Posts Tagged ‘chiesa’

Adescata in chat da finto professore. E’ un prete.

martedì, luglio 6th, 2010

“Sacerdote sorpreso a fare sesso con una 15enne adescata in chat.
Si era spacciato in Rete per professore: scoperto sulla Tangenziale in via Cinthia (Napoli) e denunciato”.
Non voglio dare un giudizio, la triste notizia si commenta da sè e spero che questo prete sia perseguito penalmente e canonicamente. No, non possono essere solo considerati degli “scivoloni pruriginosi sessuali”. Mi vergogno di questi fatti così incresciosi, subdoli che ledono ogni ragione e dignità delle persone, immaginate se si tratta di minori in difficoltà familiari e personali.
Questo non è amore, non è affetto, non è accompagnamento spirituale. Sono fatti gravi che non possono esserci giustificazioni. Internet, strumento che aiuta anche la solitudine, le difficoltà esistenziali delle persone (in fondo si comunica per sopravvivere in questa società distratta e individualista!) può essere utilizzato da persone, in questo cosa adulte, per carpire intenzionalmente persone deboli, con la pretesa di un affetto e un amore falso e malato. Vigilanza e intelligenza.
Attenzione chi incontrate in chat, non sempre chi stà dall’altra parte è quello che voi pensate. Si possono incontrare straordinarie persone, vecchi amici, ma si possono incontrare false identità che inducono a farsi male, nell’ingenuità di pensare che ci vogliono bene.

Educare.

sabato, giugno 26th, 2010

Educare è un impegno che vedrà la Chiesa nei prossimi decenni. Oggi siamo poco abituati a riflettere, a entrare nella realtà in profondità. Non sapere curare l’anima è vivere nel buio. Cristo lo riduciamo ad un “icona muta” e non un “icona che rimanda al mistero della vita eterna” da vivere in questa vita terrena, con entusiasmo e gioia.La vera educazione cristiana è anche un’ educazione pienamente umana. Il cristiano è una persona pienamente realizzata, perché l’educazione cristiana completa la bellezza dell’umano.  Noi dobbiamo parlare di Dio e vivere di Dio, non dobbiamo aver paura di pensare secondo quanto dice il Vangelo, e non dobbiamo vergognarci di dirlo anche se a volte non ci comprendono.Nelle situazioni della vita spesso vengono presentate delle situazioni in cui si ignora la visione cristiana della vita o si fa un discorso che contrasta con la Fede, dobbiamo avere coraggio! Il coraggio di educare come “icone in movimento”.

Quando un prete combatte i pedofili.

venerdì, maggio 28th, 2010

Quando un prete combatte i pedofili
di Ilaria Donatio

Don Fortunato Di Noto quando parla di pedofilia non mantiene la calma, anzi, si infervora e, quando se ne rende conto, chiede scusa. In realtà, lui che è parroco ad Avola, in provincia di Siracusa, ed insegna Storia ecclesiastica all’Università, con la pedofilia ci combatte da sempre: è stato tra i primi in Italia, ventuno anni fa, a darle battaglia, grazie alla sua “passione per il web e le nuove tecnologie” che gli hanno spalancato le porte della pedopornografia.
Da allora, ha fondato la sua associazione, Meter (parola di origine greca che significa ‘accoglienza, grembo’) che si propone di “promuovere nelle realtà ecclesiali e non, la cultura, i diritti e la tutela dell’infanzia”. E che ogni anno, in convenzione con la polizia postale, realizza un report proprio su pedofilia e pedopornografia.

Per leggere tutto l’articolo su MICROMEGA:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/quando-un-prete-combatte-i-pedofili/

Lettera Papa a bambini don Di Noto: Crescete gioiosi

lunedì, maggio 10th, 2010

Missiva Segreteria Stato in risposta a lettera di incoraggiamento da parte dei bambini al santo Padre Benedetto XVI. Condividere è sempre un bene.

Il Papa scrive ai bambini di Avola e li ringrazia per la lettera collettiva di incoraggiamento che i piccoli, dopo l’iniziativa lanciata dall’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato Di noto e la Parrocchia ‘Madonna del Carmine’ di Avola in occasione della XIV Giornata Nazionale Bambini Vittime della Violenza, dell’indifferenza e dello sfruttamento, gli hanno spedito nei giorni scorsi. “Cari Bambini e Ragazzi”, scrive a nome del Papa monsignor Peter B. Wells, assessore alla Segreteria di Stato, “è giunta al Santo Padre Benedetto XVI la lettera che avete voluto indirizzargli, quale segno di vicinanza spirituale e di sincero affetto. II Papa, che ha molto gradito il filiale gesto, – scrive Wells – vi ringrazia e auspica di crescere gioiosi e sereni, imparando a conoscere sempre più il Signore Gesù e, mentre invoca la materna protezione della Vergine Maria, invia a ciascuno la Sua Benedizione”. Soddisfatto don Di Noto: “E’ un grande onore ricevere una lettera dal Papa, e i bambini sono stati davvero felici e contenti di leggerla. Ne stiamo facendo tante fotocopie perché possano appenderla nella propria cameretta”, afferma il sacerdote nella nota. “Il Papa – dice il sacerdote siciliano – non abbandona i bambini e lo dimostra anche con questo piccolissimo gesto. Sosteniamolo, lo dico come parroco e come presidente di Meter, perché possa continuare a testimoniare in parole e opere che la difesa dell’infanzia per la Chiesa non è una moda, ma un impegno permanente”, conclude.

