Posts Tagged ‘bambini’

Lettera Papa a bambini don Di Noto: Crescete gioiosi

lunedì, maggio 10th, 2010

Missiva Segreteria Stato in risposta a lettera di incoraggiamento da parte dei bambini al santo Padre Benedetto XVI. Condividere è sempre un bene.

Il Papa scrive ai bambini di Avola e li ringrazia per la lettera collettiva di incoraggiamento che i piccoli, dopo l’iniziativa lanciata dall’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato Di noto e la Parrocchia ‘Madonna del Carmine’ di Avola in occasione della XIV Giornata Nazionale Bambini Vittime della Violenza, dell’indifferenza e dello sfruttamento, gli hanno spedito nei giorni scorsi. “Cari Bambini e Ragazzi”, scrive a nome del Papa monsignor Peter B. Wells, assessore alla Segreteria di Stato, “è giunta al Santo Padre Benedetto XVI la lettera che avete voluto indirizzargli, quale segno di vicinanza spirituale e di sincero affetto. II Papa, che ha molto gradito il filiale gesto, – scrive Wells – vi ringrazia e auspica di crescere gioiosi e sereni, imparando a conoscere sempre più il Signore Gesù e, mentre invoca la materna protezione della Vergine Maria, invia a ciascuno la Sua Benedizione”. Soddisfatto don Di Noto: “E’ un grande onore ricevere una lettera dal Papa, e i bambini sono stati davvero felici e contenti di leggerla. Ne stiamo facendo tante fotocopie perché possano appenderla nella propria cameretta”, afferma il sacerdote nella nota. “Il Papa – dice il sacerdote siciliano – non abbandona i bambini e lo dimostra anche con questo piccolissimo gesto. Sosteniamolo, lo dico come parroco e come presidente di Meter, perché possa continuare a testimoniare in parole e opere che la difesa dell’infanzia per la Chiesa non è una moda, ma un impegno permanente”, conclude.

CARI BAMBINI DIGITALI

giovedì, aprile 29th, 2010

Ho il piacere di rimandarvi al Giornalino (n. 18) che riporta questa intervista http://www.sanpaolo.org/gio/1018gi/1018gi18.html
Si continua con la testimonianza.
Buona lettura.

TD: Brevi e non approfondite considerazioni.

venerdì, aprile 23rd, 2010

Solo alcune brevi e non approfondite considerazioni. E’ indiscutibile e indubbia la presenza nel mondo digitale dei cattolici: lo conosciamo e lo utilizziamo e molti lo hanno capito finalmente. Lo abbiamo ricevuto e lo reinterpretiamo offrendo con “responsabilità etica” la nostra vita che si dipana nel web. Magistrali riflessioni (che devono trovare sempre più un aderenza al vero vissuto) e che con cautela hanno fatto emergere che per noi tutto è dono di un Altro e Lui – lo azzardo così – abita il web sin dalle origini perché originato dal dono che Lui ha fatto all’uomo. Il “controllo” della informazione e dei contenuti diventa sempre più complesso e difficile. Ci sarà un unico pensiero cattolico nel web? Preoccupa che per “conquistare audience” diventiamo “audience”– vantandoci dei contatti numerosi e inverosimili. Sentire confronti e sminuendo le “vecchiette che dormicchiano durante l’omelia” mi è sembrato eccessivo e anacronistico. Io non ho riso nè ho battuto le mani. Quelle vecchiette e quella donna di 106 anni (nonna di un tassista romano) e che vive in Molise, e che non ha mai conosciuto questo mondo nuovo, ha vissuto nel mondo e ha testimoniato. Non arriveremo ai circa 5miliardi di persone della popolazione mondiale con “talk show”, non credo in queste performance. Troppa pubblicità a “facebook” (moda del momento) e nonostante tutte le significative “buone e positive intuizioni” dei ricercatori dell’Università Cattolica il “sistema facebook” è ciò che non è e ciò che non appare è stato letto “sommariamente e superficialmente”. Abbiamo totalmente dimenticato i “bambini” i veri “nuovi nati digitali” e noi zii, nonni e permettermi trisavoli come sono io del web facciamo fatica a contestualizzare positivamente, dicendo anche l’invasività dissociativa di facebook e dei social network sui 190.000 minori italiani iscritti che hanno meno dei 13 anni. Iscritti senza autorizzazione e senza che i genitori conoscono tutto ciò. E a quelli che vorrei rivolgermi e anche a coloro che sono connessi 2.500 ore all’anno (più delle ore scolastiche e di catechismo). Lo so, sono nuove sfide e nuove letture, sempre più velocizzate e complesse. Perchè il web è complesso nella sua dinamica che muta le relazioni dell’uomo. Credo che l’assemblea abbia compreso questo. Insieme dobbiamo camminare, utilizzando il web e non dimenticando mai che la confessione si fa con un vero confessore e che l’eucarestia sia “vera pasqua del Signore” con una comunità credente e viva e che si ama fino alla croce (quella descritta da Michelangelo nella Cappella Sistina, e quello vissuta da Lui per noi. Le relazioni devono sempre modularsi su un incontro tra un tu e un io che diventano noi. Un incontro di nomi e di carne. Rifletteremo ancora, insieme. Non facciamoci mai invadere dal web, infatti non è l’esterno (web) che contamina l’interno (uomo), ma l’interno (uomo) che contamina l’esterno (web). Ci aspetta un cammino non dimenticando mai da dove veniamo e dove Lui ci vuole condurre.

