Archive for marzo, 2010

Quel grido da 21 anni. E i silenzi «laici»?

mercoledì, marzo 31st, 2010

Spesso molte notizie, nell’era della comunicazione globale, sfuggono alla attenzione di chi legge e fa informazione. Ciò deriva una cattiva e distorta informazione e non si fa nessun servizio alla “Verità che è Dio” e alla verità nell’uomo.
Riporto questo articolo, sfuggito anche a me, che rende l’informazione corretta e di efficace “testimonianza” delle e per le ultime vicende che coinvolgono la Chiesa e lo scandalo della pedofilia. Parla di Meter.

Lupus in pagina Rosso Malpelo di Gianni Gennari (Avvenire, 28 marzo 2010)

“Dal ‘Sole24Ore.com’ (26/3) leggo l’intervista a don Fortunato Di Noto che nel 1989 ha fondato ‘Meter ‘, associazione dedita a denuncia attiva dei crimini di pedofilia nella società, senza riguardo per nessuno, preti compresi, e poi i giornali in edicola traboccanti dei rimbalzi delle accuse mosse a Papa e Chiesa e delle speculazioni che ci vengono costruite su. E mi chiedo: in questi 21 anni grande stampa e istituzioni laiche italiane o internazionali, hanno mai promosso campagne di denuncia e allarme contro il fenomeno che tocca tutti gli ambienti, dalle famiglie ai luoghi di lavoro, e tutte le categorie? Leggo tanto, e scrivo qui da quasi 14 anni, ma non riesco a ricordare qualcosa di consistente fuori da ‘Avvenire’. Posso chiedere ai colleghi di ‘Corsera’, ‘Repubblica’, ‘Giornale’, ‘Unità’, ‘Manifesto’, ‘Stampa’, ‘Liberazione’ e via via fino al ‘Fatto’ quante denunce, quante inchieste hanno pubblicato, quanti allarmi lanciato dal 1989 a oggi? Domanda valida anche per NYT, Monde, País, Frankfurter Allgemeine e via mondializzando le pagine, oggi piene di sdegni mirati. Da solo non trovo risposta. Ovvio che anche le percentuali, pur minime, di casi di ecclesiastici sono il peggio del peggio e il troppo del troppo! Ovvio che in realtà certi crimini non si riparano mai e che «al primo posto le vittime», ma se leggi da ogni parte accuse incrociate che sparano più in alto possibile nella Chiesa, e se ieri ‘Il Fatto’ (p. 9: ‘Dal Vaticano solo silenzio…’) dà come «fatti nudi e crudi» notizie denudate di aspetti essenziali, allora qualcosa è distorto, e la vergogna dovrebbe essere almeno un po’ più condivisa. Dunque Malpelo attende notizie delle paginate mai date o che gli saranno sfuggite: felice di darle.

La “memoria di Lui”.

sabato, marzo 27th, 2010

L’inzio della Settimana Santa impone un periodo intenso di “memoria” attraverso le azioni liturgiche con le comunità cristiane di appartenenza nonchè in quelle dove, da parroci e ministri, serviamo la Chiesa vivo corpo pasquale del Signore risorto. Credo che nessuno si offenderà se le nostre riflessioni avranno un breve momento di arresto, anche se si scriveranno brevi riflessioni e meditazioni per condividere con chi si sta preparando all’evento dei “testimoni digitali”. Nella settimana santa e nel cuore della vita cristiana con il triduo pasquale il web, almeno da parte mia, sarà solo un restante momento perché ha ragione chi dice che “internet ci fa perdere la memoria e la concentrazione”. A Lui rivolgiamo il nostro sguardo, a Lui offriamo le lodi di ringraziamento, a Lui tutti si protende. In Lui si fa memoria la nostra salvezza.

