a ciascuno la Sua Benedizione”. Soddisfatto don Di Noto: “E’ un grande onore ricevere una lettera dal Papa, e i bambini sono stati davvero felici e contenti di leggerla. Ne stiamo facendo tante fotocopie perché possano appenderla nella propria cameretta”, afferma il sacerdote nella nota. “Il Papa – dice il sacerdote siciliano – non abbandona i bambini e lo dimostra anche con questo piccolissimo gesto. Sosteniamolo, lo dico come parroco e come presidente di Meter, perché possa continuare a testimoniare in parole e opere che la difesa dell’infanzia per la Chiesa non è una moda, ma un impegno permanente”, conclude.
Indietro non si torna. La lettera del Papa all’Irlanda anche per noi.
mercoledì, marzo 24th, 2010Nel blog, molto raramente ho voluto affrontare il triste fenomeno degli abusi sessuali (reali e virtuali). In questi giorni i media, ho avuto l’impressione e credo che non sia finita, hanno “assediato” (giustamente, anche se con molti toni fuori dalle righe e al limite della cattiva informazione con plateali attacchi al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica) la tristissima vicenda di alcuni sacerdoti coinvolti negli abusi sessuali in Europa. Con molto senso di responsabilità ho dovuto affrontare numerosi giornalisti (da tutto il mondo) che mi chiedevano considerazioni in merito. Credo che avremo ancora da discutere e affrontare il problema, e auspico che nella comunicazione mediatica ci sia sempre il racconto della verità e la delicatezza con fermezza per affrontare la pedofilia che coinvolge, vittime, i bambini. Se lo desiderate, vi rimando all’intervista che è uscita su Famiglia Cristiana n. 13, del 28.03.2010
TV7 – Rai1 1, stasera. Occasione per testimoniare.
venerdì, marzo 19th, 2010E’ un periodo intensissimo di incontri con bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Non c’è occasione che non parli del Convegno Testimoni digitali. Una buona occasione per responsabilizzare, formare ed educare. Mi permetto, sempre in punta di piedi, di comunicarvi che stasera sarà trasmessa una mia intervista su Rai 1 (Tv7) ore 23,40 ca.: “Viaggio tra prospettive e le disillusioni di una generazione. E ancora il dolore del Papa per lo scandalo pedofilia …. ” (Avvenire, pag.30 di oggi). Un dramma, un serio problema che non deve mai farci perdere la speranza e la bellezza del sacerdozio. Ognuno ha le sue responsabilità, ma non sia per nessuno (cosa che i media e tanti altri) un attacco alla Chiesa. Un attacco deliberato e pianificato. E’ un tempo anche che ci permette di purificarci, di convertirci, di sperimentare l’amore in questo dolore. Un pensiero e l’accoglienza del dolore delle vittime. Una preghiera per tutti. La vicinanza a Benedetto XVI. La pedofilia è un fenomeno grave, esteso, globale. Una responsabilità di tutti e per tutti.
La pedofilia è un offesa a Dio (Benedetto XVI).
mercoledì, febbraio 17th, 2010Non c’è quotidiano online (oltre che la carta stampata) nonché Avvenire che non riportano il triste resoconto della visita dei vescovi irlandesi che Benedetto XVI ha voluto incontrare per affrontare i problemi del passato e la crisi del presente. Una ferita e uno scandalo che deve essere affrontato con onestà e coraggio.
Oggi mi sono commosso. Per le vittime. Per il dolore del Papa. Per il silenzioso e quotidiano servizio dei miei volontari e di tanti altri. La percezione è quella dell’invito ad un maggiore impegno pastorale, culturale, educativo per l’infanzia che vive condizioni di disagio. In questo blog avevo deciso di non parlare di questo fenomeno, diffusissimo anche nel web. Ma avremo modo di delineare tra le altre cose l’impegno concreto e non frammentato dell’azione dei testimoni di Gesù Cristo. Perché la responsabilità dei cristiani, trasforma la società. Tutti nei siamo responsabili.
Prossimo virtuale. Prossimo reale.
martedì, febbraio 9th, 2010Dalla “nuova comunicazione” possiamo trarre tanti benefici. Il beneficio
nasce dal dono e se il dono è per il bene dell’altro tutto concorre al bene.
La comunicazione è un bene importante che trasforma il dialogo, l’amicizia e i rapporti umani in qualcosa di bello che sconfigge ciò che è “sfigurato nel mondo e vilipeso nella dignità dell’uomo e del creato” a
causa di scelte deliberate dall’egoismo.
