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Prossimo virtuale. Prossimo reale.

martedì, febbraio 9th, 2010

Dalla “nuova comunicazione” possiamo trarre tanti benefici. Il beneficio
nasce dal dono e se il dono è per il bene dell’altro tutto concorre al bene.
La comunicazione è un bene importante che trasforma il dialogo, l’amicizia e i rapporti umani in qualcosa di bello che sconfigge ciò che è “sfigurato nel mondo e vilipeso nella dignità dell’uomo e del creato” a
causa di scelte deliberate dall’egoismo.
Sono sollecitato, molto, dalle chiare e dure posizioni del S. Padre, in
merito a chi nella Chiesa ha recato del male all’infanzia. E possiamo
chiederci se nel mondo del web la presenza della comunità cristiana può contribuire a diffondere il rispetto e la tutela dei bambini. Rispettare i bambini, i minori e i giovani in Rete è un impegno doveroso. Più volte, a proposito di Internet, la Chiesa si è pronunciata con chiarezza, richiamando alla responsabilità. La “possibile” missione pastorale della Chiesa nell’ambiente virtuale del web è senza dubbio una buona notizia per chi frequenta il web e per chi ci lavora, per chi è già presente e cerca una risposta. L’azione pastorale della Chiesa è anche il farsi prossimo, come un buon samaritano online.
Ma la domanda è: sappiamo cogliere i segnali delle nuove povertà nel web?
Ecco la dimostrazione di come, ancora una volta, Internet sia un medium (un mezzo) utile per veicolare messaggi positivi e non solo negativi, ma anche “prossimità” per chi subisce violenze e angherie. Ecco quindi l’impegno dei “centri di ascolto – helpline” ed anche le “hotline”: vogliono essere approdi, aree di sosta e di ascolto per le richieste di aiuto. Dobbiamo essere vigilianti su questo delicato fronte per ridare speranza e dignità.
Per promuovere la cultura della vita e del rispetto di essa. Per dire no
alla violenza sui bambini, anche attraverso la rete internet. E noi possiamo fare la differenza. Un ambito comune che non ha bisogno di confessionalità e identità specifica. Perché non esistono figli degli altri, sono tutti figli nostri. Virtuali o reali non fa e non farà mai alcuna differenza: perché dietro i byte c’è sempre un volto umano. Che è espressione del volto di Dio.