Indietro non si torna. La lettera del Papa all’Irlanda anche per noi.

mercoledì, marzo 24th, 2010

Nel blog, molto raramente ho voluto affrontare il triste fenomeno degli abusi sessuali (reali e virtuali). In questi giorni i media, ho avuto l’impressione e credo che non sia finita, hanno “assediato” (giustamente, anche se con molti toni fuori dalle righe e al limite della cattiva informazione con plateali attacchi al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica) la tristissima vicenda di alcuni sacerdoti coinvolti negli abusi sessuali in Europa. Con molto senso di responsabilità ho dovuto affrontare numerosi giornalisti (da tutto il mondo) che mi chiedevano considerazioni in merito. Credo che avremo ancora da discutere e affrontare il problema, e auspico che nella comunicazione mediatica ci sia sempre il racconto della verità e la delicatezza con fermezza per affrontare la pedofilia che coinvolge, vittime, i bambini. Se lo desiderate, vi rimando all’intervista che è uscita su Famiglia Cristiana n. 13, del 28.03.2010

 http://www.sanpaolo.org/fc/1013fc/1013fc44.htm

TV7 – Rai1 1, stasera. Occasione per testimoniare.

venerdì, marzo 19th, 2010

E’ un periodo intensissimo di incontri con bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Non c’è occasione che non parli del Convegno Testimoni digitali. Una buona occasione per responsabilizzare, formare ed educare. Mi permetto, sempre in punta di piedi, di comunicarvi che stasera sarà trasmessa una mia intervista su Rai 1 (Tv7) ore 23,40 ca.: “Viaggio tra prospettive e le disillusioni di una generazione. E ancora il dolore del Papa per lo scandalo pedofilia …. ” (Avvenire, pag.30 di oggi). Un dramma, un serio problema che non deve mai farci perdere la speranza e la bellezza del sacerdozio. Ognuno ha le sue responsabilità, ma non sia per nessuno (cosa che i media e tanti altri) un attacco alla Chiesa. Un attacco deliberato e pianificato. E’ un tempo anche che ci permette di purificarci, di convertirci, di sperimentare l’amore in questo dolore. Un pensiero e l’accoglienza del dolore delle vittime. Una preghiera per tutti. La vicinanza a Benedetto XVI. La pedofilia è un fenomeno grave, esteso, globale. Una responsabilità di tutti e per tutti.

Il Presidente della Camera Fini cita la “Lettera ai bambini digitali”

venerdì, marzo 12th, 2010

E’ degna di nota, non per vanto, ma per il prestigioso contesto con relatori di altissimo livello. Il Presidente della Camera Giancarlo Fini, nel suo discorso cita la “Lettera ai bambini digitali”.

Ieri (11 marzo) si è svolto alla Camera dei Deputati il Convegno “Internet è libertà. Perchè dobbiamo difendere la rete” La Camera dei deputati ha ospitato prestigiosi ospiti, tra i quali il prof. Lawrence Lessig, che ha svolto la lectio magistralis dal titolo ‘Il Web e la trasparenza tra ideali e realtà’.
Il presidente Fini, tra le altre cose ha detto: ” Il mezzo che questa generazione usa quotidianamente per rapportarsi con la realtà, ma anche con gli amici, la scuola, lo sport, gli hobby, è internet. Non a caso, è ai giovani che si è rivolto un sacerdote avveduto e fortemente impegnato nel sociale, don Fortunato Di Noto, in una lettera ai cosiddetti ‘nuovi nati digitali’ sottolineando l’importanza della «rete per lo studio e per la didattica, per la solidarietà».
Ha rilanciato anche l’invito a “tutta la comunità internazionale a creare un forte movimento a sostegno dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2010 a internet, l’accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo.

