<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Intrappolati nella rete</title>
	<atom:link href="http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu</link>
	<description>il blog di Don Fortunato di Noto</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 08:58:55 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>«Digitally distracted».</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/10/%c2%abdigitally-distracted%c2%bb/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/10/%c2%abdigitally-distracted%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 08:58:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[catechismo]]></category>
		<category><![CDATA[messa]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[univeristà digitally distracted]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/10/%c2%abdigitally-distracted%c2%bb/</guid>
		<description><![CDATA[«digitally distracted». Internet, pur ribadendo la sua quotidiana utilità, distrae e abbassa il livello culturale e la percezione della realtà, vita compresa anche negli appuntamenti liturgici e pastorali, quali s. messa, catechismo e incontri formativi. Possiamo sempre discuterne, ma arriveremo, nel momento clou della assuefazione di Internet a desiderare di farne a meno. Le università, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«digitally distracted». Internet, pur ribadendo la sua quotidiana utilità, distrae e abbassa il livello culturale e la percezione della realtà, vita compresa anche negli appuntamenti liturgici e pastorali, quali s. messa, catechismo e incontri formativi. Possiamo sempre discuterne, ma arriveremo, nel momento clou della assuefazione di Internet a desiderare di farne a meno. Le università, la scuola permette l’utilizzo dei Personal computer portatile per raccogliere appunti, trascrivere lezioni. Quante volte è capitato, e lo posso testimoniare, inviare sms durante le omelie, con il iPhone, dei BlackBerry chattare con gli amici. Nonostante avvisi quali “spegnere i cellulari”, “non utilizzare il BlackBerry per registrare commenti e avvisi”.  Computer sempre acceso? Molte università e istituti scolastici stanno provvedendo a limitare l’acceso al web durante le ore scolastiche e stanno distribuendo “block notes” e matite e penne. E le parrocchie? C stiamo attrezzando anche noi: prima un biliardino e un ping pong, ora le sale di comunità con tanto di computer: sarà solo e l’unica strada o ce ne pentiremo? Ad ogni avventura tecnologica deve corrispondere sicurezza, lungimiranza e soprattutto non perdere mai di vista la vita reale. Mi ha infatti molto impressionato che qualche Caritas cittadina abbia attivato un corso di Internet per i bambini di famiglie “povere”, per non farli sentire esclusi. Dimenticando che non avevano neanche un quaderno, una penna, un libro …. e un panino per il tempo di ricreazione. Distratti, molto distratti, anche se innovativi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/10/%c2%abdigitally-distracted%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La gioia del figlio.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/09/la-gioia-del-figlio/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/09/la-gioia-del-figlio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 10:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figlio. chat]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/09/la-gioia-del-figlio/</guid>
		<description><![CDATA[Una coppia di amici mi ha entusiasticamente comunicato la gioia di aspettare un figlio. Me lo ha comunicato in chat perché distanti molte miglia. E spesso in chat mi rendono partecipe della bellezza della vita, che si è anche un po’ “cretini” a non capire che c’è un uomo. Certo noi discutiamo del “nobel da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una coppia di amici mi ha entusiasticamente comunicato la gioia di aspettare un figlio. Me lo ha comunicato in chat perché distanti molte miglia. E spesso in chat mi rendono partecipe della bellezza della vita, che si è anche un po’ “cretini” a non capire che c’è un uomo. Certo noi discutiamo del “nobel da dare a Internet” che “Internet per la BBC è sempre più un diritto universale”. E tutto questo, se da una parte mi entusiasma, dall’altra mi accorgo come i più elementari diritti alla vita, alla famiglia, al cibo e all’acqua vengono sistematicamente negati. E vorrei pensare a questo bambino che già è accolto da un padre e una madre che desiderano avere una loro casa, anche piccola, ma loro. Che possano pensare alla “stabilità” di un lavoro che permetta di vivere dignitosamente, che si possano sposare, magari senza troppa e grande pompa magna, ma gioire di un “si” e progettare gli affetti e non solo le emozioni che sono fine a se stessi. Gli affetti sono partecipazione nella vita e alla vita. Quello che non mi darà mai il web. Ho la percezione che il web non crea “affetti”, ma solo “emozioni comunicate”. Ma è pur sempre vero che il web mi veicola, ma non mi potrà mai dare, in nessun modo, la gioia di poter partecipare a questo evento della vita che ha il diritto di vivere. </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/09/la-gioia-del-figlio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intrappolati nella solitudine.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/06/intrappolati-nella-solitudine/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/06/intrappolati-nella-solitudine/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 17:09:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[chat]]></category>
		<category><![CDATA[giorno]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[Parola]]></category>
		<category><![CDATA[Signore]]></category>
		<category><![CDATA[sms]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/06/intrappolati-nella-solitudine/</guid>
		<description><![CDATA[Sentirsi sempre più soli con gli sms, le chat, i socialnetwork e le email. Qualcuno sostiene che non si è più soli nel mondo globale e nel web. Vi consiglio di leggere questo interessante articolo: http://scuola.repubblica.it/blog/2009/tecnologie-e-solitudine  . In profonda crisi i rapporti faccia a faccia, gli incontri reali. Solitudine o compagnia?
