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XIV Giornata Nazionale Bambini Vittime. Contro la pedofilia

lunedì, aprile 12th, 2010

Risuonano ancora nel cuore di tutti le parole di “ricordo”, che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto il 3 maggio dello scorso anno al Regina Coeli da Piazza S. Pietro (per la Giornata Nazionale dei bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e della indifferenza). E’ la Giornata contro la pedofilia che l’Associazione Meter celebra ogni anno dal 25 aprile alla prima domenica di maggio.
Le parole di Papa Benedetto XVI sono state, per noi di Meter, e per tutti, parole di incoraggiamento e di vicinanza nella preghiera per l’opera di tutela e di difesa dei diritti inviolabili dei bambini, che Meter con la predetta Giornata, da 14 anni, celebra per sollecitare una maggiore attenzione e un intenso impegno da tradursi nella pastorale ordinaria della Chiesa e nelle azioni sociali. Preghiera e Azione caratterizzano, infatti, la settimana di celebrazioni che si svolgeranno in tutta Italia e anche all’estero. Vi invito ad aderire e diffondere l’iniziativa nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle associazioni.

Per aderire e informazioni : segreteria@associazionemeter.org
tel.: 0931 564872 0931 564872 n ° verde 800.45.52.70

Consulta anche:
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Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Anche nel web.

giovedì, febbraio 18th, 2010

Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Le parole “a braccio” del Papa rivolte al clero romano possono essere oggetto di riflessione per noi “navigatori online” e testimoni della Verità.
«Non si dica più – ha affermato il Papa – ha mentito, è umano; ha rubato, è umano». «Questo – ha aggiunto – non è il vero essere umani. Essere umani vuol dire esseri generosi, volere la giustizia, la prudenza, la saggezza essere a immagine di Dio», perchè «il peccato non è mai solidarietà è sempre assenza di solidarietà».

Tutti coloro che navigano sono vulnerabili. Trasgredire i comandamenti come “non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare la donna altrui, non commettere atti impuri” è di tutti. Il web amplifica il peccato e il reato. Non dimentichiamo che i “cattivi” sono molto organizzati e sofisticati e le loro azioni possono essere devastanti e pericolose. Possiamo subirne le conseguenze, ma possiamo essere anche noi con deliberata coscienza a operare male nel male. Con conseguenze devastanti. Non vi tedio nel parlare della “struttura di peccato”, né tantomeno che il “peccato di uno ricade su tutti”, immaginate nel web.
E’ accertato che ogni giorno centinaia di migliaia di computer vengono infettati da virus o attaccati per molteplici motivi. Utenti che perdono per sempre dati a causa di infiltrazioni nel PC o del crash dell’hard disk. Un mercato nero di “ladri” dove possono vendere e acquistare informazioni personali o programmi per attaccare sistemi informatici.

Ci vuole sempre vigilanza! Nell’ospitare ad esempio sul sito della diocesi, della parrocchia, della associazione un messaggio falso attraverso il quale appropriarsi dei dati sensibili di un navigatore (il cosiddetto ‘phishing’) costa circa 10 dollari, mentre per aggiudicarsi gli strumenti informatici per penetrare nel database di una banca si sale fino a 3mila dollari.

Le carte di credito sono i maggiori beni scambiati nel suk (mercato) dei “truffatori virtuali”. Le informazioni che possono entrare in possesso di malintenzionati non riguardano solo il numero della carta o la data di scadenza, ma anche i dati personali del proprietario, il codice di sicurezza e il Pin. Informazioni che possono fruttare fino a 30 euro per carta a chi riesce a carpirle al malcapitato internauta. Le transazioni illecite, ci sono i dati dei depositi bancari che, se il titolare del conto e’ particolarmente facoltoso, possono essere venduti anche per mille dollari.
Un tempo il movente era “sfidare la rete”, oggi è “rubare e fare soldi facili”. I dati delle loro carte di credito vengono utilizzati per effettuare acquisti online per poi rivendere sul mercato nero quanto acquistato, prima che le malcapitate vittime si rendano conto degli improvvisi buchi nel loro estratto conto.

Gli strumenti a disposizione dei meno malintenzionati e  più “criminali” della rete sono molteplici e sempre più raffinati. Chi di voi non riceve al mese centinai di e-mail false che promettono vincite e donazioni di “donne generose e altruiste, che hanno conosciuto il Signore”. Lo spam nel 90% delle e-mail inviate in tutto il mondo e’ fraudolenta. Le missive ingannevoli crescono con percentuali al mese vertiginose e possono prendere le forme più diverse, da un finto messaggio dalla propria banca o della posta che invita a inserire gli estremi del proprio conto per una verifica fino alla richiesta di fondi di un’inesistente associazione benefica (laica e cristiana). Un’attività redditizia.
Il porno e le scommesse online sono i cavalli di Troia (troian) più diffusi. Scaricando un filmato a luci rosse si rischia di scaricare anche uno scippatore virtuale. E questo accade a tutti, anche se, dobbiamo dirlo, un cristiano che ci va a fare nei siti porno?
Pericolosi, invasivi e pervasivi sono anche alcuni utenti sui socilanetwork come Myspace e Facebook. Un raggiro molto comune consiste nel creare un falso profilo che installa uno spyware nel computer di chi lo aggiunge tra i suoi contatti per poi chiedere 30 dollari per rimuoverlo. Ricatto e truffa. E il crimine online può infine colpire chi e’ tra i più indifesi anche nel mondo reale.
Migliaia di minori ha ricevuto approcci e adescamenti (groming) di carattere sessuale sul web. E, a differenza di chi si fa ripulire il conto in banca dopo un incauto shopping virtuale, per chi cade nella rete dei cyberpedofili nessun risarcimento sarà possibile.

Non parliamo della “calunnia online” dello stalking virtuale, del cyber bullismo.

Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Ha ragione il papa non solo per i preti, ma per tutti.