Archive for luglio, 2010

La pedofilia fa notizia solo quando è legata ai sacerdoti.

mercoledì, luglio 28th, 2010

Mi permetto condividere con Voi questa intervista su Zenit.org.

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ROMA, mercoledì, 28 luglio 2010 (ZENIT.org).- La pedofilia è un crimine che fa notizia solo quando è legato agli abusi commessi dai sacerdoti. E’ il commento amaro di don Fortunato Di Noto, pioniere nella lotta alla pedofilia e fondatore dell’associazione Meter (www.associazionemeter.org), che da oltre 20 anni si batte in prima linea contro questa piaga sociale.

“La cosa più impressionante – afferma il sacerdote di Avola in una intervista ad h2onews.org, accennando agli scandali che hanno investito la Chiesa – è che si sia parlato di pedofilia del clero ma non si sia parlato ad esempio della pedofilia come fenomeno mondiale. E il fenomeno mondiale degli abusi sessuali è sotto gli occhi di tutti”.

Esistono, infatti, in tutto il mondo movimenti politici pedofili, e una lobby pedocriminale che attraverso lo sfruttamento sessuale ma anche la vendita di video, foto e gadget ha creato un giro di affari che va dai 2 ai 13 miliardi di euro l’anno, per un totale di 200.000 minori coinvolti.

Inoltre, secondo quanto più volte denunciato da don Di Noto, la Rete ha portato a una vera globalizzazione del fenomeno della pedofilia, che ha ridisegnato la mappa del turismo sessuale tradizionalmente legato ai paesi del Sudest asiatico.

Infatti dall’analisi delle 1.560 segnalazioni – in tutto 7.240 gli indirizzi (siti e riferimenti) – inoltrate nel 2009 dall’associazione Meter alla Polizia Postale e alle Polizie estere, gli USA risultavano in testa con il 23% del totale, tallonati dalla Russia a quota 22%, al terzo posto l’Europa con il 15%.

“Quello che mi impressiona e quello che in fondo fa la differenza – ha commentato ancora don Di Noto – è che i quotidiani, probabilmente molto indirizzati dalle lobby della comunicazione, hanno voluto parlare di più di questo che non parlare della gravità della pedocriminalità, della gravità dello sfruttamento sessuale dei bambini, della gravità del turismo sessuale sui bambini, della gravità della vendita dei bambini e della gravità dello stupro sui bambini”.

“Questa è la dimostrazione visibile e plateale di come certa stampa, mossa da certi tipi di lobby di pensiero, comunichi a volte notizie false, non verificabili, o anche strumentali”, ha poi concluso.

[Per vedere il video dell'intervista: http://h2onews.org/]

Far finta di niente?

sabato, luglio 24th, 2010

Isolati scandali. Strumentali per buttare discredito e sospetti. Ci mancava, e non sarà l’ultima, l’inchiesta sui “preti gay” e le “notti brave”. Essendo parroco, a contatto con la gente, non posso negare il disorientamento dei fedeli, la fatica di dire la verità, senza intrappolarli nella velata menzogna. Raccontare le buone cose che vi sono nella comunità dei fedeli e la gioia, nella fatica di essere testimoni. E’ proprio vero, perchè rimanere preti quando non si è preti. Un fatto “ontologico/sacramentale” o un comodo e consolante modo di vivere in attesa della conversione definitiva? Pongo domende e per quanto mi rigurda cerco di vivere le risposte …. di viverle ogni giorno.

L’attacco hacker al sito web Vaticano? Un’operazione di marketing.

mercoledì, luglio 21st, 2010

L’hackeraggio al sito del Vaticano di sabato? È solo un’operazione di marketing per farsi pubblicità.
Una squallida pubblicità sulla pelle delle vittime della pedofilia e degli abusi dei sacerdoti. Tutto questo è grave e disdicevole che fà dimenticare l’opera a favore dei bambini e l’impegno contro questo drammatico fenomeno che già frutta miliardi alle organizzazioni pedocriminali.

Sabato scorso (17 luglio) se ricordate qualcuno ha posizionato un sito dal titolo ‘pedofilo.com’ in testa ai risultati di Google ottenuti inserendo la stringa ‘vatican’. Bene, è stata solo pubblicità e chi lo ha fatto se ne vanta pubblicamente.

