Ho seguito con molto interesse la vicenda di google e la vicenda di facebook (sparare sui bambini down). Due note perchè comunque ci siamo caduti tutti nella “trappola mediatica”.
Il gruppo su facebook, scritto da pochissimi facinorosi, ha avuto più di 1700 iscritti “contro”, che hanno protestato e denunciato il fatto. Ma tutti, anche da colonne di rinomati quotidiani, hanno versato fiumi di inchiostro per non dire che quasi tutti gli iscritti erano a protestare.
La vicenda su google: sterili proteste sulla libertà di espressione. Da 15 anni si discute della responsabilità dei gestori e dei server provider. Invocare sicurezza e responsabilità non significa dichiararsi censori.
Leggo sui giornali USA che l’Italia avrebbe spinto, con questa sentenza, per il controllo del Web. I garantisti americani possono stare tranquilli e smettere di strillare: nessuno in questo Paese ha mai spinto sulla censura e lo posso testimoniare. Semmai, basta guardare le nostre leggi in materia, l’Italia è fortemente impegnata nella lotta ai crimini contro l’infanzia, contro la divulgazione di materiale pedopornografico. E’ forse bene stabilire che una certa responsabilità se la potrebbero assumere i responsabili dei motori di ricerca e dei servizi Web. Hanno soldi, strumenti e possibilità: non basta una sottoscrizione e lasciar perdere. Perché nessuno dice che Internet debba essere censurata, ma è bene ribadire che la Rete favorisce in maniera oggi indiscutibile la divulgazione, detenzione, adescamento, e l’apologia della violenza in tutte le sue forme, nonché l’ostentazione della violenza stessa. Anche religiosa.
Ogni mezzo deve avere il benché minimo di sicurezza. E’ vero, non è il web e la sua libertà a venire colpita: ma come abbiamo diffuso per tanti il web dobbiamo educare i tanti e tutti al corretto uso. Perché la Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc, ma un prolungamento della nostra vita reale. Cui bisogna prestare molta, molta attenzione.
Archive for febbraio, 2010
La Rete non è un luogo virtuale che ‘muore’ quando spegniamo il Pc
venerdì, febbraio 26th, 2010Introdursi nel bosco “web” non perdendo mai la traccia.
giovedì, febbraio 25th, 2010Non vuole essere, oggi, il resoconto di un convegno, ma la condivisione di come il territorio si stia interrogando sul ruolo dei genitori e dei loro figli davanti ai new media. Preoccupazione da una parte, grandissime opportunità dall’altra. Tutto dipende da chi sta davanti ad una tastiera, davanti ad un monitor. Tutto dipende da chi sono i testimoni e cosa comunicano: proprie verità, o la Verità nel frammento delle nostre.
Il tema era: “Genitori e Bambini davanti ai nuovi media – Salvare i bambini dai pericoli del web”. Questo il tema di un incontro-dibattito promosso ed organizzato dalla presidenza parrocchiale dell’Azione Cattolica della parrocchia Immacolata Concezione – Chiesa Madre di Carlentini (Diocesi di Siracusa).
Il dibattito – svoltosi ieri- mi ha visto relatore (non vi tedio con il mio intervento) e mi ha permesso, tra le altre cose, di presentare il blog “Intrappolati nella rete” e il convegno “Testimoni digitali”. Mi permetto condividere alcune considerazioni, che mi sono appuntato e che ritengo utili per l’approfondimento e la preparazione ad agire bene per il bene nel e del web.
Iniziamo con le dichiarazioni iniziali che il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro, ha rivolto a circa 500 persone presenti:
“Il tema scelto dalla presidenza parrocchiale di Azione Cattolica – ha detto il presidente parrocchiale di Azione Cattolica, prof. Alfio Castro – ha due obiettivi: Il primo che consiste nel ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale. La famiglia è stata definita da Vittorio Bachelet come «Cellula di Pace,[…] non solo perché, destinata com’è a trasmettere e far crescere la vita, è radicalmente contraria allo spirito di Caino che è spirito di morte, ma perché è cellula nella quale si impara che solo nella reciproca dedizione, caratteri, mentalità e generazioni diverse si possono incontrare in una comunità gioiosa che non annulla le diversità ma ne fa contributo all’arricchimento di tutti». Il secondo consiste nel ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete il relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico”.