Come vivere e vincere l’ansia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sentirsi sempre più soli con gli sms, le chat, i socialnetwork e le email. Qualcuno sostiene che non si è più soli nel mondo globale e nel web. Vi consiglio di leggere questo interessante articolo: <a href="http://scuola.repubblica.it/blog/2009/tecnologie-e-solitudine">http://scuola.repubblica.it/blog/2009/tecnologie-e-solitudine</a>  . In profonda crisi i rapporti faccia a faccia, gli incontri reali. Solitudine o compagnia?<br />
Come vivere e vincere l’ansia di essere solo e sempre spinto all’irrefrenabile richiesta di rispondere ai molteplici flussi di dati? William Deresiewicz sull´accademico Chronicle of Higher Education: «Se la noia era il grande sentimento della generazione televisiva, la solitudine è quello della web generation».<br />
Devo essere onesto, io nel web mi sento profondamente solo e ogni giorno non dimetico mai di “rapportarmi con Dio” nell’ascolto della Parola e nel vivere l’Eucarestia nell’esperienza della comunità “reale”. Illuminanti sono queste parole di D. Bonhoeffer, tratte da “La vita comune”, che vorrei condividere con voi. : “ Caratteristica della solitudine è il silenzio, come la parola è la caratteristica della comunione. Tra silenzio e parola vi è lo stesso legame interiore e la stessa distinzione che v’è tra solitudine e comunione. L’una non può esistere senza l’altro. La giusta parola nasce dal silenzio, ed il giusto silenzio nasce dalla parola.<br />
Tacere non significa restare muti, come parlare non significa chiacchierare. Il restare muti non crea la solitudine e chiacchierare non crea comunione. “Tacere è sovrabbondanza, ebbrezza, sacrificio della parola. Ma il mutismo è empio, come un oggetto che è stato solo mutilato, non sacrificato&#8230;Zaccaria rimase muto, invece di rimanere in silenzio. Se avesse accettato la rivelazione, forse non sarebbe uscito dal tempio muto, ma solo silenzioso” (Ernest Hello). La parola che crea di nuovo la comunità e la riunisce è accompagnata dal silenzio. “C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare” (Eccl. 3,7). Come nella giornata del cristiano ci sono determinate ore dedicate alla parola, specie le ore del culto e della preghiera in comune, così nella giornata devono esserci pure determinati periodi di silenzio nell’ascolto della Parola, silenzio che nasce dalla Parola. Saranno soprattutto i momenti prima e dopo l’ascolto della Parola. La Parola non raggiunge gli uomini rumorosi, ma quelli che rimangono in silenzio. Il silenzio nel tempo è il segno della santa presenza di Dio nella sua Parola.<br />
C’è un’indifferenza, o meglio un rifiuto, che vede nel silenzio il disprezzo della rivelazione di Dio nella Parola. In questo caso il silenzio è inteso erroneamente come atto solenne, quasi un mistico volersi sollevare al di là della Parola. Non si riconosce più nel silenzio la sua essenziale relazione con la Parola, l’umile ammutolire del singolo davanti alla Parola di Dio. Tacciamo prima di ascoltare la Parola, perché i nostri pensieri sono già rivolti verso la Parola, come un bambino tace, quando entra nella stanza del padre. Tacciamo dopo l’ascolto della Parola, perché questa ci parla ancora, vive e dimora in noi. Tacciamo la mattina presto, perché Dio deve avere la prima parola, e tacciamo prima di coricarci, perché l’ultima parola appartiene a Dio. Tacciamo solo per amore della Parola, cioè proprio non per disonorarla, ma per onorarla e riceverla come si deve. Tacere, infine, non vuol dire altro che aspettare la Parola di Dio e venire via, dopo averla ascoltata, con la sua benedizione. Ognuno per propria esperienza sa che è necessario imparare a tacere in un tempo in cui predomina il parlare; e che si tratta appunto di imparare a tacere veramente, a far silenzio nel proprio intimo, a fermare una volta la propria lingua, questo non è altro che la naturale semplice conseguenza del silenzio spirituale.<br />
