Lo conosco molto bene, il lato oascuro del web, e con Meter www.associazionemeter.org lo contrastiamo e lo segnaliamo con efficacia e con impegno educativo e responsabile promuovendo l’uso consapevole di Internet. I genitori e gli educatori, non devono “paralizzarsi”, sono chiamati a responsabilizzarsi. Nonostante la diffusione del web e l’utilizzo di massa, in molti casi regna l’ignoranza da parte di molti, in riferimento alla potenzialità dello stesso web e alla non conoscenza delle “regole” (che esistono) per la tutela dei “cittadini online”. Sono vari i “codici” che stabiliscono regole di responsabilità, auto-regolamentazioni, percorsi informativi e formativi (per esempio: il Codice di Autoregolamentazione Internet@Minori). Per non dimenticare le varie leggi che contrastano il turpe e triste fenomeno della pedofilia online e dello sfruttamento dei minori (Leggi n. 269/1998 e 36/2006) e il cybercrime (il crimine attraverso il web) o altri reati. La società civile reagisce, è più consapevole ed è più vigile. Possiamo difenderci pur essendo consapevoli che non bastano le azione repressive. Le regole e le leggi servono per la convivenza civile e anche se nel web regna una “anarchia ordinata”, alcuni utilizzano la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le risorse presenti in essa. Se è vero che non esiste una autorita’ centrale che regolamenti cosa si puo’ fare e cosa no, le leggi esistono e devono essere rispettate. Ciò non toglie la responsabilita’ individuale per il buon funzionamento delle cose.
La Chiesa non è immune ed è vigile su questo “fenomeno oscuro” e subdolo. Siti denigratori che attaccano gruppi religiosi (anche di varie religioni) o etnici (razzismo, antisemitismo, anti islamismo, anticristiani). Falsi siti cattolici, ed anche siti cristiani inneggiano alla violenza o per esempio alla positività della pedofilia e alla pornografia. Ne potremmo elencare centinaia, migliaia. Non dimenticherò, anche se con molto imbarazzo, l’aver segnalato in alcuni motori di ricerca cattolici (che non avevano nessun legame con quelli ufficiali) come facilmente si poteva trovare tutto e il contrario di tutto. Comprendiamo quindi come la pornografia e la violenza nei mezzi di comunicazione sociale, sono « la dimensione più buia della natura ferita dal peccato » (cfr. Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione, n. 7) e impone, od ogni uomo e domìnna responsabile etestimone autenticità, vigilanza, lealtà, correttezza e servizio nel rispetto della dignità di tutti.
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