“Purtroppo – ha aggiunto Castro - il mondo di internet diventa, parafrasando un opera di Martin Heidegger, un Holzwege (Sentieri interrotti), cioè un “luogo” in cui un sentiero ci introduce nel “bosco” e poi si perde la traccia per uscirne fuori. Quello diventa in momento critico in cui il bambino è in balia di se stesso e facile preda di qualcuno che può fargli del male e che approfitta della poca esperienza del bambino per offenderlo nella natura umana e divina, si divina perché ognuno di noi è “Imago Dei” e i bambini lo sono nel grado sommo della purezza”.
Seguirà nei prossimi giorni (e lo invierò anche alla redazione del portale Testimoni digitali) dell’interessante messaggio che lo stesso presidente nazionale di Azione Cattolica Italiana Franco Miano ha fatto pervenire all’incontro, impossibilitato a partecipare.
La famiglia: microweb della comunicazione.
martedì, febbraio 23rd, 2010Un adolescente mi ha raccontato che parla con suo padre attraverso i socialnetwork, anche quando è a lavoro. Dedica, quando è in ufficio, qualche ora a questo ragazzo, bisognoso di attenzione e di ascolto. In un primo momento mi sono detto: meglio di niente. Meglio qualche ora in chat che a casa? Magari dientro una scrivania, o nel divano, o ai piedi del letto, mentre una croce ti traccia la fronte in segno di benedizione? Mentre ti senti abbracciato e rincuorato nel tuo profondo bisogno di “sopravvivere” a questa profonda solitudine esistenziale? Ritenere fondamentale la centralità della famiglia nei confronti dell’educazione dei figli, e la grande responsabilità che essa ha nella loro crescita fisica, psichica e socio relazionale. Dobbiamo saper definire il ruolo che la famiglia veste in relazione all’educazione dei figli ai linguaggi dei nuovi media. Molto spesso le famiglie se non sono analfabete, in relazione ai linguaggi informatici, sono assenti nel momento in cui i bambini navigano in questo mondo cibernetico. La famiglia, anche se in crisi di identità, subisce anche lei la “precarietà e la mobilità esistenziale”, riveste un ruolo fondamentale ed è il luogo dove si trasmettono i valori, la fede e l’ educazione. Potremmo pensare alla famiglia come un “microweb”, che se disconnesso, non trasmette i dati e interrompe la trasmissione. Se connesso, insieme si vive.
Il silenzio dei monasteri
sabato, febbraio 20th, 2010Non sono inutili, ma una forte testimonianza per tutti: credenti e non: digitali e reali. Le persone cha abbracciano la clausura hanno compreso che il Regno di Dio è un tesoro per il quale vale la pena lasciare e abbandonare tutto ciò che si possiede. Fratelli e sorelle che ci testimoniano silenziosamente (anche online – si scorga e si faccia visita alla loro discreta presenza con un portale dove presentano la loro vita, il loro carisma, la loro vocazione). Ci testimoniano che in mezzo alle vicende convulse e disgreganti della vita, unico sostegno che mai vacilla, roccia della fedeltà e dell’amore è Dio. Solo Lui. Nel mondo reale e in quello digitali, i monasteri di clausura, sono gli “spazi verdi” del mondo globalizzato. Possibili oasi nelle quali l’uomo, navigante sulla rete, può meglio vivere il ristoro, la fatica. Bere un bicchiere di spirito, una preghiera, una canzone, una Parola. Magari insieme celebrare le Lodi e i Vespri. Ho ricordato questi testimoni silenziosi perchè mi è arrivata una email dalle Monache Carmelitane di Carpineto, che vi invito a visitare http://www.monasterocarpineto.it . Grazie delle vostre preghiere e dell’incoraggiamento nella fede. Una bella presenza, da non dimenticare: loro e le altre “oasi” di preghiera, di silenzio e di vocazione nel web.
La pedofilia è un offesa a Dio (Benedetto XVI).
mercoledì, febbraio 17th, 2010Non c’è quotidiano online (oltre che la carta stampata) nonché Avvenire che non riportano il triste resoconto della visita dei vescovi irlandesi che Benedetto XVI ha voluto incontrare per affrontare i problemi del passato e la crisi del presente. Una ferita e uno scandalo che deve essere affrontato con onestà e coraggio.