Marco a Meter : con voi sono tornato a vivere la storia

mercoledì, aprile 28th, 2010

Attraverso il web la prossimità, l’aiuto e l’accoglienza con responsabilità etica e autentica. Eccovi una “testimonianza”.

Il branco di ragazzini che lo circonda, la violenza di gruppo come sfregio, e lui, Marco, il più fragile della compagnia, che alla fine soccombe. Quando il branco se ne va, lui resta solo con la sua vergogna e la voglia di scomparire, invece gli tocca vivere e tornare a casa e a scuola e fare finta di niente. Anche se niente sarà più come prima…
Era ancora minorenne, Marco, quando tutto questo accadeva ai margini di una grande città del Nord e per tre anni il segreto è rimasto chiuso nel suo silenzio ostinato, nella disperazione dei ricordi che ogni notte tornavano a tormentarlo. A chi raccontare, infatti? Chi potrebbe capire? E so- prattutto chi saprebbe ascoltare senza giudicare lui, la vittima, come fosse colpevole? Non restava che tacere. Lo stesso silenzio che lo scorso novembre a Viterbo ha ucciso Evelyn, 19 anni, anche lei violentata tre anni prima quando era minorenne, anche lei incapace di raccontare se non alle pagine del suo diario, oggi fatto arrivare da mano ignota ai suoi genitori.
Marco non teneva un diario, il suo dolore lo ha scritto via e-mail un anno fa chiedendo aiuto a Meter , l’associazione fondata in Sicilia da don Fortunato Di Noto, da vent’anni in trincea contro la pedofilia e ogni forma di abuso contro i minori. «Se quello che dite di voi è vero dovete aiutare anche me», ha scritto quel giorno. Oggi, uscito dal gorgo grazie ai volontari di Meter , in occasione della XIV Giornata per i bambini vittime della violenza racconta la sua testimonianza, di nuovo con una email rivolta al sacerdote che l’ha salvato: «Le scrivo per porgerle i miei più sentiti ringraziamenti. Mi chiamo Marco, vi ho contattato tempo fa a causa di una grave esperienza di stupro da me subìto per una sorta di bullismo. Un’esperienza che mi obbligava non solo a rimanere nell’anonimato, ma che mi privò della dignità, della forza di amare la vita, della voglia di lottare…». «Fu un episodio davvero pesantissimo – ricorda don Di Noto –, un abuso subìto da minorenni come lui. Solo dopo anni di sofferenze il ragazzo si è rivolto a noi via Internet e ci ha raccontato tutto. Nonostante tra me e lui ci fosse la distanza dell’intera penisola, continuammo a tenerci in contatto, lui si apriva sempre di più, io lo sostenevo spiritualmente, cercavo di restituirgli quella fiducia in se stesso che aveva smarrito. I miei volontari al Nord facevano il resto, seguendolo da vicino». «Non ero convinto – continua Marco – perché credevo che non avrei più avuto speranze, ma continuavo a tenermi in contatto con Meter ascoltando i consigli e tenendo a mente che non ero solo. Infine ce l’ho fatta». E sempre dal Web ora aiuta gli altri: «Mi sto creando siti Internet, forum, blog, sto costruendo una attività mia personale, riesco a interagire e relazionarmi con le persone senza paura e riesco persino a non incolpare nostro Signore di colpe che non ha e vedere quali meravigliose vie di uscita mi sta dando». Una morte interiore lo stava uccidendo, un percorso di rinascita era quello che i sacerdoti e i volontari di Meter gli indicavano e oggi Marco desidera suggellarlo alla fonte del Battesimo: «Sto decidendo di battezzarmi come cristiano cattolico per testimoniare che voglio stare vicino a Dio – confida a don Di Noto –. È un passo che devo fare dentro di me, una mia personale conferma. Tutto questo è stato possibile solo perché sono stato ascoltato. Lei mi ha sentito a terra, deluso e frustrato: ora mi sente gioioso, felice e pieno d’amore per Dio perché mi è stata donata una seconda opportunità…». Sono tante le storie che i nostri sacerdoti potrebbero raccontare, vicende di ragazzini, ma anche di donne, che dopo la violenza hanno trovato nella Chiesa una comunità accogliente, luogo di rifugio e insieme di testimonianza. «Ma questa è emblematica – spiega Di Noto – perché dimostra come il mondo della comunicazione digitale possa costituire una nuova forma di carità, che ovviamente passa attraverso le persone fisiche, ma che nel Web trova un veicolo senza pari. Dopo un abuso si può guarire, l’importante è non tacere ».
Vittima di una violenza per anni ha taciuto. Poi l’incontro online con don Di Noto e l’uscita dal tunnel. «Sto decidendo di farmi battezzare come cattolico per testimoniare la mia vicinanza a Dio» (Lucia Bellaspiga, Avvenire 28 aprile 2010, pag. 25)

