La Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc

Ho seguito con molto interesse la vicenda di google e la vicenda di facebook (sparare sui bambini down). Due note perchè comunque ci siamo caduti tutti nella “trappola mediatica”.
Il gruppo su facebook, scritto da pochissimi facinorosi, ha avuto più di 1700 iscritti “contro”, che hanno protestato e denunciato il fatto. Ma tutti, anche da colonne di rinomati quotidiani, hanno versato fiumi di inchiostro per non dire che quasi tutti gli iscritti erano a protestare.
La vicenda su google: sterili proteste sulla libertà di espressione. Da 15 anni si discute della responsabilità dei gestori e dei server provider. Invocare sicurezza e responsabilità non significa dichiararsi censori.
Leggo sui giornali USA che l’Italia avrebbe spinto, con questa sentenza, per il controllo del Web. I garantisti americani possono stare tranquilli e smettere di strillare: nessuno in questo Paese ha mai spinto sulla censura e lo posso testimoniare. Semmai, basta guardare le nostre leggi in materia, l’Italia è fortemente impegnata nella lotta ai crimini contro l’infanzia, contro la divulgazione di materiale pedopornografico. E’ forse bene stabilire che una certa responsabilità se la potrebbero assumere i responsabili dei motori di ricerca e dei servizi Web. Hanno soldi, strumenti e possibilità: non basta una sottoscrizione e lasciar perdere. Perché nessuno dice che Internet debba essere censurata, ma è bene ribadire che la Rete favorisce in maniera oggi indiscutibile la divulgazione, detenzione, adescamento, e l’apologia della violenza in tutte le sue forme, nonché l’ostentazione della violenza stessa. Anche religiosa.
Ogni mezzo deve avere il benché minimo di sicurezza. E’ vero, non è il web e la sua libertà a venire colpita: ma come abbiamo diffuso per tanti il web dobbiamo educare i tanti e tutti al corretto uso. Perché la Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc, ma un prolungamento della nostra vita reale. Cui bisogna prestare molta, molta attenzione.

Tags: , , , ,

Leave a Reply