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Il Presidente della Camera Fini cita la “Lettera ai bambini digitali”

venerdì, marzo 12th, 2010

E’ degna di nota, non per vanto, ma per il prestigioso contesto con relatori di altissimo livello. Il Presidente della Camera Giancarlo Fini, nel suo discorso cita la “Lettera ai bambini digitali”.

Ieri (11 marzo) si è svolto alla Camera dei Deputati il Convegno “Internet è libertà. Perchè dobbiamo difendere la rete” La Camera dei deputati ha ospitato prestigiosi ospiti, tra i quali il prof. Lawrence Lessig, che ha svolto la lectio magistralis dal titolo ‘Il Web e la trasparenza tra ideali e realtà’.
Il presidente Fini, tra le altre cose ha detto: ” Il mezzo che questa generazione usa quotidianamente per rapportarsi con la realtà, ma anche con gli amici, la scuola, lo sport, gli hobby, è internet. Non a caso, è ai giovani che si è rivolto un sacerdote avveduto e fortemente impegnato nel sociale, don Fortunato Di Noto, in una lettera ai cosiddetti ‘nuovi nati digitali’ sottolineando l’importanza della «rete per lo studio e per la didattica, per la solidarietà».
Ha rilanciato anche l’invito a “tutta la comunità internazionale a creare un forte movimento a sostegno dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2010 a internet, l’accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo.

Ricordiamo la motivazione della candidatura, che mi sento di condividere in pieno fino a quando Internet non sarà per tutti e non solo di pochi, quando il “digital divide” sarà superato e appianato. Sul Nobel per la pace ne possiamo discutere! A lungo.
Comunque ecco la motivazione: «Abbiamo finalmente capito che internet non è una rete di computer. Ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa nuova civiltà sta costruendo dialettica, confronto e solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto. Ecco perché internet è strumento di pace. Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza. Ecco perché la rete merita il prossimo premio Nobel per la Pace: e sarà un Nobel dato a ciascuno di noi».

Per leggere tutto il discorso vi rimando a http://presidente.camera.it/

La libertà cristiana e quella nel/del web.

lunedì, marzo 1st, 2010

Si discute da sempre sulla libertà nel web (o del web?). Ma dovremmo tanto interrogarci cosa significa la libertà e la liberazione per l’uomo e dei popoli. E’ illuminante e utile la lettura del documento “Libertà cristiana e liberazione”, della Congregazione per la dottrina della fede (Enchiridion Vaticanum. Documenti della Santa Sede (1986-1987), X, 196- 344.).
Nel 1986, ecco cosa si diceva sui “pericoli della potenza tecnologica”.
Pericoli della potenza tecnologica.
La forza liberatrice della conoscenza scientifica si oggettivizza nelle grandi realizzazioni tecnologiche. Chi dispone delle tecnologie possiede il potere sulla terra e sugli uomini. Di qui son nate forme, fino ad ora sconosciute, di disuguaglianza tra i possessori del sapere ed i semplici fruitori della tecnica. Il nuovo potere tecnologico è legato al potere economico e porta alla sua concentrazione. Cosí, all’interno dei popoli come tra i popoli, si sono formati rapporti di dipendenza che, nel corso degli ultimi vent’anni, sono stati occasione per una nuova rivendicazione di liberazione. Come impedire che la potenza tecnologica divenga una potenza oppressiva di gruppi umani o di interi popoli?”

Riporto questa considerazione dopo una accesa discussione avuta con “esperti della rete” che rivendicavano il diritto alla totale e assoluta libertà del e nel web. “Tutto deve e può scorrere nel web”, dicevano. Mentre sottolineavo della “responsabilità” di chi vive da cristiano e la libertà in Cristo, come suo testimone”. Niente di scontato, tutto da richiamare per non perdere la identità cristiana, dei cristiani nel web e nella vita quotidiana. Un grande pericolo e ho timore di coloro che “parlano di Lui” o della troppo ostentata “cittadinanza del web” non facendo riferimento alla  “cittadinanza dei cristiani” liberati dall’amore Cristo. Ce lo ha ricordato S. Paolo ai Filippesi:

“Fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.” (Fil 3,17- 4,1). Mi sentivo di ricordarlo a me stesso e a voi.

La Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc

venerdì, febbraio 26th, 2010

Ho seguito con molto interesse la vicenda di google e la vicenda di facebook (sparare sui bambini down). Due note perchè comunque ci siamo caduti tutti nella “trappola mediatica”.
Il gruppo su facebook, scritto da pochissimi facinorosi, ha avuto più di 1700 iscritti “contro”, che hanno protestato e denunciato il fatto. Ma tutti, anche da colonne di rinomati quotidiani, hanno versato fiumi di inchiostro per non dire che quasi tutti gli iscritti erano a protestare.
La vicenda su google: sterili proteste sulla libertà di espressione. Da 15 anni si discute della responsabilità dei gestori e dei server provider. Invocare sicurezza e responsabilità non significa dichiararsi censori.
Leggo sui giornali USA che l’Italia avrebbe spinto, con questa sentenza, per il controllo del Web. I garantisti americani possono stare tranquilli e smettere di strillare: nessuno in questo Paese ha mai spinto sulla censura e lo posso testimoniare. Semmai, basta guardare le nostre leggi in materia, l’Italia è fortemente impegnata nella lotta ai crimini contro l’infanzia, contro la divulgazione di materiale pedopornografico. E’ forse bene stabilire che una certa responsabilità se la potrebbero assumere i responsabili dei motori di ricerca e dei servizi Web. Hanno soldi, strumenti e possibilità: non basta una sottoscrizione e lasciar perdere. Perché nessuno dice che Internet debba essere censurata, ma è bene ribadire che la Rete favorisce in maniera oggi indiscutibile la divulgazione, detenzione, adescamento, e l’apologia della violenza in tutte le sue forme, nonché l’ostentazione della violenza stessa. Anche religiosa.
Ogni mezzo deve avere il benché minimo di sicurezza. E’ vero, non è il web e la sua libertà a venire colpita: ma come abbiamo diffuso per tanti il web dobbiamo educare i tanti e tutti al corretto uso. Perché la Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc, ma un prolungamento della nostra vita reale. Cui bisogna prestare molta, molta attenzione.

La vigilanza di tutti per il “web oscuro”.

domenica, febbraio 14th, 2010

Lo conosco molto bene, il lato oascuro del web,  e con Meter www.associazionemeter.org lo contrastiamo e lo segnaliamo con efficacia e con  impegno educativo e responsabile promuovendo l’uso consapevole di Internet.  I genitori e gli educatori, non devono “paralizzarsi”, sono chiamati a responsabilizzarsi. Nonostante la diffusione del web e l’utilizzo di massa,  in molti casi regna l’ignoranza da parte di molti, in riferimento alla potenzialità dello stesso web e alla non conoscenza delle “regole” (che esistono) per la tutela dei “cittadini online”. Sono vari i “codici” che stabiliscono regole di responsabilità, auto-regolamentazioni, percorsi informativi e formativi (per esempio: il Codice di Autoregolamentazione Internet@Minori). Per non dimenticare le varie leggi che contrastano il turpe e triste fenomeno della pedofilia online e dello sfruttamento dei minori (Leggi n. 269/1998 e 36/2006) e il cybercrime (il crimine attraverso il web) o altri reati. La società civile reagisce, è più consapevole ed è più vigile. Possiamo difenderci pur essendo consapevoli che non bastano le azione repressive. Le regole e le leggi servono per la convivenza civile e anche se nel web regna una “anarchia ordinata”, alcuni utilizzano la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le risorse presenti in essa. Se è vero che non esiste una autorita’ centrale che regolamenti cosa si puo’ fare e cosa no, le leggi esistono e devono essere rispettate. Ciò non toglie la responsabilita’ individuale per il buon funzionamento delle cose.
La Chiesa non è immune ed è vigile su questo “fenomeno oscuro” e subdolo. Siti denigratori che attaccano gruppi religiosi (anche di varie religioni) o etnici (razzismo, antisemitismo, anti islamismo, anticristiani). Falsi siti cattolici, ed anche siti cristiani inneggiano alla violenza o per esempio alla positività della pedofilia e alla pornografia. Ne potremmo elencare centinaia, migliaia.  Non dimenticherò, anche se con molto imbarazzo, l’aver segnalato in alcuni motori di ricerca cattolici (che non avevano nessun legame con quelli ufficiali) come facilmente si poteva trovare tutto e il contrario di tutto.  Comprendiamo quindi come la pornografia e la violenza nei mezzi di comunicazione sociale, sono « la dimensione più buia della natura ferita dal peccato » (cfr. Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione, n. 7) e impone, od ogni uomo e domìnna responsabile etestimone autenticità, vigilanza, lealtà, correttezza e servizio  nel rispetto della dignità di tutti.

La sconfitta dei potenti che ingannano attraverso Internet.

venerdì, febbraio 12th, 2010

Sollecitato da un incontro con dei preti di Roma, condivido questo pensiero. Da discutere insieme.
Senza “Parola”, senza libertà della parola, senza comunicazione si è destinati a morire; è peggio del carcere, è peggiore dell’amaro destino del non senso, è la sconfitta dei grandi e dei potenti. Una libertà che è responsabilità.
Non esiste, o almeno è faticoso, il self control per Internet (come potranno fare i bambini), esso presuppone una “educazione” a se stessi e al mezzo. La crisi dei maestri è l’inganno che genera solo profitto e non responsabilità nella libertà. Non possiamo “ingannare”. E’ la sfida nel comunicare attraverso il web. Internet nella sua logica interna è “libertà”, ma nella suo utilizzo richiede sempre delle regole chiare per non intrappolarsi. Il virtuale, oggi più di ieri, ha effetti molto reali nella vita dei bambini, e degli adulti.