TD: Siamo arrivati a Roma.

giovedì, aprile 22nd, 2010

Sono arrivato con i miei di Meter (tutti i membri del Direttivo) a Roma e tra pochi minuti ci spostiamo alla sede centrale del Convegno.
Ieri ho ricevuto una straordinaria testimonianza di un giovane abusato dai compagni collegata ad una storia di pesante bullismo. Lo abbiamo ascoltato e accolto e siccome sapeva che venivamo a “testimoni digitali” mi comunicava di dire che “lo ha salvato il web perchè persone lo hanno ascoltato e creduto”. Ha iniziato anche il percorso per essere battezzato da adulto. Ne parleremo. Non dimentichiamolo mai: il web ha incidenza nella vita reale e viceversa. Se vi abitano “testimoni credibili” si opera per l’annuncio e la missione della carità. Ci sentiremo al ritorno della sessiaone.

TD: Tutti dentro la rete del Maestro.

venerdì, aprile 16th, 2010

Pochi giorni e l’evento “testimoni digitali” sarà concretamente vissuto e digitalmente trasmesso e usufruito da molti che avranno la possibilità di seguirlo via web. Tutto il mondo, della rete, seguirà – se ne avrà voglia – questo significativo ed evangelico annuncio.
Tutti dentro la rete del Maestro. E noi fiduciosi e obbedienti alla Sua parola e al suo invito, dato che pur utilizzando le nostre capacità e le nostre umanità nella professione di “comunicatori del vangelo” spesso non abbiamo nulla da poter dare da mangiare. I nostri contenuti possono correre il rischio di essere omologati, conformisti e non autentici. Accade che invece di dare il “pane e il pesce” diamo solo “surrogati” per una sorta di forzatura culturale nell’impegnativo criterio del dialogo “di identità senza volto”.
Non abbiamo nulla da darti Signore. Allora disse loro: “Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!” ( cfr. Giovanni 21,1-19).
Siamo analisti, sociologi, esperti di massmedia, stiamo facendo di tutto per far capire che anche i cristiani e i cattolici siamo nella rete, nel web, che il nostro “cuore e la nostra mente” è digitale per stare al passo con i tempi. Ma non dimentichiamolo non siamo noi la rete” noi siamo “nella rete del Maestro Gesù Cristo”. Ed è in Lui che la rete si rinnova e porta frutti di vita. Non di vita digitale ma di vita eterna. Forse considerazioni elementari, ma è questo lo spirito con cui parteciperemo a “testimoni digitali”.

Attenti all’informazione trappola.

sabato, aprile 10th, 2010

  Attenti! Chi è nel mondo della informazione non deve cadere nella trappola e far inciampare chi informa.  La grave, complessa e profonda vicenda delle accuse di pedofilia ormai da più di un mese, con prepotenza, investe la vita della Chiesa:  Papa, Vescovi, sacerdoti, religiosi e i fedeli.
Ci stiamo tutti confrontando con il reale rapporto che passa tra la Chiesa e il mondo della informazione. Un confronto spesso non alla pari. E’ encomiabile come i nostri mezzi di informazione “cattolici” ogni giorno operano una “informazione” nella verità e senza  omissioni. I titoli ad effetto e  il contenuto strumentale di moltissimi organi di informazione non stanno rendendo giustizia e verità al triste e drammatico fenomeno che senza remore condanniamo apertamete e pubblicamente. La pedofilia è un fenomeno globale, reale e “digitale”: è un vero e proprio crimine contro l’infanzia.  In questo clima sembra che la Chiesa (la comunità dei credenti e dei testimoni di Gesù Cristo) sia diventata ormai una “industria e multinazionale di pedofilia”. Sappiamo tutti che non è così e non possiamo cadere in questo tranello mediatico. E’ vero i casi di abuso e le omissioni sono stati – e speriamo non lo siano più –  una ferita profonda che lacera e produce profonde ferite; la stessa comunità ne soffre –  si sente tradita – e non possiamo – in primis - dimenticare le vittime che più di tutte si sono sentite abbandonate e tradite. In tutto questo dolore e dramma l’informazione deve sempre raccontare ed esporre i fatti nella verità e con onestà. Ma non deve mai diventare manipolatrice della verità, offrirebbe un cattivo servizio alle vittime e a chi è impegnato a fare chiarezza e a portare per tutti la vergogna di questo scandalo. La notizia non è solo nel raccontare l’eccesso, la stravaganza, la morbosità e con calunnia discreditare l’opera buona e l’impegno di tanti contro le brutture e violenze dei pochi. Quei pochi da condannare e chiedere di assumersi le responsabilità. La vita quotidiana è ben diversa dalla news e dalle semplici riflessioni veicolate con un video e articolo anche attraverso il web. Il ruolo dei testimoni – non solo nel digitale   – è urgente. E tutti già ne siamo consapevoli.

