Posts Tagged ‘Gesù’

Con le Linee guida sulla pedofilia i vescovi hanno una chiara bussola.

mercoledì, maggio 18th, 2011

Finalmente i vescovi hanno una chiara bussola per decidere come comportarsi davanti a un caso d’abuso. Così ho commentato con l’agenzia Sir la lettera diffusa ieri dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. L’ho definita “un ottimo documento, che responsabilizza le Conferenze episcopali del mondo chiedendo la preparazione delle linee-guida per assistere i vescovi con procedure chiare e coordinate in tema di abuso sessuale dei minori”. “Questo dimostra  l’attenzione della Chiesa cattolica in tema, che non parte certamente da zero e ha gli anticorpi per debellare il male”. La lettera responsabilizza anche “i superiori degli istituti religiosi” e “permette una lotta a 360 gradi contro il fenomeno”. Il Papa attraverso la Congregazione per la Dottrina della Fede chiede alla Chiesa di guardarsi dentro e penso sarà un invito a fare coraggiosa pulizia per una Pastorale a tutela dei bambini contro gli abusi”. L’associazione Meter, può “offrire alla Chiesa” la sua “esperienza ventennale nel campo della prevenzione, informazione e contrasto al fenomeno, partecipando a un dibattito che già oggi è cruciale per una lotta senza quartiere a chi abusa e sfrutta i bambini.
Invito le diocesi, le parrocchie a pensare una “nuova pastorale di prossimità per l’infanzia contro gli abusi”. Chi ne vuol sapere di più consiglio la lettura e l’acquisto di questo mio nuovo lavoro: http://www.associazionemeter.org/index.php?option=com_content&task=view&id=963&Itemid=352

Lui è luce.

venerdì, dicembre 24th, 2010

Tutto diventa senso nell’Amore di Dio. Il ricordo di Lui sia luce. A te! Amica e Amico mio.

Come i pastori … a vedere Gesù Bambino e la Sua famiglia.

lunedì, dicembre 20th, 2010

Carissime/i ,
la fine di un anno rappresenta sempre un momento di riflessione sui pensieri e sui comportamenti che ci hanno accompagnato durante i giorni trascorsi, sul senso della vita e su come questa si manifesti a noi; analizziamo proposte, limiti, reazioni, cercando di capire cosa abbiamo fatto bene e cosa avremmo potuto fare meglio.
Noi, di Meter siamo andati come i pastori, a “vedere Gesù Bambino e la Sua famiglia” , accompagnati dalla “Speranza”. La speranza di un gesto ritrovato, di un sorriso che ritorna; la speranza di abbraccio mai avuto; la speranza che le persone a cui tieni di più possano vivere sempre sereni anche grazie al tuo aiuto sincero; la speranza che tutti, proprio tutti, possano far valere il proprio diritto di sognare.
Tutti devono avere il diritto di sognare, soprattutto i Bambini, i quali riescono a regalarti con un solo sguardo tutti i colori del mondo; i quali riescono a renderti felice e a ricordarti quanto la vita sia meravigliosa.
Gli occhi di un bambino sono sinceri, ti danno libero accesso alla sua anima buona . Perché un bambino ha solo il buono dentro e quando c’è il marcio è perché qualcuno ce lo ha messo, compromettendone la serenità.
Solo chi sa guardare, però, riesce a vedere davvero l’anima di un bambino… Per questo, bisogna avere gli “occhi per guardare”… Troppi bambini sono ogni giorno vittime di chi non sa guardare, di chi vede in loro solo merce in grado di soddisfare le esigenze più ignobili e la proiezione dei desideri più sporchi.
Meter rappresenta un punto di forza per il sostegno di tutti i Bambini che chiedono tacitamente aiuto e cercano qualcuno che riesca a guardare nel loro cuore che ha solo un unico grande bisogno, quello di essere amato.
Questa è la Speranza che ci deve accompagnare all’inizio del nuovo anno, la speranza che un nuovo capitolo di salvezza possa essere scritto per tutti i piccoli che ci chiedono aiuto.
«Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. (cfr. Luca 2, 15-20).
E’ questo l’augurio più grande, aiutaci anche tu a dargli speranza!
Con affetto.

CARI BAMBINI DIGITALI

giovedì, aprile 29th, 2010

Ho il piacere di rimandarvi al Giornalino (n. 18) che riporta questa intervista http://www.sanpaolo.org/gio/1018gi/1018gi18.html
Si continua con la testimonianza.
Buona lettura.