Ma il saper tacere di fronte alla Parola eserciterà il suo influsso su tutta la giornata. Se abbiamo imparato a tacere di fronte alla Parola, impareremo pure a usare rettamente del silenzio e delle parole durante la nostra giornata. (…) ”<br />
Buon fine settimana e possiamo vivere il “giorno del Signore” per saper vivere il giorno dell’uomo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/06/intrappolati-nella-solitudine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noli me tangere. Tecnologia che domina sul tabù del distacco.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/03/noli-me-tangere-tecnologia-che-domina-sul-tabu-del-distacco/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/03/noli-me-tangere-tecnologia-che-domina-sul-tabu-del-distacco/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 09:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[distacco]]></category>
		<category><![CDATA[tangere]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[toccare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/03/noli-me-tangere-tecnologia-che-domina-sul-tabu-del-distacco/</guid>
		<description><![CDATA[“Noli me tangere” (Gv. 20,17): “non mi toccare” anche se le moderne traduzioni della bibbia (cfr. Bibbia CEI) traducono “non mi trattenere”. Mi è subito venuto in mente quest’episodio raccontato da Giovanni dopo la Resurrezione. In effetti la pienezza della vita sta nel dominare la vita o nel vivere la vita proiettata alle realtà eterne? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Noli me tangere” (Gv. 20,17): “non mi toccare” anche se le moderne traduzioni della bibbia (cfr. Bibbia CEI) traducono “non mi trattenere”. Mi è subito venuto in mente quest’episodio raccontato da Giovanni dopo la Resurrezione. In effetti la pienezza della vita sta nel dominare la vita o nel vivere la vita proiettata alle realtà eterne? Credo sia una domanda fondamentale anche per le innovazioni tecnologiche. Considerazione dedotte dalla notizia della “tastiera che comparirà sull’avambraccio”, dove si supererà il concetto di “multitouch” passando quasi al “cyborg”. A quanto apre tre ricercatori (Chris Harrison della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Dan Morris e Desney Tan del laboratorio di ricerca Microsoft a Redmond) hanno creato un vero e proprio “database” di suoni prodotti dall’avambraccio, determinato dalle differenti combinazioni di pelle, muscoli e ossa. In estrema sintesi è la ricerca del dominio delle macchine sull’uomo. Come ogni cosa ci sono sempre dei vantaggi. Staremo a vedere. In effetti è il tentativo di superare il “tabù del contatto”, sia personale che interpersonale. Ma credo che dobbiamo superare, invece,  il “tabù del distacco”: non vogliamo staccarci dal corpo, dalla fisicità.  Il “noli me tangere” ci richiama fortemente a questa realtà non manipolabile in nessun caso e in nessun modo.<br />
Il non trattenere Gesù Cristo, morto e risorto, è anche il non trattenere  il nostro “corpo”. Nessun “superman-tecnoweb” potrà sostituire l’umanità dell’uomo che cerca Dio.<br />
Illuminante e profonda la seguente considerazione:<br />
&#8220;Una relazione che sembra, anzi è arrivata al suo compimento, passerà proprio attraverso un distacco; è lo sfondo di ogni relazione umana storica, il punto in cui ogni relazione viene messa alla prova definitiva. Possiamo pensare che tale principio vale per tutti i distacchi pastorali e per quelli proposti dalla vita: da una parte creano sofferenza e tuttavia, nella misura in cui sono affrontati con coraggio e con serenità, ci rinnovano, approfondiscono i legami&#8221; (Card. Martini). </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/03/noli-me-tangere-tecnologia-che-domina-sul-tabu-del-distacco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La libertà cristiana e quella nel/del web.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/01/la-liberta-cristiana-e-quella-neldel-web/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/01/la-liberta-cristiana-e-quella-neldel-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 10:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[congregazione]]></category>