Oggi mi sono commosso. Per le vittime. Per il dolore del Papa. Per il silenzioso e quotidiano servizio dei miei volontari e di tanti altri. La percezione è quella dell’invito ad un maggiore impegno pastorale, culturale, educativo per l’infanzia che vive condizioni di disagio. In questo blog avevo deciso di non parlare di questo fenomeno, diffusissimo anche nel web. Ma avremo modo di delineare tra le altre cose l’impegno concreto e non frammentato dell’azione dei testimoni di Gesù Cristo. Perché la responsabilità dei cristiani, trasforma la società. Tutti nei siamo responsabili.
Fioretti di sms? Meno web in quaresima? Questione complessa.
martedì, febbraio 16th, 2010Seguo con attenzione la proposta dei “fioretti” e anch’io mi sono divertito (come Franco Cardini, leggi Avvenire pag.3 del 14/02/2010) a chiedere ai miei ragazzi di cercare sui motori di ricerca la parola “fioretti” e qualche giovanotto “smalizioso” mi ha detto di averlo già fatto. Vi chiederete perché “smalizioso”, questo ragazzotto intelligente e utilizzatore del web? Infatti cercando sul più importante motore di ricerca Google (diciamo laico) alla voce fioretti richiama a ben 837.000 riferimenti. Penalizzati i Fioretti di S. Francesco che si contano sulle dite ma spopola invece la Francesca Fioretti, una delle partecipanti al Grande Fratello 9 con tanto di foto succinte ed altro ancora. Meglio lasciar perdere: su ricerca immagini, solo poche copertine di libri e migliaia di foto. Impressionante la povertà dei contenuti. Poi i rimandi a società e ad altro contenuto. Ho capito il sorriso smalizioso del ragazzotto. E di questi esempi possiamo benissimo elencarne tanti. Cosa che non è successo su Catophedia http://it.cathopedia.org dove rimanda a testi in merito (S. Francesco, S. Antonio di Padova, Madre Teresa, Giovanni Paolo II). Non parliamo del diffuso e pubblicizzato motore “cattolico” (gestito da privati) cathoogle.com che oltre alle poco numerose voci che rimandano a S. Francesco e compagni, presenta potremmo dire tutto e al contrario di tutto. Così semplicemente. La base è il discernimento degli utilizzatori, ma gli utilizzatori sono stati formati? Da chi? Dobbiamo riempire il web di cultura. Una bella sfida.
La quaresima per noi cristiani è cosa molto più di un semplice fioretto. Qualcuno ha proposto di non inviare sms e tramutare il costo in opere di solidarietà e carità. Tentativi di mediazione educativa in merito agli sms, ma i problemi sono molto più complessi.
Come vigilare o educare milioni di “Bimbi promoter ingaggiati sul web” in Inghilterra e nel mondo, anche in Italia? Oggi i minorenni sono reclutati sui social network ai quali vengono offerti soldi in cambio di pubblicità. Esistono aspre polemiche sul nuovo “sfruttamento di lavoro minorile online” e gli esperti hanno calcolato che ogni bambino, oltre a essere un potenziale consumatore, può anche funzionare come un gigantesco moltiplicatore del messaggio pubblicitario: più efficace di tanti spot e manifesti. Il nuovo sito inglese specializzato in questo tipo di marketing si chiama … (per scelta e rispetto dei bambini non lo pubblicizzo). Questo sistema è una vera e propria potenza su Internet. L’agenzia ha reclutato centinaia di migliaia di bambini dai sette anni in su, con la promessa di regali e di una paghetta fino a 25 sterline (circa 28 euro) a settimana. Molti i casi senza controllo della famiglia dei minori sotto i 16 anni. Aggirano il sistema e le autorizzazioni. I bambini dovrebbero studiare, non lavorare online. Intrappolati. Speriamo che qualcuno sappia cosa sono i fioretti, o quantomeno diano tutta o parte della paghetta ai poveri, magari con un versamento online. Ci spero.