TD: Brevi e non approfondite considerazioni.

venerdì, aprile 23rd, 2010

Solo alcune brevi e non approfondite considerazioni. E’ indiscutibile e indubbia la presenza nel mondo digitale dei cattolici: lo conosciamo e lo utilizziamo e molti lo hanno capito finalmente. Lo abbiamo ricevuto e lo reinterpretiamo offrendo con “responsabilità etica” la nostra vita che si dipana nel web. Magistrali riflessioni (che devono trovare sempre più un aderenza al vero vissuto) e che con cautela hanno fatto emergere che per noi tutto è dono di un Altro e Lui – lo azzardo così – abita il web sin dalle origini perché originato dal dono che Lui ha fatto all’uomo. Il “controllo” della informazione e dei contenuti diventa sempre più complesso e difficile. Ci sarà un unico pensiero cattolico nel web? Preoccupa che per “conquistare audience” diventiamo “audience”– vantandoci dei contatti numerosi e inverosimili. Sentire confronti e sminuendo le “vecchiette che dormicchiano durante l’omelia” mi è sembrato eccessivo e anacronistico. Io non ho riso nè ho battuto le mani. Quelle vecchiette e quella donna di 106 anni (nonna di un tassista romano) e che vive in Molise, e che non ha mai conosciuto questo mondo nuovo, ha vissuto nel mondo e ha testimoniato. Non arriveremo ai circa 5miliardi di persone della popolazione mondiale con “talk show”, non credo in queste performance. Troppa pubblicità a “facebook” (moda del momento) e nonostante tutte le significative “buone e positive intuizioni” dei ricercatori dell’Università Cattolica il “sistema facebook” è ciò che non è e ciò che non appare è stato letto “sommariamente e superficialmente”. Abbiamo totalmente dimenticato i “bambini” i veri “nuovi nati digitali” e noi zii, nonni e permettermi trisavoli come sono io del web facciamo fatica a contestualizzare positivamente, dicendo anche l’invasività dissociativa di facebook e dei social network sui 190.000 minori italiani iscritti che hanno meno dei 13 anni. Iscritti senza autorizzazione e senza che i genitori conoscono tutto ciò. E a quelli che vorrei rivolgermi e anche a coloro che sono connessi 2.500 ore all’anno (più delle ore scolastiche e di catechismo). Lo so, sono nuove sfide e nuove letture, sempre più velocizzate e complesse. Perchè il web è complesso nella sua dinamica che muta le relazioni dell’uomo. Credo che l’assemblea abbia compreso questo. Insieme dobbiamo camminare, utilizzando il web e non dimenticando mai che la confessione si fa con un vero confessore e che l’eucarestia sia “vera pasqua del Signore” con una comunità credente e viva e che si ama fino alla croce (quella descritta da Michelangelo nella Cappella Sistina, e quello vissuta da Lui per noi. Le relazioni devono sempre modularsi su un incontro tra un tu e un io che diventano noi. Un incontro di nomi e di carne. Rifletteremo ancora, insieme. Non facciamoci mai invadere dal web, infatti non è l’esterno (web) che contamina l’interno (uomo), ma l’interno (uomo) che contamina l’esterno (web). Ci aspetta un cammino non dimenticando mai da dove veniamo e dove Lui ci vuole condurre.

TD: Tutti dentro la rete del Maestro.

venerdì, aprile 16th, 2010

Pochi giorni e l’evento “testimoni digitali” sarà concretamente vissuto e digitalmente trasmesso e usufruito da molti che avranno la possibilità di seguirlo via web. Tutto il mondo, della rete, seguirà – se ne avrà voglia – questo significativo ed evangelico annuncio.
Tutti dentro la rete del Maestro. E noi fiduciosi e obbedienti alla Sua parola e al suo invito, dato che pur utilizzando le nostre capacità e le nostre umanità nella professione di “comunicatori del vangelo” spesso non abbiamo nulla da poter dare da mangiare. I nostri contenuti possono correre il rischio di essere omologati, conformisti e non autentici. Accade che invece di dare il “pane e il pesce” diamo solo “surrogati” per una sorta di forzatura culturale nell’impegnativo criterio del dialogo “di identità senza volto”.
Non abbiamo nulla da darti Signore. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!” ( cfr. Giovanni 21,1-19).
Siamo analisti, sociologi, esperti di massmedia, stiamo facendo di tutto per far capire che anche i cristiani e i cattolici siamo nella rete, nel web, che il nostro “cuore e la nostra mente” è digitale per stare al passo con i tempi. Ma non dimentichiamolo non siamo noi la rete” noi siamo “nella rete del Maestro Gesù Cristo”. Ed è in Lui che la rete si rinnova e porta frutti di vita. Non di vita digitale ma di vita eterna. Forse considerazioni elementari, ma è questo lo spirito con cui parteciperemo a “testimoni digitali”.