		<category><![CDATA[dottrina]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/01/la-liberta-cristiana-e-quella-neldel-web/</guid>
		<description><![CDATA[Si discute da sempre sulla libertà nel web (o del web?). Ma dovremmo tanto interrogarci cosa significa la libertà e la liberazione per l’uomo e dei popoli. E’ illuminante e utile la lettura del documento “Libertà cristiana e liberazione”, della Congregazione per la dottrina della fede (Enchiridion Vaticanum. Documenti della Santa Sede (1986-1987), X, 196- [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si discute da sempre sulla libertà nel web (o del web?). Ma dovremmo tanto interrogarci cosa significa la libertà e la liberazione per l’uomo e dei popoli. E’ illuminante e utile la lettura del documento “<em>Libertà cristiana e liberazione</em>”, della Congregazione per la dottrina della fede (Enchiridion Vaticanum. Documenti della Santa Sede (1986-1987), X, 196- 344.).<br />
Nel 1986, ecco cosa si diceva sui “pericoli della potenza tecnologica”.<br />
“<strong>Pericoli della potenza tecnologica</strong>.<br />
La forza liberatrice della conoscenza scientifica si oggettivizza nelle grandi realizzazioni tecnologiche. Chi dispone delle tecnologie possiede il potere sulla terra e sugli uomini. Di qui son nate forme, fino ad ora sconosciute, di disuguaglianza tra i possessori del sapere ed i semplici fruitori della tecnica. Il nuovo potere tecnologico è legato al potere economico e porta alla sua concentrazione. Cosí, all’interno dei popoli come tra i popoli, si sono formati rapporti di dipendenza che, nel corso degli ultimi vent’anni, sono stati occasione per una nuova rivendicazione di liberazione. Come impedire che la potenza tecnologica divenga una potenza oppressiva di gruppi umani o di interi popoli?”</p>
<p>Riporto questa considerazione dopo una accesa discussione avuta con &#8220;esperti della rete&#8221; che rivendicavano il diritto alla totale e assoluta libertà del e nel web. &#8220;Tutto deve e può scorrere nel web&#8221;, dicevano. Mentre sottolineavo della &#8220;responsabilità&#8221; di chi vive da cristiano e la libertà in Cristo, come suo testimone&#8221;. Niente di scontato, tutto da richiamare per non perdere la identità cristiana, dei cristiani nel web e nella vita quotidiana. Un grande pericolo e ho timore di coloro che &#8220;parlano di Lui&#8221; o della troppo ostentata &#8220;cittadinanza del web&#8221; non facendo riferimento alla  &#8220;cittadinanza dei cristiani&#8221; liberati dall&#8217;amore Cristo. Ce lo ha ricordato S. Paolo ai Filippesi:</p>
<p>&#8220;Fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra.<br />
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.&#8221; (<span>Fil 3,17- 4,1). Mi sentivo di ricordarlo a me stesso e a voi.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/03/01/la-liberta-cristiana-e-quella-neldel-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/26/la-rete-non-e-un-luogo-virtuale-che-%e2%80%98muore%e2%80%99-quando-spegniamo-il-pc/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/26/la-rete-non-e-un-luogo-virtuale-che-%e2%80%98muore%e2%80%99-quando-spegniamo-il-pc/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 13:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[reliogiosa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/26/la-rete-non-e-un-luogo-virtuale-che-%e2%80%98muore%e2%80%99-quando-spegniamo-il-pc/</guid>
		<description><![CDATA[Ho seguito con molto interesse la vicenda di google e la vicenda di facebook (sparare sui bambini down). Due note perchè comunque ci siamo caduti tutti nella &#8220;trappola mediatica&#8221;.