Sono sollecitato, molto, dalle chiare e dure posizioni del S. Padre, in
merito a chi nella Chiesa ha recato del male all’infanzia. E possiamo
chiederci se nel mondo del web la presenza della comunità cristiana può contribuire a diffondere il rispetto e la tutela dei bambini. Rispettare i bambini, i minori e i giovani in Rete è un impegno doveroso. Più volte, a proposito di Internet, la Chiesa si è pronunciata con chiarezza, richiamando alla responsabilità. La “possibile” missione pastorale della Chiesa nell’ambiente virtuale del web è senza dubbio una buona notizia per chi frequenta il web e per chi ci lavora, per chi è già presente e cerca una risposta. L’azione pastorale della Chiesa è anche il farsi prossimo, come un buon samaritano online.
Ma la domanda è: sappiamo cogliere i segnali delle nuove povertà nel web?
Ecco la dimostrazione di come, ancora una volta, Internet sia un medium (un mezzo) utile per veicolare messaggi positivi e non solo negativi, ma anche “prossimità” per chi subisce violenze e angherie. Ecco quindi l’impegno dei “centri di ascolto – helpline” ed anche le “hotline”: vogliono essere approdi, aree di sosta e di ascolto per le richieste di aiuto. Dobbiamo essere vigilianti su questo delicato fronte per ridare speranza e dignità.
Per promuovere la cultura della vita e del rispetto di essa. Per dire no
alla violenza sui bambini, anche attraverso la rete internet. E noi possiamo fare la differenza. Un ambito comune che non ha bisogno di confessionalità e identità specifica. Perché non esistono figli degli altri, sono tutti figli nostri. Virtuali o reali non fa e non farà mai alcuna differenza: perché dietro i byte c’è sempre un volto umano. Che è espressione del volto di Dio.
Il coraggio di parlare … dal web.
sabato, febbraio 6th, 2010Stamattina ho ricevuto una serie di email in merito alla “Lettera aperta ai bambini digitali”. Inaspettata anche l’accoglienza e la diffusione Basta digitare sul motore di ricerca google, il titolo della lettera, una serie di links la pubblicizzano : www.romasette.it della Diocesi di Roma, l’Agenzia SIR www.agensir.it, la Diocesi di Noto www.diocesinoto.it ed altri ancora .
L’urgenza educativa e della “disattenzione genitoriale e degli educatori” per questo pervasivo, invasivo e bellissimo mondo digitale è una preoccupazione, ma è anche il tentativo di non rimanere a guardare dalla “finestra” (window), ma entrare dalla porta (door) principale e appropriarsi della cybespazio, con la propria identità e con i propri valori culturali, religiosi e cristiani. Non avere paura di essere quello che si è. Non avere timore di “predicare il Vangelo dai tetti” oggi diremmo dal web.
La “Lettera ai bambini”, che con sommessa umiltà vi chiedo di diffondere, ha sollecitato il Rettore del Seminario dei minori di Potenza, don Mauro Gallo, a diffonderla tra i conoscenti e amici; mi scrive: “Ho letto la Lettera e per i contatti che ho cercherò di darne diffusione, in particolare tra gli educatori di ACR essendo un assistente. Ma è anche vero: non ci sono molti docenti o molte scuole per aiutare gli educatori e i ragazzi stessi a stare bene nella rete.” Un papà, Antonio, da Messina, aggiunge: “essendo un addetto ai lavori all’Università, la lettera testimonia un impegno e un carisma, la ringrazio a nome di mia figlia”.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare.
Giovanni Paolo II, nel 2001, (“Predicatelo dai tetti”: il Vangelo nell’Era della Comunicazione Globale”, ribadiva e sottolineava, come ha fatto Benedetto XVI, della vitale e vivificante presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione. “La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell’inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo esorta la Chiesa nel mondo.
Una esortazione ancora vive e attuale. Che incide nel “corazza della vacuità” che è presente spesso nel web e nello stesso uomo, ingannato dal “relativismo etico”. E i testimoni digitali, i comunicatori del vangelo, devono tenere conto, con responsabilità, di avere un compito e un dovere vincolante «un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo…» (Etica nella comunicazione, n. 31).
“Soprattutto hanno il dovere e il privilegio- continua il messaggio del Papa – di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8).”