Carissime/i,
sono felice di essere presente attraverso questo Blog, per comunicare con Voi. Il titolo “ Intrappolati nella rete” potrebbe essere interpretato con ambiguità. Per evitare confusione e interpretazioni fuorvianti, chiariamo l’intento della presenza attraverso “il diario online” in riferimento ai “Testimoni digitali”. Ci racconteremo e ci aiuteremo insieme a costruire un nuovo annuncio attraverso la Rete, non dimenticandoci mai della vita reale.
La parola “Trappola” rimanda allo “scandalo”. In effetti “scandalo” è una parola del Vangelo e proviene senza dubbio dal Cristo stesso. Significa esattamente: trabocchetto, trappola che si richiude sull’animale, ma anche pietra d’inciampo, ostacolo che può fare inciampare e cadere . La parola scandalo nel Nuovo Testamento appare 54volte.
Hans Urs Von Balthasar, durante il Meeting di Rimini del 1984 (ero presente a quell’evento) parlò d ello scandolo e della follia di Dio che interragno l’uomo. Credo siano illuminanti le sue parole per comprendere la presenza di questo Blog e per rilanciare con forza il fatto che “solo in Cristo” si rinnova l’uomo. L’uomo deve imparare ed essere educato a non essere “trappola e scandalo per gli altri” soprattutto per i piccoli e i deboli. Di tutto questo ne sono testimone con l’Associazione Meter (www.associazionemeter.org) . Ecco che la sfida si fa ardua. Portare il Vangelo di Gesù Cristo nel web è un grande dono affidato ai suoi testimoni, per rendere la vita dell’uomo una vita autentica e capace di generare risposte di significato alla ricerca dell’uomo che non può sopprimere la “ricerca di Dio”, anche in Internet.
Pertanto leggiamo insieme quello che ci dice Balthasar:
“Ci sono due tipi di scandalo: quello degli uomini che seducono i deboli, i piccoli, coloro che credono nell’esistenza del peccato e ai quali bisognerebbe attaccare una pietra al collo per farli sprofondare nel mare. E la libertà umana è minacciata dalla sua stessa debolezza: sventurati coloro che ne abusano. E questo accade sia nel mondo reale che in quello virtuale. Ma c’è un altro scandalo, quello del Cristo stesso, soprattutto del Cristo crocifisso, scandalo inevitabile per l’intera ragione umana, scandalo voluto e istituito, del resto, da Dio stesso, poiché sta scritto: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare ….. Se Dio istituisce lo scandalo in Sion, dà immediatamente anche il modo di evitarlo: chi crede in lui – è il Cristo quello di cui si parla – non sarà confuso. Ma chi è colui che crede non solo per un pezzo di cammino, come la folla, come la maggior parte degli apostoli, ma fino alla fine scandalosa, come quelle poche donne, come Maria e il discepolo prediletto? Unicamente colui che aderisce fino in fondo. San Pietro ripete: «Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare…e chi pone su essa la sua fede non sarà confuso» (1 P 2, 6), e aggiunge: «Essi vi inciampano perché non credono alla Parola» (1 P 2, 8), perché credono solo finché piace loro e sembra loro ragionevole e non finché la Parola dura, e cioè fino all’ignominia della Croce, in cui tutta la saggezza e la potenza umana sembrano confuse, in cui sembra contraddetta ogni parola del Cristo stesso, in cui sembra spenta ogni speranza in lui, il Messia. Sarà necessario molto tempo, anche dopo la Resurrezione, perché questi discepoli si convincano che la loro fede era insufficiente: l’annuncio delle donne sembra loro “puro vaneggiamento” (Luc 24, 11), Gesù deve rimproverare loro la loro incredulità (Mc 16, 14)”.
Comprendiamo allora, con queste straordinarie riflessioni, la ragione dell’annuncio del Vangelo di Cristo. Anche se esiste l’incredulità da parte di tanti e spesso anche di noi. Risuana sempre quel “volete andarvene anche voi” che ci dice Gesù. Ma i testimoni sono chiamati da Dio per questa missione, per restare con Lui e annunciare Lui.