Il gruppo su facebook, scritto da pochissimi facinorosi, ha avuto più di 1700 iscritti &#8220;contro&#8221;, che hanno protestato e denunciato il fatto. Ma tutti, anche da colonne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho seguito con molto interesse la vicenda di google e la vicenda di facebook (sparare sui bambini down). Due note perchè comunque ci siamo caduti tutti nella &#8220;trappola mediatica&#8221;.<br />
Il gruppo su facebook, scritto da pochissimi facinorosi, ha avuto più di 1700 iscritti &#8220;contro&#8221;, che hanno protestato e denunciato il fatto. Ma tutti, anche da colonne di rinomati quotidiani, hanno versato fiumi di inchiostro per non dire che quasi tutti gli iscritti erano a protestare.<br />
La vicenda su google: sterili proteste sulla libertà di espressione. Da 15 anni si discute della responsabilità dei gestori e dei server provider. Invocare sicurezza e responsabilità non significa dichiararsi censori.<br />
Leggo sui giornali USA che l’Italia avrebbe spinto, con questa sentenza, per il controllo del Web. I garantisti americani possono stare tranquilli e smettere di strillare: nessuno in questo Paese ha mai spinto sulla censura e lo posso testimoniare. Semmai, basta guardare le nostre leggi in materia, l’Italia è fortemente impegnata nella lotta ai crimini contro l&#8217;infanzia, contro la divulgazione di materiale pedopornografico. E’ forse bene stabilire che una certa responsabilità se la potrebbero assumere i responsabili dei motori di ricerca e dei servizi Web. Hanno soldi, strumenti e possibilità: non basta una sottoscrizione e lasciar perdere. Perché nessuno dice che Internet debba essere censurata, ma è bene ribadire che la Rete favorisce in maniera oggi indiscutibile la divulgazione, detenzione, adescamento, e l’apologia della violenza in tutte le sue forme, nonché l&#8217;ostentazione della violenza stessa. Anche religiosa.<br />
Ogni mezzo deve avere il benché minimo di sicurezza. E’ vero, non è il web e la sua libertà a venire colpita: ma come abbiamo diffuso per tanti  il web dobbiamo educare i tanti e tutti al corretto uso. Perché la Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc, ma un prolungamento della nostra vita reale. Cui bisogna prestare molta, molta attenzione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/26/la-rete-non-e-un-luogo-virtuale-che-%e2%80%98muore%e2%80%99-quando-spegniamo-il-pc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Introdursi nel bosco &#8220;web&#8221; non perdendo mai la traccia.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/25/introdursi-nel-bosco-web-non-perdendo-mai-la-traccia/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/25/introdursi-nel-bosco-web-non-perdendo-mai-la-traccia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 12:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[bachelet]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[sentiero]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/25/introdursi-nel-bosco-web-non-perdendo-mai-la-traccia/</guid>
		<description><![CDATA[Non vuole essere, oggi, il resoconto di un convegno, ma la condivisione di come il territorio si stia interrogando sul ruolo dei genitori e dei loro figli davanti ai new media. Preoccupazione da una parte, grandissime opportunità dall’altra. Tutto dipende da chi sta davanti ad una tastiera, davanti ad un monitor. Tutto dipende da chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vuole essere, oggi, il resoconto di un convegno, ma la condivisione di come il territorio si stia interrogando sul ruolo dei genitori e dei loro figli davanti ai new media. Preoccupazione da una parte, grandissime opportunità dall’altra. Tutto dipende da chi sta davanti ad una tastiera, davanti ad un monitor. Tutto dipende da chi sono i testimoni e cosa comunicano: proprie verità, o la Verità nel frammento delle nostre.<br />
Il tema era: “Genitori e Bambini davanti ai nuovi media &#8211; Salvare i bambini dai pericoli del web”. Questo il tema di un incontro-dibattito promosso ed organizzato dalla presidenza parrocchiale dell’Azione Cattolica della parrocchia Immacolata Concezione – Chiesa Madre di Carlentini (Diocesi di Siracusa).<br />
