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XV Giornata nazionale dei bambini vittime (GBV)

sabato, febbraio 26th, 2011

… della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza.
E’ iniziato, sempre con impegno, serietà e abnegazione, il tempo di preparazione per l’evento che è ginto al 15° anno di celebrazione.
Dal 25 aprile al primo maggio una serie di iniziative e celebrazioni.
Diocesi, Parrocchie, Scuole, Associazioni, Famiglie, donne e uomini di buona volontà si uniranno per vivere questi momenti ideati dall’Associazione Meter dal 1995 che hanno fatto la storia nazionale  dell’impegno contro ogni forma di abuso nei confronti dei bambini.
Per maggiori informazioni scrivete a segreteria@associazionemeter.org
 e consultate www.associazionemeter.org

L’adulterio online. “Và e d’ora in poi non peccare più”.

domenica, marzo 21st, 2010

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv. 1,10-11).
Quanti di noi, consapevolmente, abbiamo utilizzato il web per commettere dei peccati? Chi non ha utilizzato i motori di ricerca per visitare siti e portali non consoni alla vocazione a cui siamo stati chiamati? Chi non ha adulterato online? Tradito la fiducia di un amore, di una amicizia?
Chi invece, da “convertiti” non è più ritornato su quei peccati? Mi piacerebbe che qualcuno ci racontasse qualche storia. L’appello di oggi, ultima domenica di quaresima, è per tutti. Gesù e la sua misericordia si trova di fronte al peccato che vuole redimere; si trova anche di fronte ad una persona che vuole salvare. Ognuno di noi ha bisogno di questa inarrestabile misericordia e salvezza. Gesù condanna il peccato e salva il peccatore. Una pagina di vangelo che ci spinge a non ritornare sui vecchi passi e sentieri, sulle vecchie “navigazioni” che hanno offeso gli altri e schiavizzato la nostra libertà di figli di Dio. Ricordo che 10 anni Famiglia Cristiana poneva un quesito: “L’amante è solo su Internet? Anche questo è tradimento”. Anche questo è “adulterio”. Nessuna lapidazione, per carità, come anche nessuna vendetta. Ma annuncio di “perdono e misericordia” nella logica della conversione. In quella discussione in sintesi si disse: Chi dunque naviga con propositi non proprio virginali, non si illuda che immergendoli nel mare magnum di Internet diventino più bianchi: la morale cattolica non fa differenza fra una relazione vera e virtuale e si può quindi parlare di tradimento anche se il rapporto è solo on line. Condivido!

La gioia del figlio.

martedì, marzo 9th, 2010

Una coppia di amici mi ha entusiasticamente comunicato la gioia di aspettare un figlio. Me lo ha comunicato in chat perché distanti molte miglia. E spesso in chat mi rendono partecipe della bellezza della vita, che si è anche un po’ “cretini” a non capire che c’è un uomo. Certo noi discutiamo del “nobel da dare a Internet” che “Internet per la BBC è sempre più un diritto universale”. E tutto questo, se da una parte mi entusiasma, dall’altra mi accorgo come i più elementari diritti alla vita, alla famiglia, al cibo e all’acqua vengono sistematicamente negati. E vorrei pensare a questo bambino che già è accolto da un padre e una madre che desiderano avere una loro casa, anche piccola, ma loro. Che possano pensare alla “stabilità” di un lavoro che permetta di vivere dignitosamente, che si possano sposare, magari senza troppa e grande pompa magna, ma gioire di un “si” e progettare gli affetti e non solo le emozioni che sono fine a se stessi. Gli affetti sono partecipazione nella vita e alla vita. Quello che non mi darà mai il web. Ho la percezione che il web non crea “affetti”, ma solo “emozioni comunicate”. Ma è pur sempre vero che il web mi veicola, ma non mi potrà mai dare, in nessun modo, la gioia di poter partecipare a questo evento della vita che ha il diritto di vivere.