Ricordiamo la motivazione della candidatura, che mi sento di condividere in pieno fino a quando Internet non sarà per tutti e non solo di pochi, quando il “digital divide” sarà superato e appianato. Sul Nobel per la pace ne possiamo discutere! A lungo.
Comunque ecco la motivazione: «Abbiamo finalmente capito che internet non è una rete di computer. Ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa nuova civiltà sta costruendo dialettica, confronto e solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto. Ecco perché internet è strumento di pace. Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza. Ecco perché la rete merita il prossimo premio Nobel per la Pace: e sarà un Nobel dato a ciascuno di noi».

Per leggere tutto il discorso vi rimando a http://presidente.camera.it/

Fioretti di sms? Meno web in quaresima? Questione complessa.

martedì, febbraio 16th, 2010

Seguo con attenzione la proposta dei “fioretti” e anch’io mi sono divertito (come Franco Cardini, leggi Avvenire pag.3 del 14/02/2010) a chiedere ai miei ragazzi di cercare sui motori di ricerca la parola “fioretti” e qualche giovanotto “smalizioso” mi ha detto di averlo già fatto. Vi chiederete perché “smalizioso”, questo ragazzotto intelligente e utilizzatore del web? Infatti cercando sul più importante motore di ricerca Google (diciamo laico) alla voce fioretti richiama a ben 837.000 riferimenti. Penalizzati i Fioretti di S. Francesco che si contano sulle dite ma spopola invece la Francesca Fioretti, una delle partecipanti al Grande Fratello 9 con tanto di foto succinte ed altro ancora. Meglio lasciar perdere: su ricerca immagini, solo poche copertine di libri e migliaia di foto. Impressionante la povertà dei contenuti. Poi i rimandi a società e ad altro contenuto. Ho capito il sorriso smalizioso del ragazzotto. E di questi esempi possiamo benissimo elencarne tanti. Cosa che non è successo su Catophedia http://it.cathopedia.org  dove rimanda a testi in merito (S. Francesco, S. Antonio di Padova, Madre Teresa, Giovanni Paolo II). Non parliamo del diffuso e pubblicizzato motore “cattolico” (gestito da privati) cathoogle.com che oltre alle poco numerose voci che rimandano a S. Francesco e compagni, presenta potremmo dire tutto e al contrario di tutto. Così semplicemente. La base è il discernimento degli utilizzatori, ma gli utilizzatori sono stati formati? Da chi? Dobbiamo riempire il web di cultura. Una bella sfida.

La quaresima per noi cristiani è cosa molto più di un semplice fioretto. Qualcuno ha proposto di non inviare sms e tramutare il costo in opere di solidarietà e carità. Tentativi di mediazione educativa in merito agli sms, ma i problemi sono molto più complessi.
Come vigilare o educare milioni di “Bimbi promoter ingaggiati sul web” in Inghilterra e nel mondo, anche in Italia? Oggi i minorenni sono reclutati sui social network ai quali vengono offerti soldi in cambio di pubblicità. Esistono aspre polemiche sul nuovo “sfruttamento di lavoro minorile online” e gli esperti hanno calcolato che ogni bambino, oltre a essere un potenziale consumatore, può anche funzionare come un gigantesco moltiplicatore del messaggio pubblicitario: più efficace di tanti spot e manifesti. Il nuovo sito inglese specializzato in questo tipo di marketing si chiama … (per scelta e rispetto dei bambini non lo pubblicizzo). Questo sistema è una vera e propria potenza su Internet. L’agenzia ha reclutato centinaia di migliaia di bambini dai sette anni in su, con la promessa di regali e di una paghetta fino a 25 sterline (circa 28 euro) a settimana. Molti i casi senza controllo della famiglia dei minori sotto i 16 anni. Aggirano il sistema e le autorizzazioni. I bambini dovrebbero studiare, non lavorare online. Intrappolati. Speriamo che qualcuno sappia cosa sono i fioretti, o quantomeno diano tutta o parte della paghetta ai poveri, magari con un versamento online. Ci spero.