Il dibattito – svoltosi ieri- mi ha visto relatore (non vi tedio con il mio intervento) e mi ha permesso, tra le altre cose, di presentare il blog “Intrappolati nella rete” e il convegno “Testimoni digitali”. Mi permetto condividere alcune considerazioni, che mi sono appuntato e che ritengo utili per l’approfondimento e la preparazione ad agire bene per il bene nel e del web.<br />
Iniziamo con le dichiarazioni iniziali che il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro, ha rivolto a circa 500 persone presenti:<br />
“Il tema scelto dalla presidenza parrocchiale di Azione Cattolica – ha detto il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro &#8211; ha due obiettivi: Il primo che consiste nel ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale. La famiglia è stata definita da Vittorio Bachelet come «Cellula di Pace,[…] non solo perché, destinata com’è a trasmettere e far crescere la vita, è radicalmente contraria allo spirito di Caino che è spirito di morte, ma perché è cellula nella quale si impara che solo nella reciproca dedizione, caratteri, mentalità e generazioni diverse si possono incontrare in una comunità gioiosa che non annulla le diversità ma ne fa contributo all’arricchimento di tutti». Il secondo consiste nel <strong>ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete il relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico</strong>”.<br />
“Purtroppo – ha aggiunto Castro -<strong> il mondo di internet diventa, parafrasando un opera di Martin Heidegger, un Holzwege (Sentieri interrotti), cioè un “luogo” in cui un sentiero ci introduce nel “bosco” e poi si perde la traccia per uscirne fuori.</strong> Quello diventa in momento critico in cui il bambino è in balia di se stesso e facile preda di qualcuno che può fargli del male e che approfitta della poca esperienza del bambino per offenderlo nella natura umana e divina, si divina perché ognuno di noi è “Imago Dei” e i bambini lo sono nel grado sommo della purezza”.<br />
Seguirà nei prossimi giorni (e lo invierò anche alla redazione del portale Testimoni digitali) dell’interessante messaggio che lo stesso presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana <strong>Franco Miano</strong> ha fatto pervenire all’incontro, impossibilitato a partecipare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/25/introdursi-nel-bosco-web-non-perdendo-mai-la-traccia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La famiglia: microweb della comunicazione.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/23/la-famiglia-microweb-della-comunicazione/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/23/la-famiglia-microweb-della-comunicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 23:10:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/23/la-famiglia-microweb-della-comunicazione/</guid>
		<description><![CDATA[Un adolescente mi ha raccontato che parla con suo padre attraverso i socialnetwork, anche quando è a lavoro. Dedica, quando è in ufficio, qualche ora a questo ragazzo, bisognoso di attenzione e di ascolto. In un primo momento mi sono detto: meglio di niente. Meglio qualche ora in chat che a casa? Magari dientro una scrivania, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un adolescente mi ha raccontato che parla con suo padre attraverso i socialnetwork, anche quando è a lavoro. Dedica, quando è in ufficio, qualche ora a questo ragazzo, bisognoso di attenzione e di ascolto. In un primo momento mi sono detto: meglio di niente. Meglio qualche ora in chat che a casa? Magari dientro una scrivania, o nel divano, o ai piedi del letto, mentre una croce ti traccia la fronte in segno di benedizione? Mentre ti senti abbracciato e rincuorato nel tuo profondo bisogno di &#8220;sopravvivere&#8221; a questa profonda solitudine esistenziale?  Ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale.  Dobbiamo saper definire il ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete, in relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico. La famiglia, anche se in crisi di identità, subisce anche lei la &#8220;precarietà e la mobilità esistenziale&#8221;, riveste un ruolo fondamentale ed è il luogo dove si trasmettono i valori, la fede e l&#8217; educazione. Potremmo pensare alla famiglia come un &#8220;microweb&#8221;, che se disconnesso, non trasmette i dati e interrompe la trasmissione. Se connesso, insieme si vive.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/23/la-famiglia-microweb-della-comunicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il silenzio dei monasteri</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/20/il-silenzio-dei-monasteri/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/20/il-silenzio-dei-monasteri/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 14:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[clausura]]></category>
