“Sacerdote sorpreso a fare sesso con una 15enne adescata in chat.
Si era spacciato in Rete per professore: scoperto sulla Tangenziale in via Cinthia (Napoli) e denunciato”.
Non voglio dare un giudizio, la triste notizia si commenta da sè e spero che questo prete sia perseguito penalmente e canonicamente. No, non possono essere solo considerati degli “scivoloni pruriginosi sessuali”. Mi vergogno di questi fatti così incresciosi, subdoli che ledono ogni ragione e dignità delle persone, immaginate se si tratta di minori in difficoltà familiari e personali.
Questo non è amore, non è affetto, non è accompagnamento spirituale. Sono fatti gravi che non possono esserci giustificazioni. Internet, strumento che aiuta anche la solitudine, le difficoltà esistenziali delle persone (in fondo si comunica per sopravvivere in questa società distratta e individualista!) può essere utilizzato da persone, in questo cosa adulte, per carpire intenzionalmente persone deboli, con la pretesa di un affetto e un amore falso e malato. Vigilanza e intelligenza.
Attenzione chi incontrate in chat, non sempre chi stà dall’altra parte è quello che voi pensate. Si possono incontrare straordinarie persone, vecchi amici, ma si possono incontrare false identità che inducono a farsi male, nell’ingenuità di pensare che ci vogliono bene.
Tags: chat, chiesa, facebook, falso professore, identità, pedofilia, prete
purtroppo su fatti come questi i giornalisti, ossia le “iene dattilografe”, ci campano un mese… danneggiando tutti gli altri che fanno un lavoro quotidiano nel silenzio e nell’umiltà, come quello che svolge lei e che purtroppo, non essendo “bizzarro” o “scandalistico”, non fa vendere tanti giornali. È la società di oggi: frutto delle trasmissioni di certa televisione “commerciale”.