“Xt ~ smo knsi a Xt”. Cosa dire di Gesù … che (non) aveva Internet.

mercoledì, febbraio 10th, 2010

“Gesù aveva Internet? Parlava in chat?”, con questa domanda una bambina, ha esordito dopo aver letto la “Lettera aperta ai bambini digitali”. Potevamo ingannarla, dato che la risposta poteva essere benissimo manipolata facendole immaginare, del resto cosa possibile, l’attualizzazione di Gesù nel contesto odierno. Dicendogli: “Gesù aveva internet e parlava in chat”, ma era una risposta anacronistica, forzata. Ma per il rispetto che dobbiamo ai bambini abbiamo fatto uno sforzo, non indifferente. Alla luce delle conoscenze bibliche, conciliari e pastorali abbiamo cercato di rendere comprensibile (ai bambini) l’analogia tra il mistero dell’Incarnazione e la S. Scrittura. Insieme abbiamo letto da Internet qualche passo del Vangelo dove si parla di Gesù, con particolare riferimento alla visita a Gerusalemme a dodici anni di età, nella quale Gesù si trattenne per tre giorni nel Tempio discutendo con i dottori della Legge. In quest’ultimo episodio, secondo il racconto di Luca, Gesù rivelò per la prima volta i segni di una sapienza non comune e della consapevolezza della sua futura missione. (Lc 2,41-43).
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale, soprattutto quando si parla di Dio che parla all’uomo attraverso il Figlio Gesù.
Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) inteso come Figlio di Dio/Parola rivelata, esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”.
Gesù “vero e reale” ha già parlato e operato, è presente sempre in mezzo a noi e noi lo possiamo “vedere” se “ci amiamo l’un l’altro” e la “Parola di Dio” prende corpo nelle parole ispirate della S. Scrittura come nella carne d Gesù (cfr. Dei Verbum 3).
Dio è “presente” (grande Mistero) in Gesù Cristo (chi vede me vede il Padre), e nelle pagine della Scrittura.
Dio parla di sé, attraverso il Figlio nella Scrittura, e per il mistero della “condiscendenza divina” – evidentemente non lo abbiamo detto così ai bambini -(synkatabasis – termine usato dai padri della Chiesa per esprimere il Mistero della discesa di Dio nella storia che trova il suo compimento con la discesa del Logos nella carne di Gesù – cf. Gv. 3,13) si limita a parlare nella condizione storico, contingente, ne assume il linguaggio, la cultura, la lingua e dentro questi “limiti” esprime se stesso, la sua Parola eterna. Possiamo dire che Dio accetta ce “progressivamente” accetta che la sua rivelazione si manifesti nel Web, il cui compimento è la storia di Gesù di Nazareth.
Parliamo noi sempre per analogia e non dobbiamo mai dimenticarlo nell’era digitale. Infatti il termine Logos (Gv. 1,1) intesa come Figlio di Dio/Parola rivelata) esprime un linguaggio molto limitato del Mistero di Dio. Non possiamo mai esprimere tutto Dio, né conoscere tutto del Figlio, se lo Spirito Santo non “illumina le mente”. Infatti il termine Logos, tradotto, significa “parola, pensiero, progetto”. Ecco che allora possiamo anche noi stupirci del fatto che Dio parla e si comunica a noi “progressivamente” attraverso l’annuncio nel web.
I bambini lo hanno capito e mi hanno mandato un sms dal contenuto enigmatico: “Xt ~ smo knsi a Xt”. Ho telefonato, sorpreso e mi hanno detto che significava: “Cristo naviga e noi siamo connessi a Cristo”. Hanno capito tanto.

Prossimo virtuale. Prossimo reale.