La “memoria di Lui”.

sabato, marzo 27th, 2010

L’inzio della Settimana Santa impone un periodo intenso di “memoria” attraverso le azioni liturgiche con le comunità cristiane di appartenenza nonchè in quelle dove, da parroci e ministri, serviamo la Chiesa vivo corpo pasquale del Signore risorto. Credo che nessuno si offenderà se le nostre riflessioni avranno un breve momento di arresto, anche se si scriveranno brevi riflessioni e meditazioni per condividere con chi si sta preparando all’evento dei “testimoni digitali”. Nella settimana santa e nel cuore della vita cristiana con il triduo pasquale il web, almeno da parte mia, sarà solo un restante momento perché ha ragione chi dice che “internet ci fa perdere la memoria e la concentrazione”. A Lui rivolgiamo il nostro sguardo, a Lui offriamo le lodi di ringraziamento, a Lui tutti si protende. In Lui si fa memoria la nostra salvezza.

La vigilanza di tutti per il “web oscuro”.

domenica, febbraio 14th, 2010

Lo conosco molto bene, il lato oascuro del web,  e con Meter www.associazionemeter.org lo contrastiamo e lo segnaliamo con efficacia e con  impegno educativo e responsabile promuovendo l’uso consapevole di Internet.  I genitori e gli educatori, non devono “paralizzarsi”, sono chiamati a responsabilizzarsi. Nonostante la diffusione del web e l’utilizzo di massa,  in molti casi regna l’ignoranza da parte di molti, in riferimento alla potenzialità dello stesso web e alla non conoscenza delle “regole” (che esistono) per la tutela dei “cittadini online”. Sono vari i “codici” che stabiliscono regole di responsabilità, auto-regolamentazioni, percorsi informativi e formativi (per esempio: il Codice di Autoregolamentazione Internet@Minori). Per non dimenticare le varie leggi che contrastano il turpe e triste fenomeno della pedofilia online e dello sfruttamento dei minori (Leggi n. 269/1998 e 36/2006) e il cybercrime (il crimine attraverso il web) o altri reati. La società civile reagisce, è più consapevole ed è più vigile. Possiamo difenderci pur essendo consapevoli che non bastano le azione repressive. Le regole e le leggi servono per la convivenza civile e anche se nel web regna una “anarchia ordinata”, alcuni utilizzano la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le risorse presenti in essa. Se è vero che non esiste una autorita’ centrale che regolamenti cosa si puo’ fare e cosa no, le leggi esistono e devono essere rispettate. Ciò non toglie la responsabilita’ individuale per il buon funzionamento delle cose.
La Chiesa non è immune ed è vigile su questo “fenomeno oscuro” e subdolo. Siti denigratori che attaccano gruppi religiosi (anche di varie religioni) o etnici (razzismo, antisemitismo, anti islamismo, anticristiani). Falsi siti cattolici, ed anche siti cristiani inneggiano alla violenza o per esempio alla positività della pedofilia e alla pornografia. Ne potremmo elencare centinaia, migliaia.  Non dimenticherò, anche se con molto imbarazzo, l’aver segnalato in alcuni motori di ricerca cattolici (che non avevano nessun legame con quelli ufficiali) come facilmente si poteva trovare tutto e il contrario di tutto.  Comprendiamo quindi come la pornografia e la violenza nei mezzi di comunicazione sociale, sono « la dimensione più buia della natura ferita dal peccato » (cfr. Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione, n. 7) e impone, od ogni uomo e domìnna responsabile etestimone autenticità, vigilanza, lealtà, correttezza e servizio  nel rispetto della dignità di tutti.