Indietro non si torna. La lettera del Papa all’Irlanda anche per noi.

mercoledì, marzo 24th, 2010

Nel blog, molto raramente ho voluto affrontare il triste fenomeno degli abusi sessuali (reali e virtuali). In questi giorni i media, ho avuto l’impressione e credo che non sia finita, hanno “assediato” (giustamente, anche se con molti toni fuori dalle righe e al limite della cattiva informazione con plateali attacchi al cristianesimo e alla Chiesa Cattolica) la tristissima vicenda di alcuni sacerdoti coinvolti negli abusi sessuali in Europa. Con molto senso di responsabilità ho dovuto affrontare numerosi giornalisti (da tutto il mondo) che mi chiedevano considerazioni in merito. Credo che avremo ancora da discutere e affrontare il problema, e auspico che nella comunicazione mediatica ci sia sempre il racconto della verità e la delicatezza con fermezza per affrontare la pedofilia che coinvolge, vittime, i bambini. Se lo desiderate, vi rimando all’intervista che è uscita su Famiglia Cristiana n. 13, del 28.03.2010

 http://www.sanpaolo.org/fc/1013fc/1013fc44.htm

L’adulterio online. “Và e d’ora in poi non peccare più”.

domenica, marzo 21st, 2010

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più» (Gv. 1,10-11).
Quanti di noi, consapevolmente, abbiamo utilizzato il web per commettere dei peccati? Chi non ha utilizzato i motori di ricerca per visitare siti e portali non consoni alla vocazione a cui siamo stati chiamati? Chi non ha adulterato online? Tradito la fiducia di un amore, di una amicizia?
Chi invece, da “convertiti” non è più ritornato su quei peccati? Mi piacerebbe che qualcuno ci racontasse qualche storia. L’appello di oggi, ultima domenica di quaresima, è per tutti. Gesù e la sua misericordia si trova di fronte al peccato che vuole redimere; si trova anche di fronte ad una persona che vuole salvare. Ognuno di noi ha bisogno di questa inarrestabile misericordia e salvezza. Gesù condanna il peccato e salva il peccatore. Una pagina di vangelo che ci spinge a non ritornare sui vecchi passi e sentieri, sulle vecchie “navigazioni” che hanno offeso gli altri e schiavizzato la nostra libertà di figli di Dio. Ricordo che 10 anni Famiglia Cristiana poneva un quesito: “L’amante è solo su Internet? Anche questo è tradimento”. Anche questo è “adulterio”. Nessuna lapidazione, per carità, come anche nessuna vendetta. Ma annuncio di “perdono e misericordia” nella logica della conversione. In quella discussione in sintesi si disse: Chi dunque naviga con propositi non proprio virginali, non si illuda che immergendoli nel mare magnum di Internet diventino più bianchi: la morale cattolica non fa differenza fra una relazione vera e virtuale e si può quindi parlare di tradimento anche se il rapporto è solo on line. Condivido!

TV7 – Rai1 1, stasera. Occasione per testimoniare.

venerdì, marzo 19th, 2010

E’ un periodo intensissimo di incontri con bambini, ragazzi, giovani e famiglie. Non c’è occasione che non parli del Convegno Testimoni digitali. Una buona occasione per responsabilizzare, formare ed educare. Mi permetto, sempre in punta di piedi, di comunicarvi che stasera sarà trasmessa una mia intervista su Rai 1 (Tv7) ore 23,40 ca.: “Viaggio tra prospettive e le disillusioni di una generazione. E ancora il dolore del Papa per lo scandalo pedofilia …. ” (Avvenire, pag.30 di oggi). Un dramma, un serio problema che non deve mai farci perdere la speranza e la bellezza del sacerdozio. Ognuno ha le sue responsabilità, ma non sia per nessuno (cosa che i media e tanti altri) un attacco alla Chiesa. Un attacco deliberato e pianificato. E’ un tempo anche che ci permette di purificarci, di convertirci, di sperimentare l’amore in questo dolore. Un pensiero e l’accoglienza del dolore delle vittime. Una preghiera per tutti. La vicinanza a Benedetto XVI. La pedofilia è un fenomeno grave, esteso, globale. Una responsabilità di tutti e per tutti.