Infatti la società che ha compiuto quest’operazione – e che in un primo momento si è scusata col Vaticano – annuncia trionfalmente nella propria homepage: ‘Siamo i leader nel posizionamento. Sappiamo davvero come posizionare un indirizzo online, tutto il mondo lo sa. Siamo riusciti a posizionare www.pedofilo.com in testa a 65,8 milioni di risultati incluso www.vatican.va quando su Google si cercava la parola ‘vatican’. Siamo contro gli abusi sessuali da parte dei sacerdoti (ma che c’entra con la loro operazione, N.d.R.?) e per questo alziamo la voce come tante persone nel mondo esigendo che la Chiesa la finisca con questi atti imperdonabili’”.

E ancora: “Siamo riusciti a fare questo con il SEO (Ottimizzazione Motori di Ricerca, N.d.R.), non abbiamo fatto un Google Bombing né abbiamo fatto hackeraggio di nessun server dell’ottima compagnia Google che ammiriamo per gli eccellenti servizi web che offre. Se vuoi essere la prima opzione per i tuoi clienti su Internet, devi subito contattarci, tutti i giornali nel mondo dimostrano che siamo i migliori: CNN, Gizmodo, Msn.com, El Mundo, Milenio, Catholic News Agency, Farfesh, Taller SEO, Zenit, El Financiero, La Repubblica”.

Vorrei concludere che tutto questo è miserabile e dimostra come su drammi così gravi si possa sfruttare per fare marketing, come se già non bastassero i miliardi che le organizzazioni pedocriminali guadagnano sui bambini. Una cosa da accattoni del web.

“Signore, voglio giustizia” per Francesco Ferreri

venerdì, luglio 9th, 2010

E’ stata celebrata oggi dalla Diocesi di Piazza Armerina e dalla Associazione Meter, la manifestazione “Giustizia per Francesco Ferreri”, il ragazzino di 13 anni violentato e ucciso a Barrafranca (En) il 16 dicembre 2005 e di cui, ancora oggi, non si conoscono i colpevoli. A invocarla è stato il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, che ha invitatato e ha risposto la sua diocesi con la partecipazione di circa 2000 persone di cui mille minori alla marcia intitolata “Giustizia per Francesco”. Lo scorso maggio sono stati assolti dalla Corte di Appello di Caltanissetta i quattro imputati per l’omicidio di Francesco, condannati in primo grado. La manifestazione, organizzata con l’associazione Meter (www.associazionemeter.org ), si è svolta con una marcia e poi una messa in suffragio di Francesco, celebrata da mons. Pennisi, di fronte al comune di Barrafranca. «Dai bambini e dai ragazzi– scrive il presule – deve innalzarsi la richiesta di giustizia per Francesco per contrastare la vergognosa omertà che spesso attanaglia la nostra isola e permette ad assassini di tanti innocenti di camminare liberamente per le strade». Struggente il messaggio della mamma di Francesco: «Francesco, ora che i tuoi compagni hanno compiuto 18 anni spero che parlino per farti giustizia e per dare risposta alle domande assillanti ed inquietanti che si pongono i cittadini barresi». Il mio messaggio, letto in quella occasione, lo condivido con voi nei prossimi giorni. I mezzi di informazione erano assenti per lo sciopero, con la speranza che servi a qualcosa Speriamo che domani si possa scrivere di questa straordinaria manifestazione e dell’impegno di molti contro il silenzio e l’omertà. Sapere che c’è un omicida a piede libero angoscia e fa paura.

Adescata in chat da finto professore. E’ un prete.

martedì, luglio 6th, 2010

“Sacerdote sorpreso a fare sesso con una 15enne adescata in chat.
Si era spacciato in Rete per professore: scoperto sulla Tangenziale in via Cinthia (Napoli) e denunciato”.
Non voglio dare un giudizio, la triste notizia si commenta da sè e spero che questo prete sia perseguito penalmente e canonicamente. No, non possono essere solo considerati degli “scivoloni pruriginosi sessuali”. Mi vergogno di questi fatti così incresciosi, subdoli che ledono ogni ragione e dignità delle persone, immaginate se si tratta di minori in difficoltà familiari e personali.
Questo non è amore, non è affetto, non è accompagnamento spirituale. Sono fatti gravi che non possono esserci giustificazioni. Internet, strumento che aiuta anche la solitudine, le difficoltà esistenziali delle persone (in fondo si comunica per sopravvivere in questa società distratta e individualista!) può essere utilizzato da persone, in questo cosa adulte, per carpire intenzionalmente persone deboli, con la pretesa di un affetto e un amore falso e malato. Vigilanza e intelligenza.
Attenzione chi incontrate in chat, non sempre chi stà dall’altra parte è quello che voi pensate. Si possono incontrare straordinarie persone, vecchi amici, ma si possono incontrare false identità che inducono a farsi male, nell’ingenuità di pensare che ci vogliono bene.