Archive for aprile, 2010

Solo pericoli su Internet?

mercoledì, aprile 7th, 2010

Sulla scia della emergenza educativa Vita Pastorale (n.4/2010) pag. 70-72 ha ritenuto pubblicare un mio intervento che risponde alle seguenti domande: “Internet è diseducativo? Pericoloso? E’ una opportunità o un rifugio? Una fuga mundi che permette di deresponsabilizzarsi? E’ meglio, quasi positivo, un incontro virtuale con un pedofilo e magari scegliere di disconnetersi, oppure un incontro reale con le sue conseguenze devastanti per un bambino? (Negroponte). E’ più educativo che giovani e adulti “fannulloni” possano incitare (in nome della libertà di espressione) alla violenza, all’eleminazione di bambini Down e quant’altro, oppure agire concretamente contro le categorie deboli della società?

Il nuovo millennio è contrassegnato dall’uso di Internet, che ha portato a un progresso tecnologico senza precedenti nella storia dell’umanità. Perchè è su questo che dobbiamo metterci d’accordo, e siccome la società è liquida (Bauman) anche il pensiero più che debole è “liquefatto”. Insiegniamo cose liquide ai giovani, e serve un “coagulante” o almeno uno “stabilizzatore” di valori.

Discutiamo su questo e nei prossimi giorni vi rendo pubblico tutto l’articolo se non riuscite a procurarlo prima.

Non omologhiamo la testimonianza del Risorto

venerdì, aprile 2nd, 2010

In questo luminoso Tempo di Pasqua tutti noi “amati da Dio e redenti dal Figlio” non possiamo non dare “ragione” e mostrare la nostra fede (1Pt 3,15). La testimonianza è veramente l’unica via, privilegiata manifestazione della via della salvezza.

Una testimonianza che intende essere coerente, forte, efficace, trasparente, fragile e «umile e appassionata, radicata in una spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell’unità inscindibile tra una fede amica dell’intelligenza e un amore che si fa servizio generoso e gratuito» (CEI, “Rigenerati per una speranza viva” (1Pt 1,3): testimoni del “grande sì” di Dio all’uomo, 11).

Il compimento di tutto il mistero pasquale e l’inizio dell’avventura tra gli uomini della Chiesa è “di me sarete Testimoni (At 1,8)”. Una Chiesa Testimone presente come segno del Signore risorto. Una Chiesa che non indietreggia mai, ma che cammina sempre e che attraverso i “toccati da Dio” nelle vicende umane tra le gioie e le sofferenze, noi “redenti in Lui” sono visibili e riconoscibili con un impegno colmo e pieno per la verità che è Gesù Cristo. La vita cristiana non può essere relegata al “solo privato” essa è “pubblica”. Tutto deve essere testimoniato “guardando, alzando lo sguardo a Lui”. Tutti Lo vedranno. Tutti devono vederci come Lui ci ha resi bellezza nonostante il peccato che ci ha disumanizzato e ci lega alla morte. Testimoni di comunità. Anche nel web.
L’abbiamo più volte detto e sottolineato: nel Nuovo testamento per “testimone” il termine usato è martys (colui che arriverà a sacrificare la propria esistenza a motivo dell’annuncio di Cristo”. I martiri venivano “sacrificati”, “uccisi” nelle arene, nei circhi, nelle piazze “pubblicamente”. Ho l’impressione che il nuovo villaggio globale del web stia omologando la nostra testimonianza di redenti. Nell’immagine dei “soldati che dormono davanti al sepolcro” forse ci siamo anche noi. Non speriemtando così la “risurrezione” e l’invio del Risorto: andate e annunciate. Vi aspetto in Galilea. E’ un rischio! Dimenticare il Risorto. Gesù afferma (cfr. Gv 15,13), che non è possibile dare la vita per un’idea o per un sistema, ma soltanto per una persona. Forse stiamo molto dando per “l’idea del web” (con annessi e connessi interessi). Già, dico solo “forse”. La Pasqua ci apre alla testimonianza.

RISORTI NEL RISORTO.

Mi hai incontrato

nel buio della vita.

Nella Tua luce

mi immergo per vivere.

Nel Tuo essere qui

esulta il mio andare

verso il dono

della vita eterna.

Ho vissuto la Tua conquista.

Cammino verso pascoli rigolgiosi di vita.

Nella Vita io vivo.

Avola, 28 marzo 2010