		<category><![CDATA[digitali]]></category>
		<category><![CDATA[oasi]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
		<category><![CDATA[regno di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/20/il-silenzio-dei-monasteri/</guid>
		<description><![CDATA[Non sono inutili, ma una forte testimonianza per tutti: credenti e non: digitali e reali. Le persone cha abbracciano la clausura hanno compreso che il Regno di Dio è un tesoro per il quale vale la pena lasciare e abbandonare tutto ciò che si possiede. Fratelli e sorelle che ci testimoniano silenziosamente (anche online – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono inutili, ma una forte testimonianza per tutti: credenti e non: digitali e reali. Le persone cha abbracciano la clausura hanno compreso che il Regno di Dio è un tesoro per il quale vale la pena lasciare e abbandonare tutto ciò che si possiede. Fratelli e sorelle che ci testimoniano silenziosamente (anche online – si scorga e si faccia visita alla loro discreta presenza con un portale dove presentano la loro vita, il loro carisma, la loro vocazione). Ci testimoniano che in mezzo alle vicende convulse e disgreganti della vita, unico sostegno che mai vacilla, roccia della fedeltà e dell’amore  è Dio. Solo Lui. Nel mondo reale e in quello digitali, i monasteri di clausura, sono gli “spazi verdi” del mondo globalizzato. Possibili oasi nelle quali l’uomo, navigante sulla rete, può meglio vivere il ristoro, la fatica. Bere un bicchiere di spirito, una preghiera, una canzone, una Parola. Magari insieme celebrare le Lodi e i Vespri. Ho ricordato questi testimoni silenziosi perchè mi è arrivata una email dalle Monache Carmelitane di Carpineto, che vi invito a visitare <a href="http://www.monasterocarpineto.it">http://www.monasterocarpineto.it</a> . Grazie delle vostre preghiere e dell&#8217;incoraggiamento nella fede. Una bella presenza, da non dimenticare: loro e le altre &#8220;oasi&#8221; di preghiera, di silenzio e di vocazione nel web.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/20/il-silenzio-dei-monasteri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Anche nel web.</title>
		<link>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/18/rubare-o-mentire-non-puo-essere-giustificato-come-una-debolezza-umana-anche-nel-web/</link>
		<comments>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/18/rubare-o-mentire-non-puo-essere-giustificato-come-una-debolezza-umana-anche-nel-web/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>donfortunato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[cybercrime]]></category>
		<category><![CDATA[diocesi]]></category>
		<category><![CDATA[mentire]]></category>
		<category><![CDATA[parrocchia]]></category>
		<category><![CDATA[rubare]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/18/rubare-o-mentire-non-puo-essere-giustificato-come-una-debolezza-umana-anche-nel-web/</guid>
		<description><![CDATA[Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Le parole “a braccio” del Papa rivolte al clero romano possono essere oggetto di riflessione per noi “navigatori online” e testimoni della Verità.
«Non si dica più &#8211; ha affermato il Papa &#8211; ha mentito, è umano; ha rubato, è umano». «Questo &#8211; ha aggiunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Le parole “a braccio” del Papa rivolte al clero romano possono essere oggetto di riflessione per noi “navigatori online” e testimoni della Verità.<br />
«Non si dica più &#8211; ha affermato il Papa &#8211; ha mentito, è umano; ha rubato, è umano». «Questo &#8211; ha aggiunto &#8211; non è il vero essere umani. Essere umani vuol dire esseri generosi, volere la giustizia, la prudenza, la saggezza essere a immagine di Dio», perchè «il peccato non è mai solidarietà è sempre assenza di solidarietà».</p>