Nuovo analfabetismo digitale.

martedì, marzo 16th, 2010

Riflettevo su come la tecnologia digitale non è ancora vissuta e considerata come un bisogno primario, nè tantomeno un diritto, e quindi chi ne è escluso non la rivendica in modo forte, convincente. Infatti il divario non è solo in riferimento ai paesi industrializzati, tecnologicamente avanzati e paesi in via di sviluppo. Il divario digitale è molto probabilmente al non accesso alla formazione e alla alfabetizzazione verso la tecnologia e linguaggi digitali. Interessante quello che dice J. Meyrowitz (Oltre il senso del luogo. L’impatto dei media elettronici sul comportamento sociale, 1993) che sintetizzo così: L’uso della tecnologia digitale implica un diverso modo di vivere e condividere lo spazio e un diverso modo di organizzare, percepire il tempo e il concetto della realtà. Per fare tutto questo è necessaria la “formazione e accesso alla formazione”. Per i nuovi nati digitali è più accessibile, ma per il gruppo dei giovani adulti (dai 35-40 anni in su) diventa molto più problematico. Nuove povertà e nuovo fenomeno dell’analfabetismo digitale. Le Caritas e le parrocchie dovranno attrezzarsi subito e presto.

Sobrio ed ebbro nel web.

lunedì, marzo 15th, 2010

Nella Bibbia la parola “sobrietà” viene usata in collegamento con l’azione del vegliare (cfr. 1 Tessalonicesi 5,6; 1 Pietro 1,13). Chi non è sobrio può essere rapidamente sedotto dal nemico o da influssi spirituali negativi (cfr. 2 Timoteo 2,26).
Sobrio è colui che vive in modo innocente, che non nuoce a nessuno. E’ colui che è sempre sveglio e vigile. E’ colui che ha uno stile di vita che incarna e vive sempre nei limiti del rispetto altrui, mettendo a disposizione il desiderio della ricerca e la scoperta della vita. E’  “quell’atteggiamento disinteressato, gratuito, estetico che nasce dallo stupore per l’essere e per la bellezza, il quale fa leggere nelle cose visibili il messaggio del Dio invisibile che le ha create” (cfr. Centesimus Annus, 37).

L’ebbro è invece colui che inebriato, esaltato, ubriaco, avvinazzato, agitato, su di giri, fuori le righe, sregolato, fuori controllo, smisurato compie atti che disumanizzano se stesso e coloro che stanno a contatto con lui.
Il web è lo specchio della nostra è una società ebbra di consumi, di piaceri, di cose materiali, è una società dell’abbondanza, dell’apparenza, del narcisismo che i sociologi come anche gli analisti definiscono affluente, edonista, opulenta.

Il web è o specchio degli uomini che scelgono lo stile della sobrietà. Non cadiamo nella trappola della banalità. Stà qui il segreto.

Il Presidente della Camera Fini cita la “Lettera ai bambini digitali”

venerdì, marzo 12th, 2010

E’ degna di nota, non per vanto, ma per il prestigioso contesto con relatori di altissimo livello. Il Presidente della Camera Giancarlo Fini, nel suo discorso cita la “Lettera ai bambini digitali”.

Ieri (11 marzo) si è svolto alla Camera dei Deputati il Convegno “Internet è libertà. Perchè dobbiamo difendere la rete” La Camera dei deputati ha ospitato prestigiosi ospiti, tra i quali il prof. Lawrence Lessig, che ha svolto la lectio magistralis dal titolo ‘Il Web e la trasparenza tra ideali e realtà’.
Il presidente Fini, tra le altre cose ha detto: ” Il mezzo che questa generazione usa quotidianamente per rapportarsi con la realtà, ma anche con gli amici, la scuola, lo sport, gli hobby, è internet. Non a caso, è ai giovani che si è rivolto un sacerdote avveduto e fortemente impegnato nel sociale, don Fortunato Di Noto, in una lettera ai cosiddetti ‘nuovi nati digitali’ sottolineando l’importanza della «rete per lo studio e per la didattica, per la solidarietà».
Ha rilanciato anche l’invito a “tutta la comunità internazionale a creare un forte movimento a sostegno dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2010 a internet, l’accesso al quale deve essere considerato un vero e proprio diritto fondamentale dell’uomo.