L’adulterio online. “Và e d’ora in poi non peccare più”.

domenica, marzo 21st, 2010

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv. 1,10-11).
Quanti di noi, consapevolmente, abbiamo utilizzato il web per commettere dei peccati? Chi non ha utilizzato i motori di ricerca per visitare siti e portali non consoni alla vocazione a cui siamo stati chiamati? Chi non ha adulterato online? Tradito la fiducia di un amore, di una amicizia?
Chi invece, da “convertiti” non è più ritornato su quei peccati? Mi piacerebbe che qualcuno ci racontasse qualche storia. L’appello di oggi, ultima domenica di quaresima, è per tutti. Gesù e la sua misericordia si trova di fronte al peccato che vuole redimere; si trova anche di fronte ad una persona che vuole salvare. Ognuno di noi ha bisogno di questa inarrestabile misericordia e salvezza. Gesù condanna il peccato e salva il peccatore. Una pagina di vangelo che ci spinge a non ritornare sui vecchi passi e sentieri, sulle vecchie “navigazioni” che hanno offeso gli altri e schiavizzato la nostra libertà di figli di Dio. Ricordo che 10 anni Famiglia Cristiana poneva un quesito: “L’amante è solo su Internet? Anche questo è tradimento”. Anche questo è “adulterio”. Nessuna lapidazione, per carità, come anche nessuna vendetta. Ma annuncio di “perdono e misericordia” nella logica della conversione. In quella discussione in sintesi si disse: Chi dunque naviga con propositi non proprio virginali, non si illuda che immergendoli nel mare magnum di Internet diventino più bianchi: la morale cattolica non fa differenza fra una relazione vera e virtuale e si può quindi parlare di tradimento anche se il rapporto è solo on line. Condivido!

Le Beatitudini: “codice dei testimoni digitali”.

lunedì, febbraio 15th, 2010

Le beatitudini sono il codice della vita cristiana, le regole scritte per i cristiani nel web, la sintesi del “messaggio rivoluzionario” che Cristo ha portato e annunciato al mondo: un messaggio di felicità e di verità. Un messaggio che Lui stesso ha vissuto e incarnato per primo. Le beatitudini sono il codice per i “testimoni nel web” e ne sono fermamente convinto. Ci riconosceranno nella società digitale se viviamo e testimoniamo, con autentica verità, ciò che Lui (Gesù Cristo) ha proclamato e vissuto. Per ora leggiamoli insieme e in questi prossimi giorni rifletteremo insieme. Attendo comunque delle vostre sollecitazioni e commenti.

“Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. (Mt 5,1-11)”

“Xt ~ smo knsi a Xt”. Cosa dire di Gesù … che (non) aveva Internet.