martedì, febbraio 9th, 2010

Dalla “nuova comunicazione” possiamo trarre tanti benefici. Il beneficio
nasce dal dono e se il dono è per il bene dell’altro tutto concorre al bene.
La comunicazione è un bene importante che trasforma il dialogo, l’amicizia e i rapporti umani in qualcosa di bello che sconfigge ciò che è “sfigurato nel mondo e vilipeso nella dignità dell’uomo e del creato” a
causa di scelte deliberate dall’egoismo.
Sono sollecitato, molto, dalle chiare e dure posizioni del S. Padre, in
merito a chi nella Chiesa ha recato del male all’infanzia. E possiamo
chiederci se nel mondo del web la presenza della comunità cristiana può contribuire a diffondere il rispetto e la tutela dei bambini. Rispettare i bambini, i minori e i giovani in Rete è un impegno doveroso. Più volte, a proposito di Internet, la Chiesa si è pronunciata con chiarezza, richiamando alla responsabilità. La “possibile” missione pastorale della Chiesa nell’ambiente virtuale del web è senza dubbio una buona notizia per chi frequenta il web e per chi ci lavora, per chi è già presente e cerca una risposta. L’azione pastorale della Chiesa è anche il farsi prossimo, come un buon samaritano online.
Ma la domanda è: sappiamo cogliere i segnali delle nuove povertà nel web?
Ecco la dimostrazione di come, ancora una volta, Internet sia un medium (un mezzo) utile per veicolare messaggi positivi e non solo negativi, ma anche “prossimità” per chi subisce violenze e angherie. Ecco quindi l’impegno dei “centri di ascolto – helpline” ed anche le “hotline”: vogliono essere approdi, aree di sosta e di ascolto per le richieste di aiuto. Dobbiamo essere vigilianti su questo delicato fronte per ridare speranza e dignità.
Per promuovere la cultura della vita e del rispetto di essa. Per dire no
alla violenza sui bambini, anche attraverso la rete internet. E noi possiamo fare la differenza. Un ambito comune che non ha bisogno di confessionalità e identità specifica. Perché non esistono figli degli altri, sono tutti figli nostri. Virtuali o reali non fa e non farà mai alcuna differenza: perché dietro i byte c’è sempre un volto umano. Che è espressione del volto di Dio.

Il coraggio di parlare … dal web.

sabato, febbraio 6th, 2010

Stamattina ho ricevuto una serie di email in merito alla “Lettera aperta ai bambini digitali”. Inaspettata anche l’accoglienza e la diffusione Basta digitare sul motore di ricerca google, il titolo della lettera, una serie di links la pubblicizzano : www.romasette.it della Diocesi di Roma, l’Agenzia SIR www.agensir.it, la Diocesi di Noto www.diocesinoto.it ed altri ancora .
L’urgenza educativa e della “disattenzione genitoriale e degli educatori” per questo pervasivo, invasivo e bellissimo mondo digitale è una preoccupazione, ma è anche il tentativo di non rimanere a guardare dalla “finestra” (window), ma entrare dalla porta (door) principale e appropriarsi della cybespazio, con la propria identità e con i propri valori culturali, religiosi e cristiani. Non avere paura di essere quello che si è. Non avere timore di “predicare il Vangelo dai tetti” oggi diremmo dal web.
La “Lettera ai bambini”, che con sommessa umiltà vi chiedo di diffondere, ha sollecitato il Rettore del Seminario dei minori di Potenza, don Mauro Gallo, a diffonderla tra i conoscenti e amici; mi scrive: “Ho letto la Lettera e per i contatti che ho cercherò di darne diffusione, in particolare tra gli educatori di ACR essendo un assistente. Ma è anche vero: non ci sono molti docenti o molte scuole per aiutare gli educatori e i ragazzi stessi a stare bene nella rete.” Un papà, Antonio, da Messina, aggiunge: “essendo un addetto ai lavori all’Università, la lettera testimonia un impegno e un carisma, la ringrazio a nome di mia figlia”.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare.
Giovanni Paolo II, nel 2001, (“Predicatelo dai tetti”: il Vangelo nell’Era della Comunicazione Globale”, ribadiva e sottolineava, come ha fatto Benedetto XVI, della vitale e vivificante presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione. “La presenza della Chiesa nei mezzi di comunicazione sociale è un aspetto importante dell’inculturazione del Vangelo richiesta dalla nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo esorta la Chiesa nel mondo.
Una esortazione ancora vive e attuale. Che incide nel “corazza della vacuità” che è presente spesso nel web e nello stesso uomo, ingannato dal “relativismo etico”. E i testimoni digitali, i comunicatori del vangelo, devono tenere conto, con responsabilità, di avere un compito e un dovere vincolante «un compito profetico, una vocazione: parlare contro i falsi dei e idoli di oggi, il materialismo, l’edonismo, il consumismo, il gretto nazionalismo…» (Etica nella comunicazione, n. 31).
“Soprattutto hanno il dovere e il privilegio- continua il messaggio del Papa – di dichiarare la verità, la verità gloriosa sulla vita e sul destino dell’uomo rivelati nel Verbo incarnato. Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13, 8).”