Le Beatitudini: “codice dei testimoni digitali”.
lunedì, febbraio 15th, 2010Le beatitudini sono il codice della vita cristiana, le regole scritte per i cristiani nel web, la sintesi del “messaggio rivoluzionario” che Cristo ha portato e annunciato al mondo: un messaggio di felicità e di verità. Un messaggio che Lui stesso ha vissuto e incarnato per primo. Le beatitudini sono il codice per i “testimoni nel web” e ne sono fermamente convinto. Ci riconosceranno nella società digitale se viviamo e testimoniamo, con autentica verità, ciò che Lui (Gesù Cristo) ha proclamato e vissuto. Per ora leggiamoli insieme e in questi prossimi giorni rifletteremo insieme. Attendo comunque delle vostre sollecitazioni e commenti.
“Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi. (Mt 5,1-11)”
La vigilanza di tutti per il “web oscuro”.
domenica, febbraio 14th, 2010Lo conosco molto bene, il lato oascuro del web, e con Meter www.associazionemeter.org lo contrastiamo e lo segnaliamo con efficacia e con impegno educativo e responsabile promuovendo l’uso consapevole di Internet. I genitori e gli educatori, non devono “paralizzarsi”, sono chiamati a responsabilizzarsi. Nonostante la diffusione del web e l’utilizzo di massa, in molti casi regna l’ignoranza da parte di molti, in riferimento alla potenzialità dello stesso web e alla non conoscenza delle “regole” (che esistono) per la tutela dei “cittadini online”. Sono vari i “codici” che stabiliscono regole di responsabilità, auto-regolamentazioni, percorsi informativi e formativi (per esempio: il Codice di Autoregolamentazione Internet@Minori). Per non dimenticare le varie leggi che contrastano il turpe e triste fenomeno della pedofilia online e dello sfruttamento dei minori (Leggi n. 269/1998 e 36/2006) e il cybercrime (il crimine attraverso il web) o altri reati. La società civile reagisce, è più consapevole ed è più vigile. Possiamo difenderci pur essendo consapevoli che non bastano le azione repressive. Le regole e le leggi servono per la convivenza civile e anche se nel web regna una “anarchia ordinata”, alcuni utilizzano la rete comportandosi da predatori o vandali saccheggiando le risorse presenti in essa. Se è vero che non esiste una autorita’ centrale che regolamenti cosa si puo’ fare e cosa no, le leggi esistono e devono essere rispettate. Ciò non toglie la responsabilita’ individuale per il buon funzionamento delle cose.
La Chiesa non è immune ed è vigile su questo “fenomeno oscuro” e subdolo. Siti denigratori che attaccano gruppi religiosi (anche di varie religioni) o etnici (razzismo, antisemitismo, anti islamismo, anticristiani). Falsi siti cattolici, ed anche siti cristiani inneggiano alla violenza o per esempio alla positività della pedofilia e alla pornografia. Ne potremmo elencare centinaia, migliaia. Non dimenticherò, anche se con molto imbarazzo, l’aver segnalato in alcuni motori di ricerca cattolici (che non avevano nessun legame con quelli ufficiali) come facilmente si poteva trovare tutto e il contrario di tutto. Comprendiamo quindi come la pornografia e la violenza nei mezzi di comunicazione sociale, sono « la dimensione più buia della natura ferita dal peccato » (cfr. Pornografia e Violenza nei Mezzi di Comunicazione, n. 7) e impone, od ogni uomo e domìnna responsabile etestimone autenticità, vigilanza, lealtà, correttezza e servizio nel rispetto della dignità di tutti.
La sconfitta dei potenti che ingannano attraverso Internet.
venerdì, febbraio 12th, 2010Sollecitato da un incontro con dei preti di Roma, condivido questo pensiero. Da discutere insieme.
Senza “Parola”, senza libertà della parola, senza comunicazione si è destinati a morire; è peggio del carcere, è peggiore dell’amaro destino del non senso, è la sconfitta dei grandi e dei potenti. Una libertà che è responsabilità.
Non esiste, o almeno è faticoso, il self control per Internet (come potranno fare i bambini), esso presuppone una “educazione” a se stessi e al mezzo. La crisi dei maestri è l’inganno che genera solo profitto e non responsabilità nella libertà. Non possiamo “ingannare”. E’ la sfida nel comunicare attraverso il web. Internet nella sua logica interna è “libertà”, ma nella suo utilizzo richiede sempre delle regole chiare per non intrappolarsi. Il virtuale, oggi più di ieri, ha effetti molto reali nella vita dei bambini, e degli adulti.