<p>Tutti coloro che navigano sono vulnerabili. Trasgredire i comandamenti come “non rubare, non dire falsa testimonianza, non desiderare la donna altrui, non commettere atti impuri” è di tutti. Il web amplifica il peccato e il reato. Non dimentichiamo che i “cattivi” sono molto organizzati e sofisticati e le loro azioni possono essere devastanti e pericolose. Possiamo subirne le conseguenze, ma possiamo essere anche noi con deliberata coscienza a operare male nel male. Con conseguenze devastanti. Non vi tedio nel parlare della “struttura di peccato”, né tantomeno che il “peccato di uno ricade su tutti”, immaginate nel web.<br />
E’ accertato che ogni giorno centinaia di migliaia di computer vengono infettati da virus o attaccati per molteplici motivi. Utenti che perdono per sempre dati a causa di infiltrazioni nel PC o del crash dell’hard disk. Un mercato nero di “ladri” dove possono vendere e acquistare informazioni personali o programmi per attaccare sistemi informatici.</p>
<p>Ci vuole sempre vigilanza! Nell’ospitare ad esempio sul sito della diocesi, della parrocchia, della associazione un <strong>messaggio falso</strong> attraverso il quale appropriarsi dei dati sensibili di un navigatore (il cosiddetto &#8216;phishing&#8217;) costa circa 10 dollari, mentre per aggiudicarsi gli strumenti informatici per penetrare nel database di una banca si sale fino a 3mila dollari.</p>
<p>Le<strong> carte di credito</strong> sono i maggiori beni scambiati nel suk (mercato) dei “truffatori virtuali”. Le informazioni che possono entrare in possesso di malintenzionati non riguardano solo il numero della carta o la data di scadenza, ma anche i dati personali del proprietario, il codice di sicurezza e il Pin. Informazioni che possono fruttare fino a 30 euro per carta a chi riesce a carpirle al malcapitato internauta. Le <strong>transazioni illecite</strong>, ci sono i dati dei depositi bancari che, se il titolare del conto e&#8217; particolarmente facoltoso, possono essere venduti anche per mille dollari.<br />
Un tempo il movente era “sfidare la rete”, oggi è “rubare e fare soldi facili”. I dati delle loro carte di credito vengono utilizzati per effettuare acquisti <em>online </em>per poi rivendere sul mercato nero quanto acquistato, prima che le malcapitate vittime si rendano conto degli improvvisi buchi nel loro estratto conto.</p>
<p>Gli strumenti a disposizione dei meno malintenzionati e  più “criminali” della rete sono molteplici e sempre più raffinati. Chi di voi non riceve al mese centinai di e-mail false che promettono vincite e donazioni di “donne generose e altruiste, che hanno conosciuto il Signore”. Lo <strong>spam</strong> nel 90% delle e-mail inviate in tutto il mondo e&#8217; fraudolenta. Le <strong>missive ingannevoli</strong> crescono con percentuali al mese vertiginose e possono prendere le forme più diverse, da un finto messaggio dalla propria banca o della posta che invita a inserire gli estremi del proprio conto per una verifica fino alla richiesta di fondi di un&#8217;inesistente associazione benefica (laica e cristiana). Un&#8217;attività redditizia.<br />
Il <strong>porno e le scommesse online</strong> sono i cavalli di Troia (troian) più diffusi. Scaricando un filmato a luci rosse si rischia di scaricare anche uno scippatore virtuale. E questo accade a tutti, anche se, dobbiamo dirlo, un cristiano che ci va a fare nei siti porno?<br />
Pericolosi, invasivi e pervasivi sono anche alcuni utenti sui socilanetwork come Myspace e Facebook. Un raggiro molto comune consiste nel creare un <strong>falso profilo</strong> che installa uno <strong>spyware</strong> nel computer di chi lo aggiunge tra i suoi contatti per poi chiedere 30 dollari per rimuoverlo. Ricatto e truffa. E il crimine online può infine colpire chi e&#8217; tra i più indifesi anche nel mondo reale.<br />
Migliaia di minori ha ricevuto approcci e <strong>adescamenti (groming</strong>) di carattere sessuale sul web. E, a differenza di chi si fa ripulire il conto in banca dopo un incauto shopping virtuale, per chi cade nella rete dei cyberpedofili nessun risarcimento sarà possibile.</p>
<p>Non parliamo della “<strong>calunnia online</strong>” dello <strong>stalking virtuale</strong>, del <strong>cyber bullismo</strong>.</p>
<p>Rubare o mentire non può essere giustificato come una debolezza umana. Ha ragione il papa non solo per i preti, ma per tutti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://intrappolatinellarete.blog.testimonidigitali.it/wordpress-mu/2010/02/18/rubare-o-mentire-non-puo-essere-giustificato-come-una-debolezza-umana-anche-nel-web/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
