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La Divina Misericordia per i naviganti nel web.

sabato, aprile 10th, 2010

Quanti di noi abbiamo compiuto peccati detestabili attraverso il web? Chi di noi non ha compiuto azioni che hanno offeso Dio, il prossimo e se stessi ? Anche per i “naviganti del web” la Divina “Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico, dei propri peccati, così che, sempre con l’aiuto della grazia divina, formulino un fermo proposito di non peccare più.” Così recita il Decreto della Penitenzieria Apostolica che vi consiglio di leggere il Decreto (29 Giugno 2002)  Italian . Naviganti del web celebriamo anche noi l’Amore di Dio che “non conosce limiti” neanche nel mondo digitale. Anzi proprio nel mondo globale si diffonde affinchè “dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi i peccati e difetti morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che meritatamente avevano perduta”. Ci si può veramente perdere nel web e colpevolmente vivere da interrotti e da peccatori. Confessare la miseria per ricevere il perdono. Chissà quante miserie vissute e quanto Amore rricevuto.

“Xt ~ smo knsi a Xt”. Cosa dire di Gesù … che (non) aveva Internet.

mercoledì, febbraio 10th, 2010

“Gesù aveva Internet? Parlava in chat?”, con questa domanda una bambina, ha esordito dopo aver letto la “Lettera aperta ai bambini digitali”. Potevamo ingannarla, dato che la risposta poteva essere benissimo manipolata facendole immaginare, del resto cosa possibile, l’attualizzazione di Gesù nel contesto odierno. Dicendogli: “Gesù aveva internet e parlava in chat”, ma era una risposta anacronistica, forzata. Ma per il rispetto che dobbiamo ai bambini abbiamo fatto uno sforzo, non indifferente. Alla luce delle conoscenze bibliche, conciliari e pastorali abbiamo cercato di rendere comprensibile (ai bambini) l’analogia tra il mistero dell’Incarnazione e la S. Scrittura. Insieme abbiamo letto da Internet qualche passo del Vangelo dove si parla di Gesù, con particolare riferimento alla visita a Gerusalemme a dodici anni di età, nella quale Gesù si trattenne per tre giorni nel Tempio discutendo con i dottori della Legge. In quest’ultimo episodio, secondo il racconto di Luca, Gesù rivelò per la prima volta i segni di una sapienza non comune e della consapevolezza della sua futura missione. (Lc 2,41-43).
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale, soprattutto quando si parla di Dio che parla all’uomo attraverso il Figlio Gesù.
Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) inteso come Figlio di Dio/Parola rivelata, esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”.
Gesù “vero e reale” ha già parlato e operato, è presente sempre in mezzo a noi e noi lo possiamo “vedere” se “ci amiamo l’un l’altro” e la “Parola di Dio” prende corpo nelle parole ispirate della S. Scrittura come nella carne d Gesù (cfr. Dei Verbum 3).
Dio è “presente” (grande Mistero) in Gesù Cristo (chi vede me vede il Padre), e nelle pagine della Scrittura.
Dio parla di sé, attraverso il Figlio nella Scrittura, e per il mistero della “condiscendenza divina” – evidentemente non lo abbiamo detto così ai bambini -(synkatabasis – termine usato dai padri della Chiesa per esprimere il Mistero della discesa di Dio nella storia che trova il suo compimento con la discesa del Logos nella carne di Gesù – cf. Gv. 3,13) si limita a parlare nella condizione storico, contingente, ne assume il linguaggio, la cultura, la lingua e dentro questi “limiti” esprime se stesso, la sua Parola eterna. Possiamo dire che Dio accetta ce “progressivamente” accetta che la sua rivelazione si manifesti nel Web, il cui compimento è la storia di Gesù di Nazareth.
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale. Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) intesa come Figlio di Dio/Parola rivelata) esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”. Ecco che allora possiamo anche noi stupirci del fatto che Dio parla e si comunica a noi “progressivamente” attraverso l’annuncio nel web.
I bambini lo hanno capito e mi hanno mandato un sms dal contenuto enigmatico: “Xt ~ smo knsi a Xt”. Ho telefonato, sorpreso e mi hanno detto che significava: “Cristo naviga e noi siamo connessi a Cristo”. Hanno capito tanto.