mercoledì, febbraio 10th, 2010

“Gesù aveva Internet? Parlava in chat?”, con questa domanda una bambina, ha esordito dopo aver letto la “Lettera aperta ai bambini digitali”. Potevamo ingannarla, dato che la risposta poteva essere benissimo manipolata facendole immaginare, del resto cosa possibile, l’attualizzazione di Gesù nel contesto odierno. Dicendogli: “Gesù aveva internet e parlava in chat”, ma era una risposta anacronistica, forzata. Ma per il rispetto che dobbiamo ai bambini abbiamo fatto uno sforzo, non indifferente. Alla luce delle conoscenze bibliche, conciliari e pastorali abbiamo cercato di rendere comprensibile (ai bambini) l’analogia tra il mistero dell’Incarnazione e la S. Scrittura. Insieme abbiamo letto da Internet qualche passo del Vangelo dove si parla di Gesù, con particolare riferimento alla visita a Gerusalemme a dodici anni di età, nella quale Gesù si trattenne per tre giorni nel Tempio discutendo con i dottori della Legge. In quest’ultimo episodio, secondo il racconto di Luca, Gesù rivelò per la prima volta i segni di una sapienza non comune e della consapevolezza della sua futura missione. (Lc 2,41-43).
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale, soprattutto quando si parla di Dio che parla all’uomo attraverso il Figlio Gesù.
Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) inteso come Figlio di Dio/Parola rivelata, esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”.
Gesù “vero e reale” ha già parlato e operato, è presente sempre in mezzo a noi e noi lo possiamo “vedere” se “ci amiamo l’un l’altro” e la “Parola di Dio” prende corpo nelle parole ispirate della S. Scrittura come nella carne d Gesù (cfr. Dei Verbum 3).
Dio è “presente” (grande Mistero) in Gesù Cristo (chi vede me vede il Padre), e nelle pagine della Scrittura.
Dio parla di sé, attraverso il Figlio nella Scrittura, e per il mistero della “condiscendenza divina” – evidentemente non lo abbiamo detto così ai bambini -(synkatabasis – termine usato dai padri della Chiesa per esprimere il Mistero della discesa di Dio nella storia che trova il suo compimento con la discesa del Logos nella carne di Gesù – cf. Gv. 3,13) si limita a parlare nella condizione storico, contingente, ne assume il linguaggio, la cultura, la lingua e dentro questi “limiti” esprime se stesso, la sua Parola eterna. Possiamo dire che Dio accetta ce “progressivamente” accetta che la sua rivelazione si manifesti nel Web, il cui compimento è la storia di Gesù di Nazareth.
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale. Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) intesa come Figlio di Dio/Parola rivelata) esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”. Ecco che allora possiamo anche noi stupirci del fatto che Dio parla e si comunica a noi “progressivamente” attraverso l’annuncio nel web.
I bambini lo hanno capito e mi hanno mandato un sms dal contenuto enigmatico: “Xt ~ smo knsi a Xt”. Ho telefonato, sorpreso e mi hanno detto che significava: “Cristo naviga e noi siamo connessi a Cristo”. Hanno capito tanto.

Il coraggio di parlare … dal web.

sabato, febbraio 6th, 2010

Stamattina ho ricevuto una serie di email in merito alla “Lettera aperta ai bambini digitali”. Inaspettata anche l’accoglienza e la diffusione Basta digitare sul motore di ricerca google, il titolo della lettera, una serie di links la pubblicizzano : www.romasette.it della Diocesi di Roma, l’Agenzia SIR www.agensir.it, la Diocesi di Noto www.diocesinoto.it ed altri ancora .
L’urgenza educativa e della “disattenzione genitoriale e degli educatori” per questo pervasivo, invasivo e bellissimo mondo digitale è una preoccupazione, ma è anche il tentativo di non rimanere a guardare dalla “finestra” (window), ma entrare dalla porta (door) principale e appropriarsi della cybespazio, con la propria identità e con i propri valori culturali, religiosi e cristiani. Non avere paura di essere quello che si è. Non avere timore di “predicare il Vangelo dai tetti” oggi diremmo dal web.
La “Lettera ai bambini”, che con sommessa umiltà vi chiedo di diffondere, ha sollecitato il Rettore del Seminario dei minori di Potenza, don Mauro Gallo, a diffonderla tra i conoscenti e amici; mi scrive: “Ho letto la Lettera e per i contatti che ho cercherò di darne diffusione, in particolare tra gli educatori di ACR essendo un assistente. Ma è anche vero: non ci sono molti docenti o molte scuole per aiutare gli educatori e i ragazzi stessi a stare bene nella rete.” Un papà, Antonio, da Messina, aggiunge: “essendo un addetto ai lavori all’Università, la lettera testimonia un impegno e un carisma, la ringrazio a nome di mia figlia”.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare.
Giovanni Paolo II, nel 2001, (“Predicatelo dai tetti”: il Vangelo nell’Era della Comunicazione Globale”, ribadiva e sottolineava, come ha fatto Benedetto XVI, della vitale e vivificante presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione. “La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell’inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo esorta la Chiesa nel mondo.
Una esortazione ancora vive e attuale. Che incide nel “corazza della vacuità” che è presente spesso nel web e nello stesso uomo, ingannato dal “relativismo etico”. E i testimoni digitali, i comunicatori del vangelo, devono tenere conto, con responsabilità, di avere un compito e un dovere vincolante «un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo…» (Etica nella comunicazione, n. 31).
“Soprattutto hanno il dovere e il privilegio- continua il messaggio del Papa – di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8).”