Introdursi nel bosco “web” non perdendo mai la traccia.

giovedì, febbraio 25th, 2010

Non vuole essere, oggi, il resoconto di un convegno, ma la condivisione di come il territorio si stia interrogando sul ruolo dei genitori e dei loro figli davanti ai new media. Preoccupazione da una parte, grandissime opportunità dall’altra. Tutto dipende da chi sta davanti ad una tastiera, davanti ad un monitor. Tutto dipende da chi sono i testimoni e cosa comunicano: proprie verità, o la Verità nel frammento delle nostre.
Il tema era: “Genitori e Bambini davanti ai nuovi media – Salvare i bambini dai pericoli del web”. Questo il tema di un incontro-dibattito promosso ed organizzato dalla presidenza parrocchiale dell’Azione Cattolica della parrocchia Immacolata Concezione – Chiesa Madre di Carlentini (Diocesi di Siracusa).
Il dibattito – svoltosi ieri- mi ha visto relatore (non vi tedio con il mio intervento) e mi ha permesso, tra le altre cose, di presentare il blog “Intrappolati nella rete” e il convegno “Testimoni digitali”. Mi permetto condividere alcune considerazioni, che mi sono appuntato e che ritengo utili per l’approfondimento e la preparazione ad agire bene per il bene nel e del web.
Iniziamo con le dichiarazioni iniziali che il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro, ha rivolto a circa 500 persone presenti:
“Il tema scelto dalla presidenza parrocchiale di Azione Cattolica – ha detto il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro – ha due obiettivi: Il primo che consiste nel ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale. La famiglia è stata definita da Vittorio Bachelet come «Cellula di Pace,[…] non solo perché, destinata com’è a trasmettere e far crescere la vita, è radicalmente contraria allo spirito di Caino che è spirito di morte, ma perché è cellula nella quale si impara che solo nella reciproca dedizione, caratteri, mentalità e generazioni diverse si possono incontrare in una comunità gioiosa che non annulla le diversità ma ne fa contributo all’arricchimento di tutti». Il secondo consiste nel ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete il relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico”.
“Purtroppo – ha aggiunto Castro - il mondo di internet diventa, parafrasando un opera di Martin Heidegger, un Holzwege (Sentieri interrotti), cioè un “luogo” in cui un sentiero ci introduce nel “bosco” e poi si perde la traccia per uscirne fuori. Quello diventa in momento critico in cui il bambino è in balia di se stesso e facile preda di qualcuno che può fargli del male e che approfitta della poca esperienza del bambino per offenderlo nella natura umana e divina, si divina perché ognuno di noi è “Imago Dei” e i bambini lo sono nel grado sommo della purezza”.
Seguirà nei prossimi giorni (e lo invierò anche alla redazione del portale Testimoni digitali) dell’interessante messaggio che lo stesso presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana Franco Miano ha fatto pervenire all’incontro, impossibilitato a partecipare.

La famiglia: microweb della comunicazione.

martedì, febbraio 23rd, 2010

Un adolescente mi ha raccontato che parla con suo padre attraverso i socialnetwork, anche quando è a lavoro. Dedica, quando è in ufficio, qualche ora a questo ragazzo, bisognoso di attenzione e di ascolto. In un primo momento mi sono detto: meglio di niente. Meglio qualche ora in chat che a casa? Magari dientro una scrivania, o nel divano, o ai piedi del letto, mentre una croce ti traccia la fronte in segno di benedizione? Mentre ti senti abbracciato e rincuorato nel tuo profondo bisogno di “sopravvivere” a questa profonda solitudine esistenziale?  Ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale.  Dobbiamo saper definire il ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete, in relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico. La famiglia, anche se in crisi di identità, subisce anche lei la “precarietà e la mobilità esistenziale”, riveste un ruolo fondamentale ed è il luogo dove si trasmettono i valori, la fede e l’ educazione. Potremmo pensare alla famiglia come un “microweb”, che se disconnesso, non trasmette i dati e interrompe la trasmissione. Se connesso, insieme si vive.