Ricordiamo la motivazione della candidatura, che mi sento di condividere in pieno fino a quando Internet non sarà per tutti e non solo di pochi, quando il “digital divide” sarà superato e appianato. Sul Nobel per la pace ne possiamo discutere! A lungo.
Comunque ecco la motivazione: «Abbiamo finalmente capito che internet non è una rete di computer. Ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa nuova civiltà sta costruendo dialettica, confronto e solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto. Ecco perché internet è strumento di pace. Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza. Ecco perché la rete merita il prossimo premio Nobel per la Pace: e sarà un Nobel dato a ciascuno di noi».

Per leggere tutto il discorso vi rimando a http://presidente.camera.it/

«Digitally distracted».

mercoledì, marzo 10th, 2010

«digitally distracted». Internet, pur ribadendo la sua quotidiana utilità, distrae e abbassa il livello culturale e la percezione della realtà, vita compresa anche negli appuntamenti liturgici e pastorali, quali s. messa, catechismo e incontri formativi. Possiamo sempre discuterne, ma arriveremo, nel momento clou della assuefazione di Internet a desiderare di farne a meno. Le università, la scuola permette l’utilizzo dei Personal computer portatile per raccogliere appunti, trascrivere lezioni. Quante volte è capitato, e lo posso testimoniare, inviare sms durante le omelie, con il iPhone, dei BlackBerry chattare con gli amici. Nonostante avvisi quali “spegnere i cellulari”, “non utilizzare il BlackBerry per registrare commenti e avvisi”. Computer sempre acceso? Molte università e istituti scolastici stanno provvedendo a limitare l’acceso al web durante le ore scolastiche e stanno distribuendo “block notes” e matite e penne. E le parrocchie? C stiamo attrezzando anche noi: prima un biliardino e un ping pong, ora le sale di comunità con tanto di computer: sarà solo e l’unica strada o ce ne pentiremo? Ad ogni avventura tecnologica deve corrispondere sicurezza, lungimiranza e soprattutto non perdere mai di vista la vita reale. Mi ha infatti molto impressionato che qualche Caritas cittadina abbia attivato un corso di Internet per i bambini di famiglie “povere”, per non farli sentire esclusi. Dimenticando che non avevano neanche un quaderno, una penna, un libro …. e un panino per il tempo di ricreazione. Distratti, molto distratti, anche se innovativi.

La gioia del figlio.

martedì, marzo 9th, 2010

Una coppia di amici mi ha entusiasticamente comunicato la gioia di aspettare un figlio. Me lo ha comunicato in chat perché distanti molte miglia. E spesso in chat mi rendono partecipe della bellezza della vita, che si è anche un po’ “cretini” a non capire che c’è un uomo. Certo noi discutiamo del “nobel da dare a Internet” che “Internet per la BBC è sempre più un diritto universale”. E tutto questo, se da una parte mi entusiasma, dall’altra mi accorgo come i più elementari diritti alla vita, alla famiglia, al cibo e all’acqua vengono sistematicamente negati. E vorrei pensare a questo bambino che già è accolto da un padre e una madre che desiderano avere una loro casa, anche piccola, ma loro. Che possano pensare alla “stabilità” di un lavoro che permetta di vivere dignitosamente, che si possano sposare, magari senza troppa e grande pompa magna, ma gioire di un “si” e progettare gli affetti e non solo le emozioni che sono fine a se stessi. Gli affetti sono partecipazione nella vita e alla vita. Quello che non mi darà mai il web. Ho la percezione che il web non crea “affetti”, ma solo “emozioni comunicate”. Ma è pur sempre vero che il web mi veicola, ma non mi potrà mai dare, in nessun modo, la gioia di poter partecipare a questo evento della vita che ha il diritto di vivere.